La triangolazione delle fonti con NotebookLM per l'analisi delle sentenze

In questa seconda parte del laboratorio del progetto Juristi.ai, Andrea e Giovanna Panucci rispondono a numerose domande dei partecipanti, approfondendo perché il corso si concentra su una metodologia indipendente dallo strumento anziché su singoli software verticali. Vengono discussi i limiti di soluzioni come Simplicity e Lexulum, l’importanza di evitare il lock‑in mediante il “passaporto” di contesto, e le pratiche di sicurezza di NotebookLM (sandbox isolata, credenziali temporanee). Si analizzano le licenze Enterprise, Pro e Max, il ruolo delle audit di compliance e delle DPA, e si forniscono linee guida per studi legali di diverse dimensioni. Giovanna elenca i suoi tool preferiti – Claude (chat e cowork), NotebookLM, Manus, Gamma/Napkin per la comunicazione e Perplexity per la ricerca – spiegando come combinarli in base a esigenze di redazione, analisi, integrazione con Google Workspace e compliance. La sessione si chiude con l’annuncio dei prossimi due appuntamenti del corso, le risorse comunitarie e l’invito a partecipare al gruppo WhatsApp di Juristi.ai.
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Ciao a tutti e tutte, rieccoci in questo secondo appuntamento del progetto di Juristi.ai. Se è la prima volta che siete in diretta con noi, tra poco vi daremo anche un po' di contesto. Oggi sarà una lezione estremamente pratica, sarà un laboratorio, vedremo come fare delle cose insieme. Prima, come sempre, saluto Giovanna. Ciao Giovanna, come stai?
Ciao Andrea, tutto bene, tutto bene. Ciao a tutti!
Come è stata questa prima settimana di Judy's TI? Hai ricevuto messaggi, stimoli? Com'è andata?
Ma tantissimi! Sono rimasta contentissima perché messaggi a profusione, ci avete scritto in tanti, curiosità, cosa si fa, cosa faremo, ma possiamo fare delle lezioni speciali? Quindi questo dinamismo ti dico che mi ha fatto tanto piacere, non che non me lo aspettassi, però sai, un conto è pensarlo, un conto poi vederlo dal vivo. Quindi devo dire che secondo me una community c'è, ricettiva, quindi è tutto bello, molto molto.
Esatto, esatto, sensazioni simili, perché sai, molte di queste persone a me spesso capita di vederle negli account, nei video, nelle chat, però poi quando si innescano quei messaggi diretti, un po' come sta accadendo sul gruppo, Poi noi abbiamo fatto pure quella call con le prime persone che volevano approfondire, quindi tu l'hai potuta vedere in un ambiente un po', diciamo, più ristretto, sai, più intimo, capire cosa ne pensavano. Questo è estremamente bello, cioè ti fa capire che intorno a questi progetti tu riesci ad aggregare sempre persone che sono interessanti, e questo effettivamente non è mai scontato.
Sì, oltre al lancio, alle frasi fatte, alle promesse, poi infatti quella call è stata effettivamente molto bella perché Dovevamo dedicare, da previsione, una trentina di minuti, poi ci siamo allungati un'oretta e un quarto, perché fra chiacchiere e tutto. Però sono venute fuori anche un sacco di idee, perché poi le cose più belle vengono proprio dal confronto con gli iscritti. Quindi quella, e poi abbiamo attivato il primo, il primo vero club riservato su WhatsApp oggi, quindi l'abbiamo inaugurato anche quello. Praticamente sì, oggi stamattina.
Bravissima, molto, molto interessante perché diciamo quello era uno dei piani, poi li faremo vedere, che era un po' una scommessa. Era una scommessa perché? Perché quello si basa molto sul discorso che stavamo dicendo, relazionale, cioè oltre ai contenuti hai piacere di conoscerci un po' meglio. E quando dico conoscerci Loro conoscono noi, ma anche noi conosciamo loro. Infatti sul gruppo, quello che dicevamo prima, in questo gruppo riservato su WhatsApp era: ma di cosa si può parlare? Ci hanno chiesto: vi posso raccontare anche un po' la storia che c'è dietro di quello che faccio, questi progetti? E diciamo che questo era nato un po' per innescare anche questo, cioè essere un acceleratore professionale sicuramente, ma anche un acceleratore di relazioni personali, quindi conoscere un po' meglio chi c'è dietro gli account. E effettivamente molto, molto Molto, molto bello.
Infatti, poi abbiamo iniziato a pubblicare in community i primi contenuti, le prime novità, qualche chicca operativa, la newsletter di questa settimana. Dai, è stata una settimana frizzante, se posso così dire.
Esatto, esatto. Allora direi, innanzitutto do un saluto, come si dice, un saluto circolare, quindi a tutti. Siamo già più di un'ottantina, quindi vi saluto per essere collegati con noi. E vi ringrazio per essere collegati con noi. Vi cominciamo a dare un po' di contesto e poi andiamo proprio nel vivo della serata di oggi. Allora, innanzitutto volevo condividervi un po' proprio la piattaforma della quale parlava Giovanna, perché cominciamo ad avere primi contenuti e quelle che sono prime interazioni. Vi faccio vedere, ecco qua, il posto dove ci stiamo presentando. Siamo già più di una ventina in community. Come diceva Giovanna, noi ci aspettavamo questa risposta, una risposta importante però non così velocemente, perché comunque era un progetto da dover spiegare. Per chi oggi si è collegato per la prima volta, cos'è Juristi.ai? Juristi.ai è la prima community italiana di intelligenza artificiale dedicata ai professionisti del diritto e a tutti quei professionisti che hanno esigenze nel loro lavoro legato al diritto. Quindi è un gruppo molto, molto verticale che ha interessi molto, molto specifici Ovviamente qui Giovanna Panucci è nata da questa collaborazione tra di noi. Ovviamente lei è la parte che meglio traduce quelle che sono le esigenze dei professionisti in applicazioni pratiche di questa tecnologia, l'intelligenza artificiale, mentre io porto dietro a tutti la semplificazione e l'approccio pratico sempre a quello che possono essere questi tool. E noi abbiamo cominciato a fare proprio questo all'interno della piattaforma, Infatti potete vedere ci sono già delle guide rispetto all'ultima volta. Giovanna ha già cominciato ad aggiungere degli approfondimenti molto molto interessanti come questo passaporto per il giurista. Ci vuoi dare qualche dettaglio in più di questa notizia?
Allora guarda, quella è venuta fuori da forse proprio da un commento che, o 2 o 3 commenti, che sono stati fatti durante la prima live della settimana scorsa, no? Perché il problema Il problema, la querelle di questo periodo è Claude o ChatGPT? E nel caso, nel caso di passaggio, come trasporto tutto il contesto, tutti i progetti, tutti i GPT da un portale all'altro? No, quindi c'è ovviamente un metodo e io ho pensato a questa metafora del passaporto perché dovremmo abituarci a viaggiare, no? Questo dinamismo dei tool. Oggi Claude sappiamo che è il più performante, un domani chissà, magari arriverà qualcos'altro, oppure ChatGPT tornerà alla ribalta. Quindi in questa edizione qui spieghiamo come creare il proprio passaporto, quindi avere un kit di proprio contesto andandolo ad estrarre dal tool che si sta utilizzando per poterlo trasportare poi da un tool all'altro quando si vuole sperimentare o si vuole fare un passaggio su un'altra piattaforma.
Questo super interessante, perché tra l'altro all'interno di quella call della quale parlavamo, questa era stata una domanda che si incrocia molto a questo discorso. E infatti tu già l'avevi accennato un po', questo aspetto. Cioè, cosa voglio dire? C'erano state persone che ci avevano detto: io ho investito già su quelli che sono dei software specialistici che introducono l'intelligenza artificiale nell'attività dell'avvocato, ma ovviamente traslabile in tutti quei profili che abbiamo detto, il notaio e chiunque lavori in questo ambito o tocchi collateralmente questo ambito. E la domanda era: avendo questo tipo di software, il percorso che voi andate a proporre serve, non serve, qual è la differenza? E secondo me l'aspetto che era stato evidenziato e che oggi hai approfondito con questo post qui è proprio il fatto che il nostro è un corso metodologico. Cosa significa? È pensato per dare delle competenze che vanno costruite nel tempo, quindi questi 10 appuntamenti dal vivo più i forum e le interazioni, ma che una volta che hai acquisito hai nella tua cassetta degli attrezzi per sempre e puoi trasferire queste competenze in tutti i diversi strumenti. Cosa significa? Sei libero o sei libera, non sei vincolato a un determinato provider che ti dà il suo strumento e quindi tu impari quello strumento e poi non puoi uscire da lì. Tu puoi combinarli. E quindi puoi ottenere il meglio da tutti questi strumenti. E credo che questa sia una oggi delle possibilità più interessanti, anche entusiasmanti alla fine.
Sì, nel nostro piccolo evitiamo quello che si chiama il vendor lock-in, no? Che è un po' la paura, giustamente, di tutti, grandi, piccoli e piccolissimi, perché si tende spesso a pensare che sia un concetto legato un po' al mondo enterprise, dove chiaramente un'azienda che basa tutto su un provider poi si trova costretta a cambiare, è un problema effettivamente. Però anche lo studio professionale, ma anche singolo professionista, no, che va a basare lì tutta una serie di costruzioni, progettualità, flussi di lavoro, prompt, ma anche solo la memoria del chatbot, è anche quello un po', se non ben gestito fin dall'inizio, può generare una sorta di dipendenza dal vendor che può essere un po' antipatica. Quindi In questa edizione abbiamo visto un po' come gestirla con qualche trucco utile.
Esatto. E allora vediamo subito velocemente macro contesto ed entriamo poi nell'argomento di stasera. Allora, questo appuntamento rientra in quello che è il progetto Juristi AI. Abbiamo descritto cos'è la community. Questo percorso prevede 10 appuntamenti spalmati su un anno nel quale andremo ad affrontare tutta una serie di macro argomenti che vi portano a padroneggiare questi strumenti all'interno della vostra attività e con casi molto specifici. Qual è la particolarità di questi incontri? Sono tutti incontri come quello che avremo questa sera, quindi pratici, con lo strumento aperto accanto. Vedremo dei casi d'uso concreti, si potranno fare delle domande di approfondimento, e poi queste competenze idealmente si possono andare a replicare all'interno del vostro lavoro già dal giorno successivo. Questo percorso prevede una serie di spazi di supporto come questi che abbiamo visto, forum, e poi per i piani dal secondo piano in poi c'è la possibilità di avere queste dirette dedicate dove potete fare le vostre domande su quelli che sono proprio i casi che andate a sperimentare al lavoro. Per lanciare questo progetto noi abbiamo immaginato 5 serate. La prima c'è stata lunedì scorso, la prossima sarà in calendario martedì. Poi vi lascio i link in basso per entrare nel gruppo WhatsApp con tutte le novità. Andremo a fare dei laboratori che sono aperti a tutti, quindi anche chi non entrerà all'interno di questo percorso potrà comunque beneficiare di quello che è il metodo, vedere come si svolgono questi appuntamenti, e magari anche se siete semplicemente curiosi saperne di più. Oggi approfondiamo l'utilizzo di Notebook LM per la comparazione di fonti giuridiche è quella che Giovanna chiama triangolazione. In realtà, Giovanna, ci porti un po' all'interno di questo argomento e poi ti chiedo quando vuoi andare a condividere lo schermo, dimmelo semplicemente e io vado a condividertelo.
Guarda, ti direi condividilo già, così proiettiamo anche un po' un estratto della scheda, della cosiddetta scheda operativa. L'altra volta durante la live ne abbiamo parlato, no, del fatto che Questo è un metodo che mi porto un po' dietro io dalla mia esperienza di lavoro, ma anche di studio, e poi è diventata un'abitudine che per quanto riguarda l'intelligenza artificiale mi sta salvando la vita, perché con queste schede operative dove io vado a schedulare letteralmente delle competenze, quindi torna questo concetto, no, di skills, mi faccio uno schedario di tutte le abilità che io stessa apprendo. E questa scheda operativa è dedicata proprio a questo metodo. Allora vi faccio un po' una premessa, vi racconto un po' com'è nata questa metodologia qui. Nasce da una presa di cognizione di un'esigenza che hanno un po' gli avvocati, no? E sono sicura che molti di quelli che ci seguono si sono ritrovati in questa situazione. Quando dobbiamo analizzare delle sentenze soprattutto, ci capita di dover scrivere magari una strategia difensiva oppure di dover impugnare la sentenza di un tribunale, quindi andiamo alla ricerca di giurisprudenza che avalla la nostra tesi, no? E quindi che ci dà ragione. E quando incontriamo sentenze che ci danno torto è un po' un problema. Nella raccolta di queste fonti giurisprudenziali il giurista si trova di fronte a tantissime sentenze, ci sono tantissimi portali, noi siamo stasera useremo per fare questa dimostrazione il portale dei servizi telematici, che è un portale gratuito sul quale si trovano tantissime sentenze già anonimizzate, fra l'altro, e tiri giù la sentenza e che cosa avveniva? Ti fai una cartelletta sul PC, le sentenze si accumulano perché col passare del tempo, fra quelle che ti manda il praticante, fra quelle che ti trova il collaboratore, quelle che magari sono frutto della tua esperienza di cui ti ricordi, no, e che ti riporti dentro, insomma queste sentenze diventano tante, no? Io mi sono trovata in un caso anche a dover analizzare una trentina di sentenze differenti. E quindi che cosa succede? Che ti tocca leggerle una per una, con un evidente problema di perdita di contesto, perché tu leggi le sentenze, vai alla ricerca spasmodica della sentenza che ti dà ragione per poterla poi far diventare oggetto della tua strategia difensiva. Il problema è che si va a generare, anche noi esseri umani è così, quello che io ho chiamato bias di conferma, cioè tendiamo a leggere soltanto quei provvedimenti o a notare quelle virgole, no, dei costrutti argomentativi che ci danno ragione e andiamo a perdere magari dei profili di struttura, delle terminologie, degli appigli, degli spin-off a livello di articolo o altre strategie sottese che magari potrebbero migliorare la nostra strategia difensiva e ribaltarla in un certo senso. E allora io ho pensato questo: facciamoci aiutare dall'intelligenza artificiale per riuscire a mantenere un certo distacco dalle fonti, evitare di essere affamati nel cercare la sentenza corretta a tutti i costi e riuscire, come se fossimo una macchina perfetta, a poter interpretare le fonti in maniera matematica, andando a trovare i punti a favore, i punti contro, le incongruenze, i pattern nascosti nei ragionamenti dei giudici, e dal di là riuscire a costruire pareri, formulare strategie difensive, impugnare ad desentense, e quindi fare sostanzialmente un lavoro che rende il processo molto più praticabile, oltre ovviamente ad avere un risparmio di tempo incredibile, perché col metodo classico, chiamiamolo così, proprio per fare un paragone, io impiegavo 3-4 giorni partendo proprio a fare questo tipo di lavoro, per fare proprio un'analisi certosina, più una giornata, mezza giornata per poi scrivere l'atto. In questo modo la ricerca si può anche quella automatizzare, poi di questo ne parleremo tanto, di ricerca giurisprudenziale e intelligenza artificiale, ma fatto quel lavoro lì, l'analisi delle fonti dura un'oretta, ma è un'analisi fatta e finita, dove è realmente un pro contro pattern nascosti e quindi lettura della documentazione. E quindi il metodo è un po' questo: triangolazione, perché si riesce un po' a vedere con distacco la fonte da varie angolature, che non è solo quello che è a vantaggio dell'avvocato, e quindi si ha un punto di vista che è unico. Etico e libero da bias, per l'appunto, di conferma. Ti dico che stasera io ho preparato tutto l'esercizio andando proprio già a predispormi tutto quanto l'accesso alla banca dati di Merito e ovviamente io farò vedere tutto quanto il processo come andrebbe fatto, no? Quindi noi immaginiamo di aver fatto il nostro accesso alla banca dati, quindi banca dati pubblica, clicco lo SPID, vado a fare l'autenticazione. Una volta che sono dentro al portale mi trovo di fronte alla classica maschera dove vado a inserire per esempio la tipologia di provvedimento. Noi cercheremo delle sentenze stasera. Il distretto, io ho scelto proprio perché è qua dietro casa Bologna e potremmo poi mettere anche l'ufficio competente, la Corte d'Appello, Tribunale, eccetera. Lasciamolo aperto, no? Immaginiamo siamo proprio in fase esplorativa e quindi partiamo da un topic e cerchiamo di vedere dove ci porta. Aspettate che ovviamente mi ha sloggato, quindi rifacciamo un po' il login così lo vediamo da capo. Allora, PSG.
E l'avevi detto che questo era un "plasticone".
Un "plasticone".
Che poteva succedere con i portali questi qua praticamente dove si vanno a scaricare la documentazione in pratica.
Sì, perché se non sei tempestivo nella ricerca— eccolo qua, perfetto. Allora, dicevo, sentenza, distretto andiamo a inserire Bologna, ufficio lasciamolo aperto perché qua vogliamo capire qual è l'orientamento giurisprudenziale su un certo tema. Potremmo mettere una data, no, della pubblicazione delle sentenze. In questo caso io adesso mi sembra di aver messo nell'esempio 2015, 1° gennaio 2015. Vado a inserirlo qua, quindi facciamo proprio tutto l'esperimento. Quindi da 1° gennaio 2015 mettiamo qui, mettiamo il 25, anzi 26, così siamo a posto. Data di pubblicazione uguale, 2015, 1° gennaio a 1:26. Mettiamo la materia e io ho inserito, sono stata diciamo così generale, quindi qui si può ovviamente scegliere qualsiasi cosa. Ho immaginato un tema molto trasversale che è quello della videosorveglianza e condominio, quindi qui nel testo scriviamo video "Surveglianza e condominio". E nella ricerca andiamo a mettere tutte le parole, così facciamo una ricerca su tutti quanti le parole e la terminologia. Vediamo se così ci cerca qualcosa. Proviamo a togliere la data. Eccolo qua. Allora, sostanzialmente, Andrea, accade questo. Ti racconto quello che avviene nel dietro le quinte del nostro lavoro. Quando ti trovi tutte queste sentenze, inizi ad avere qua un estratto che chiaramente è incomprensibile, perché dovrebbe essere un estratto, ma poi di fatto se guardi ci sono pezzi di testo che hanno poco senso. E quindi che cosa fa l'avvocato classico? Va a farsi un ordine per, per esempio, anno del provvedimento. Quindi questo parte dal 2024, 2022, eccetera eccetera. E poi te la devi aprire una per una, per esempio mostra, ti guardi la sentenza, queste per fortuna la cosa bella è che sono già tutte anonimizzate, quindi non c'è il problema dell'inserirle all'interno di un LLM perché non ci sono già i dati, hanno fatto almeno questo lavoro di riordino, e insomma alla fine della partita tu ti vai a leggere un po' le conclusioni, i motivi, vedi che sono anche lunghe, eh, questa è 35 pagine per esempio, sperando che di trovare all'interno qualche appiglio che viene comodo al tuo cliente. Sulla videosorveglianza in condominio, per esempio, la diatriba classica è quella del vicino di casa che ti chiama e ti dice: guarda, il mio dirimpettaio ha installato una telecamera di videosorveglianza brandeggiante, magari, che punta sulla mia proprietà, e quindi io sono certo che mi guarda in casa, mi guarda in giardino, mi spia dal telefonino, se la guarda mentre è al lavoro. Non sono neanche certo che sia a norma, non ha messo cartello, non riprende solo le aree private, e quindi io voglio fare causa. Questa è la situazione un po' classica, e quindi tu cerchi gli appigli vari per poter giustificare, no, una diffida o qualsiasi altra cosa. Quindi l'avvocato scarica tutti questi provvedimenti a seconda poi di quello che è il profilo di inerenza, e se li deve leggere. Allora, io ho già fatto un po' un fanno parte dell'esercizio e sono andata a prendere queste 6-7 sentenze che trattano proprio il tema videosorveglianza in condominio. Che cosa ce ne facciamo noi di queste sentenze? Allora andiamo su NotebookLM che è lo strumento per eccellenza per fare analisi delle fonti, lo dico sempre in tutti i corsi, NotebookLM è spettacolare perché riesce a fare una cosa che i chatbot generalisti non fanno, in gergo si chiama grounding, che vuol dire proprio ancoraggio alla fonte. Quindi mentre ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot, eccetera eccetera, quando noi gli diamo un documento e gli chiediamo, gli facciamo delle domande sul documento, loro vanno a interpretare un po' quello che leggono perché uniscono il dataset alla fonte che gli diamo. Ecco, su Notebook abbiamo la certezza che questa cosa è ridotta ai minimi termini perché Notebook legge la fonte riga per riga, con una capacità anche non indifferente di lettura del documento, e va a citarci come un bravo praticante, come se sottolineasse le parti del documento, le frasi, i periodi sui quali è andato a fondare la risposta. E quindi il professionista, magia, no? Perché noi possiamo controllare che quello che è stato generato effettivamente quello che è contenuto nei documenti. Come avviene questo? Ovviamente allora si va ad aprire un nuovo taccuino. Ah, una piccola premessa che può essere importante da sapere soprattutto se non lo utilizzate: Notebook vi consente già nella versione gratuita di caricare fino a 50 documenti qui all'interno del pannellino fonti. Vedete che qua potete caricare le fonti che possono essere di vario tipo, Se cliccate qua e col cursorino vi mettete su Altro ancora, vedete che c'è questo piccolo pop-up che vi suggerisce, ingrandiamolo un po' che si vede meglio, tutti i formati che possono essere digeriti da Notebook, e sono tantissimi, no? Documenti DOCX, CSV, immagini MP4, formato text, PDF, JPEG, veramente tanti, tanti formati. Addirittura link. Cliccando qua voi potete andare a incollare un link di un video YouTube o anche un URL che magari contiene un articolo o qualche riferimento che volete far analizzare. Nel nostro caso però noi stasera lo utilizzeremo per analizzare delle sentenze, no? E allora che cosa andremo a fare adesso? Qui dentro andremo a inserire le nostre sentenze, quindi le potremo semplicemente trascinare. Io me le sono già preparate qui di fianco, così le vediamo, vediamo proprio tutto il processo. Le scaricate sul desktop e poi le trascinate all'interno del taccuino. La traduzione di notebook poi sarebbe taccuino. Cliccate Aggiungi fonti, vi si apre questo pannellino. Non c'è neanche bisogno di andarle a prendere una per una, le potete evidenziare tutte così come faccio io. Trascinarle col cursore all'interno. Ed eccole qua, vedete che Notebook adesso fa una cosa incredibile che sembra una banalità ma non lo è. Già si va a leggere le fonti, le ha già lette, le ha flaggate, quindi ci dice ok, me le sono lette. E qui ci fa già un riassunto del contenuto e va a prendere la sentenza di riferimento, quella che lui reputa la sentenza un po' guida, no, per magari motivazioni, cose che poi andremo a vedere. E qui ci fa un abstract: questi documenti sono sentenze civili emesse dai tribunali di Forlì, Modena, Reggio Emilia e Rimini che riguardano appunto controversie in ambito condominiale e locatizio, soprattutto per quanto riguarda la legittimità dei sistemi di videosorveglianza.
Quindi a colpo d'occhio volevo farli riflettere solo per una cosa molto veloce, perché secondo me è molto interessante questo che hai detto. Prima abbiamo visto che ognuna di queste sentenze, mi è sembrato di vedere, avessero tra le 25 e le 30 pagine. Linee conto caricate 6 significa che Notebook in un minuto ha analizzato l'equivalente di quelle che sono 180 pagine, ha capito quello che è il contesto di riferimento, ha capito già uno degli orientamenti più interessanti e l'ha messo in evidenza. La cosa molto interessante, come detto, e come adesso vedremo meglio, si muove soltanto su quelle fonti. E l'altro grande tema è: i documenti che mettete qui dentro sono documenti sui quali il modello non viene addestrato, quindi sono vostri e restano vostri. E questo per l'attività ovviamente che si va a svolgere. È chiaro che, come ha detto giustamente Giovanna Panucci, per queste sentenze tu hai già una anonimizzazione. Quindi diciamo sono documenti più sicuri in questo senso. Però pensiamo anche in un flusso reale che magari anche altri tipi di documenti, ovviamente prima si possono fare delle specifiche, le vedremo. Però questo è l'altro aspetto fondamentale di Notebook, cioè è pensato per essere un assistente sicuro, e infatti è pensato proprio per profili come avvocati, chi si muove in questo settore, ma anche giornalisti con le proprie fonti che hanno bisogno proprio di una tutela dei documenti, oltre che la certezza della risposta, chiaramente.
Esatto, esatto. Fra l'altro, questa cosa che hai detto è interessantissima perché io lo utilizzo come ormai un gestionale del fascicolo cliente, nel senso che caricando non solo la classica, il classico documento PDF o la procura o i documenti standard, ma andando veramente a mettergli contesto dalla parte iniziale di conoscenza del cliente, la classica call, no, di audit, fino al preventivo, al primo contatto, ai primi appunti. Lì si va a creare un ecosistema di conoscenza incredibile, perché voi siete in grado praticamente di avere la timeline parlante del vostro rapporto col cliente. E quindi anche quando si va a scrivere un atto importante come può essere una conclusionale, che è l'atto conclusivo dove tu devi fare, tiri le fila, no, di quello che è successo dal giorno 1 al giorno X, ed è un lavoro pesante perché il professionista deve fare un recap di tutto, fare mente locale, ricordarsi della gestione. Quindi questo strumento dà una grande mano da quel punto di vista. E io adesso infatti ho caricato queste 6 fonti, ma immaginatevene anche 50. Poi nella versione a pagamento si possono caricare fino a 300 fonti addirittura, quindi sono veramente tantissime. E noi ora che cosa andremo a fare? Andremo a iniziare un po' a personalizzare Notebook. Sì, perché anche Notebook si può personalizzare. Non tutti sanno, per esempio, che andando a cliccare su questi 3 pannellini, queste asticine un po' che simboleggiano dei parametri, io posso andare a configurare come Notebook può e deve rispondere all'interno della parte centrale, che è la parte conversazionale, dove vado a chattare. Posso definire l'obiettivo, lo stile, il ruolo e la lunghezza della risposta. Allora, sulla lunghezza vi dico già, io la lascio predefinita, nel senso che non voglio limitare Notebook a dare risposte più lunghe o più brevi. Voglio che sia lui a fare un po' la quadra. Si legge le fonti e risponde citando quello che ritiene necessario e soprattutto se un argomento è contenuto in tutte le fonti, io voglio che me lo riporti in maniera completa. Quindi non voglio limitarlo né in un senso né nell'altro. Quello che vado a cambiare però è questa parte qua: definisci l'obiettivo, lo stile, il ruolo. Cliccando su Personalizza, e questo veramente mi rendo conto, Andrea, che nei corsi lo sanno in pochissimi, qui noi possiamo andare a inserire un piccolo prompt che guida Notebook nella modalità di ricerca. Quindi noi vogliamo, che ne so, farlo diventare un super esperto in diritto condominiale e quindi dargli un colore più da esperto nell'analisi delle sentenze, qui lo possiamo fare. Vogliamo dargli un tono più da tutorial, magari dobbiamo studiare per un corso, un libro, una ricerca, ci dobbiamo preparare per uno speech, gli diamo quel tipo di tonalità. Cambia completamente la modalità di risposta. Noi ora andremo a dargli, per l'appunto, un piccolo prompt, questo qua, che gli darà un certo stile. Quindi gli dirà: comportati in un certo modo quando andrai a leggere queste fonti. Il prompt è questo.
Da notare che aveva 10.000 caratteri ormai a disposizione. Cioè, vi faccio riflettere su questa cosa: 10.000 caratteri. Caratteri, anche includendo gli spazi, si parla di oltre 3000 parole. E non è un caso, perché come vi sta mostrando Giovanna nel flusso, questi strumenti diventano sempre più capaci di orientarsi all'obiettivo senza che voi dobbiate focalizzarvi su ogni singola parola. Mentre il prompting è ancora fondamentale per andare a descrivere bene gli obiettivi. L'altro aspetto è fare ecologia del contesto. Cosa significa? Capire bene cosa ha senso condividere e cosa ha senso invece togliere in partenza, per non andare a confondere questi modelli. Ovviamente con uno strumento che vi dà a disposizione fino a 10.000 caratteri, e la finestra di contesto di Google è uno dei punti di forza, perché il modello Gemini che alimenta Notebook ti fa capire quanto possa diventare specifico, perché poi hai tutte quelle risorse che Giovanna ci ha fatto vedere, che già hai condiviso e che lui già è andato a inserire all'interno del contesto.
Esattamente, esattamente. Quindi adesso lo andiamo a personalizzare dicendogli: sei un assistente specializzato in analisi giurisprudenziale comparativa per il diritto italiano. E gli diamo delle regole, 5 regole semplici. Rispondi esclusivamente sulla base delle fonti. Questo è un rafforzativo, anche se il modello già lo fa, l'impostazione che Google ha dato a Notebook già prevede questo. Andandogli a ripetere questa cosa, siamo certi, di dargli un ancoraggio ancora più forte. La cosa importante però è questa: se un'informazione non è presente nelle fonti, dimmelo, dichiaralo. Questo è il classico permesso che si dà al modello di dire "non lo so", no? Quindi non inventare, non compiacermi, non allucinare, non strafare, semplicemente limitati a riportarmi quello che trovi senza inventare riferimenti normativi o giurisprudenziali. Questo l'ho inserito perché recentemente ho letto su Reddit, che non so se lo conoscete, è un forum internazionale dove si aprono dei topic e si dialoga veramente su qualsiasi argomento. Su uno dei subreddit dedicati a Notebook, qualcuno notava, o comunque era incappato in qualche episodio di allucinazione da parte di Notebook. L'allucinazione che cos'è? Lo spiego per chi magari è proprio alle prime armi. È una risposta che sembra vera, sembra corretta, perché scritta bene in italiano, perché contiene anche magari dei riferimenti normativi, dati, numeri, no, tutti elementi che sembrano, che fanno pensare che la risposta sia effettivamente corretta, ma in realtà non lo è, o perché contiene dati inventati, imprecisioni, eccetera eccetera. Beh, su Notebook devo dirvi, era veramente raro trovare delle allucinazioni. A me personalmente non è mai capitato, io lo utilizzo veramente da tanto. Non so a te, Andrea, se ti era mai capitato che allucinassi Notebook.
No, a me è sempre richiamato, devo dirti, riferimenti giusti. Anche perché poi, come vedremo dopo, tu hai i numeretti anche per poter verificare. E questo è l'altro grande vantaggio, cioè tu puoi vedere subito con le citazioni nel documento, anche in queste 230 pagine, esattamente quella porzione di testo che è stata presa come riferimento. Devo dirti, a me non è mai capitato, neanche portandolo fino a una ventina di fonti, anche piuttosto corpose.
Infatti, neanche a me. Infatti mi ha stupito, quindi ho detto adesso nel prompt vado a rafforzare questa cosa sottolineando proprio di non allucinare. Quando citi un passaggio indica la fonte. Lui lo fa nel numerino, adesso lo vedremo, ma qui gli diciamo proprio che vogliamo che espressamente ci dica da dove è andato a prendere a chiare lettere il contenuto. Distingui sempre fra fatti, principi, opinioni, obiter dicta. Per ogni riferimento normativo indica articolo, comma, legge, codice, data. Uso linguaggio tecnico-giuridico preciso. Quindi sono le classiche regoline che, che si danno di contorno. Lo andiamo a copiare e lo andiamo ad inserire in questa sezione qui, così com'è. Ok. Salva. Bene, la prima, il primo settaggio lo abbiamo fatto. Ora proviamo a fare un'interrogazione generica per capire intanto come funziona Notebook. Qui ci dà dei prompt un po' rompighiaccio, no? Quali sono le regole per installare le telecamere? Come si risolve un contratto di locazione? Sono ovviamente già tutte inerenti al contenuto delle fonti. Cliccando vedete proprio che Notebook fa questo lavoro qua. Cerca la risposta, quindi va a leggersi le fonti. Fra l'altro, io adesso le ho tutte flaggate, selezionate, ma se mi interessa fare la ricerca su una, su due, o solo su 4-5 fonti, vado a deselezionarle e seleziono solo quelle che mi interessano. Quindi si può fare ricerca anche mirata su una o più fonti. Adesso le flagghiamo tutte e 6. Notate anche che rispetto al classico chatbot la risposta arriva dopo un po', perché effettivamente Notebook legge. Ed ecco qua che ci va a comporre la prima risposta. Allora, andando ad inserire quella specifica "citami la fonte", lui oltre al numerino, che è comodo perché noi cliccando qua possiamo vedere da dove è andato a prendere il tutto, per esempio dov'è che parla di installazione di telecamere sulle parti comuni, clicco sul numerino 1, e la guida alle fonti mi va a prendere direttamente quel punto del documento da dove ha estratto la parte. Adesso c'è un po' di latenza di internet, probabilmente arriva fra un pochettino. Ma a colpo d'occhio noi gli abbiamo detto: però, già che ci sei, dimmelo direttamente nella risposta, così già sappiamo, no, che cosa è andato a verificare direttamente guardando la fonte. Quindi ci fa questa analisi con richiamo alla fonte. Grounding vuol dire proprio questo: ti cito questa frase, ti metto queste informazioni e ti do i riferimenti dai quali puoi andare a citare. Ok, ora il punto qual è? Noi col metodo della triangolazione andremo ad utilizzare dei prompt che partono proprio col fare un'analisi comparativa. E quindi in questo caso partiamo con questo primo prompt che va a chiedere a Notebook non di fare una classica lettura delle fonti, ma di andare a cercare prima tutto quello che è coerente fra le sentenze, poi tutto quello che invece diverge, quello che è diverso, i criteri decisionali, i vari pattern, per esempio quanto tempo il giudice si è concentrato su un aspetto rispetto ad un altro, e questo ci consente di capire anche nella motivazione che poi potremo andare noi a scrivere nella strategia difensiva quanto il insistere su un punto quanto no. Questo, pensate quanto può essere utile in fase, per esempio, di impugnazione, no? O anche in primo grado, quando scriviamo un atto di citazione, sappiamo il giudice, il magistrato, e quindi già possiamo andare a impacchettare sulla base dell'analisi di quella che è la personas, possiamo andare a scrivere un atto già ha predisposto alla mentalità del giudice, che non è poco, voglio dire, no? Omissioni, orientamento prevalente, cita passaggi specifici per ogni affermazione. Quindi qui facciamo una prima lettura overview dove a colpo d'occhio gli chiediamo tutte queste cose. Io mi vado a copiare il prompt.
Giovanna, volevo far vedere a volo l'effetto mentre tu invii il prompt. Non so se poi vuoi commentarlo prima, anzi, mentre lui ragiona volevo far vedere un po' come escono fuori le citazioni, perché a me internet riesce a prenderlo, così magari chi non l'ha mai visto può vedere come viene citato in una serie di fonti.
Ok, vai, così lo facciamo vedere.
Qui siamo in un altro notebook con questi PDF. In realtà questi non sono PDF, questi sono video di YouTube è un po' come funziona, è lo stesso tipo di discorso. Come diceva Giovanna, Notebook può analizzare dei siti, ma può analizzare anche degli interi video. Per esempio, qui voi potete avere una trascrizione estremamente fedele, concetti chiave, ma potete fare anche questo. Per esempio, su questa domanda io gli ho chiesto: insegna a un principiante proprio come usare Gemini e Notebook per lavoro, per restare in tema. Lui dà la risposta Clicchiamo sulla fonte, per esempio 5, dove ha preso questo elemento, ed ecco che ci cita il video dove è stato preso quel riferimento. Ovviamente questo comodissimo anche quando avete una serie di documenti come quelli che abbiamo visto, molto molto lunghi, e lui oltre a citare la sentenza, perché Giovanna l'ha forzato con quelle istruzioni specifiche, quindi già vi dà una risposta super pertinente, poi potete fare la doppia verifica in pochissimo tempo vedendolo qui sulla sinistra. E questo è estremamente comodo quando fate un'attività di comparazione.
Ok, perfetto. Intanto qui stavo guardando, mi stava rispondendo e fa già questo lavoro meraviglioso di principi concordi. Cioè, capiamo bene che l'analisi è trasversale, quindi lui qui non la sta facendo su una sentenza, l'ha fatta trasversalmente, quindi va a trovare principi concordi. Tutte le sentenze parlano di, riconoscono la necessità di distinguere regime giuridico applicabile alle parti di proprietà esclusiva. Tutte le sentenze parlano del diritto all'installazione, tutte le sentenze parlano della necessità di avere dei limiti all'angolo di visuale, tutte le sentenze parlano di uso della cosa comune. Quindi già qua io mi posso fare un'idea di quello che è il perimetro del consentito e del non consentito per questo ambito. Divergenze interpretative. Oh, questo è interessante perché qui iniziamo a vedere i differenti approcci nel bilanciamento degli interessi. Quindi andiamo a vedere da una sentenza all'altra che cosa ha fatto pendere l'ago della bilancia da una parte e dall'altra. E quindi ci porta formalismo verso sostanzialità, interpretazione, i regolamenti. Ecco, questo è interessante, per esempio, no? Interpretazione dei regolamenti condominiali contrattuali. Il Tribunale di Forlì adotta un interpretazione restrittiva. Criteri decisionali, e quindi qui andiamo a vedere come l'esito delle controversie poi è stato determinato sulla base dei fatti accertati. Onere della prova, assenza di misure fisiche, quindi facciamo questa analisi, no, le omissioni. Quindi vedete che a colpo d'occhio, guardate questo che carino, questa parte 6, l'orientamento prevalente, per ogni sentenza ci fa A, B, C. Questo solo, solo questo è spaziale secondo me, perché perché averle così a portata di mano, fra l'altro non so se ci avete fatto caso, la risposta è stata data credo in meno di 20 secondi. Abbiamo proprio questa risposta già impacchettata, già pronta. Non è magia chiaramente e non è solo bravura di notebook, io lo ripeto sempre, ovviamente quello che è importante è la strutturazione del prompt. Questo fra l'altro, per chi ce lo chiedeva l'altra volta, è legal prompting. Che è esattamente proprio la dimostrazione concreta di quello che vuol dire scrivere dei prompt, delle istruzioni per una macchina in chiave giuridica, cioè riuscire a spiegare ad un modello come vogliamo la risposta. E questa è un'abilità che si apprende col tempo, con la pratica e andando a utilizzare delle tecniche di prompting in maniera, no, workflow. Ora, il bello non è questo, ovviamente. Quindi qui abbiamo questa prima panoramica. Dopo, per comodità, c'è questa funzione di notebook che è "Salva nella nota", che io me la posso mettere qui. E voi direte: "Perché?" Adesso fra poco vi faccio vedere il motivo. Ce la salviamo. In questa maniera, se clicchiamo, vedete che ci ha riportato qui, come se fosse un post-it gigante, quella che è la risposta che ci è piaciuta. Proseguiamo nella chat con la parte 2 del metodo. Quindi dopo il primo prompt di triangolazione facciamo la cosiddetta seconda passata di analisi, no? Da una prelettura facciamo un prompt che andrà a stanare i punti ciechi. Quindi andrà a fare un'analisi dei documenti dal punto di vista di quello che manca. Quindi va a colmare quello che è il bias di conferma. Quindi non cerchiamo quello che dà ragione e che porta acqua al nostro mulino, no, cerchiamo anche tutti quegli aspetti che per esempio nelle sentenze non vengono trattati ma che potrebbero avvantaggiarci. Cerchiamo delle normative, dei riferimenti giurisprudenziali che non sono assenti ma che magari rilevano. Quindi andiamo a fare proprio un'analisi dei gap. Copiamo tutto il prompt e c'è un punto importantissimo di questo prompt che è il punto 6, che è quello che ci darà poi la svolta. Chiederemo a Notebook: ci sono criteri che non erano espliciti in nessuna sentenza ma sono emersi dal confronto? Cioè, andando a leggere in maniera convergente tutte queste sentenze, ci sono dei pattern nascosti che io potrei utilizzare perché sono coerenti in tutte le sentenze, ma non sono stati esplicitati. Dimmi non detti, cioè quello che è dato per scontato e che non è messo nero su bianco. Torniamo su Notebook e andiamo a incollare questo secondo prompt.
Giovanna, do un'informazione veloce di servizio proprio perché questi prompt stanno interessando molto. Ci chiede Alessandro: saranno disponibili nel documento che inviate dopo il corso? Sì, invieremo tutte quelle che sono le risorse sul gruppo WhatsApp. Si potrà accedere a quello che è il contenuto e si potrà andare a copiare e testare subito i prompt. Tra l'altro, le risorse sono uno degli aspetti pensati come degli acceleratori, rientrano in quelle schede delle quali parlava prima Giovanna. Avrete sempre una sintesi di quelle che sono le diverse lezioni, avrete i prompt. Poi ci saranno degli estratti con diversi capitoli, perché come potrete vedere, ovviamente ogni lezione è abbastanza corposa e va a coprire diversi utilizzi pratici. Per rendere il tutto più fruibile per chi poi entrerà nella piattaforma, realizzeremo degli estratti da mettere insieme per temi, in modo che potete trovarli. Ad esempio, troverete estratti sulla gestione documentale, estratti sulla ricerca, ricerca, estratti specifici sui prompt, e questo vi accelera tutto il processo.
Ok, intanto notebook è andato a risponderci. Eccolo qua: aspetti rilevanti non trattati. Ecco, questi 3 punti per esempio potrebbero essere approfonditi in una strategia difensiva. Capacità tecnologica intrinseca dei dispositivi. Nessuna delle sentenze parla delle delle anomalie, dei tranelli, no, che potrebbero esserci dietro un device di videosorveglianza, come la potenziale registrazione audio, l'uso di ottiche motorizzate, potrei aggiungere io di intelligenza artificiale, mascheramento digitale dinamico. Le corti valutano i dispositivi come se fossero meri oggetti statici tradizionali. Quindi io già mi vedo un motivo all'interno di un provvedimento dove vado a dare tutta una serie di potenziali pericoli che potrebbero essere collegati a quel device. Ovviamente a seconda che il mio cliente sia l'installatore del sistema o l'altro che si lamenta. Sicurezza dei dati, gestione tecnica della cancellazione, anche questo è interessante, no? Non le sentenze citano l'obbligo di conservazione 24-48 ore, ma nessuna si sofferma su come questo limite debba essere poi e questo è la svolta, tecnicamente garantito o verificato nei sistemi privati. Cioè ti prometto che cancello ogni 24-48 ore, ma poi tecnicamente come lo dimostro? Quindi anche nella richiesta di produrre delle prove, ecco, queste potrebbero essere tutte frecce al nostro arco. Le norme omesse, qui ovviamente manca completamente qualsiasi riferimento al GDPR, Si fa riferimento a un provvedimento del Garante del 2010 che giustamente Notebook sottolinea, vi posso confermare che è così da privacysta, che è stato profondamente superato dal GDPR. Prospettive trascurate, presupposti dati per scontati ma non dimostrati, domande che restano senza risposta e aggiungerei e che quindi io non andrei a toccare perché evidentemente è un terreno scivoloso. Criteri decisionali impliciti, che è quello che vi dicevo prima, no, che potrebbe essere molto interessante. Dall'analisi incrociata dei vuoti emergono due criteri decisionali impliciti non formalizzati: la prevalenza fattuale del diritto di proprietà sul diritto alla riservatezza, e quindi probabilmente conviene far leva sul fatto che c'è una violazione alla proprietà, no, quindi la mia sfera privata, e torna quel concetto fra l'altro antico di privacy vista come right to be let alone, cioè diritto di essere lasciato in pace a casa propria dietro le proprie finestre, e il principio di sanatoria del fatto compiuto, pragmatismo, no? Quindi se una violazione formale ha prodotto un risultato pratico ormai consolidato e non catastrofico, la Corte tende a sterilizzare l'invalidità, no? Quindi estremamente interessante. Supponiamo, anche questo me lo salvo, ok? E poi che cosa posso fare? In realtà posso fare tante cose. Da qui io potrei selezionare le mie due ricerche, vedete, andandole a flaggare da qua, e clicco in Convert in fonte. Se clicco in Convert in fonte su entrambe, eccole qui che compaiono. Queste due qua nei miei riferimenti e a questo punto io potrei andare a deselezionare le sentenze andando a prendere per esempio soltanto l'analisi che ho già fatto fare a Notebook e potrei cliccare su Report e Report è una sezione del pannello Studio di Notebook che fa tante cose interessanti E fra l'altro, vedete quei 4 bottoncini che stanno prendendo forma adesso mentre parliamo? È Notebook che sta personalizzando il tipo di report sulla base delle nostre fonti. I primi 4 ce li dà sempre fissi: Crea il tuo, totalmente personalizzabile col prompt, il classico riepilogo, una guida allo studio e il blog post. Poi qua sotto ci fa anche una descrizione di quello che questi 4 che sono più interessanti sono quelli che ci suggerisce. E guardate un po' questo: parere legale strategico, relazione tecnica, dispensa didattica, analisi di casi pratici. Il primo è interessante. Se noi clicchiamo sulla matita, Notebook ci fa un altro grande favore, ci scrive già il prompt che potremmo utilizzare per andare a scrivere, in questo caso, un parere legale strategico. Noi possiamo dire: va bene, voglio questo. Oppure, suggerimento, andiamo a inserire un parere per andare a scrivere il prompt. Il parere ce lo può fare, per esempio, Claude, ChatGPT. Ci possono anche scrivere il prompt che possiamo andare ad utilizzare dentro notebook. Quindi, per esempio, se voglio partire da un parere nuovo e non so scrivere il prompt, potrei chiedere a Gemini, a Claude, a ChatGPT di scrivermi un prompt spiegandogli proprio quello che abbiamo fatto, no? Ho utilizzato Notebook per analizzare delle sentenze e adesso vorrei utilizzare la funzione report del pannello studio per generare un parere legale strategico. Sulla base di quello che sai di me, me, del mio modo di scrivere e dello stile che hai appreso, genera un prompt che poi posso utilizzare sul notebook per scrivere il parere. Perché dico sulla base di quello che sai di me, di quello che hai appreso? Perché la vera, il vero segreto per poter ottenere degli output interessanti e soprattutto realistici, ma non per Giovanna Panucci, per ciascuno di voi che sta dietro la scrivania, che ha bisogno del suo output personalizzato, è quello, questo ve lo diremo fino alla nausea, io per primo, fin da subito andare a gestire bene la piattaforma, andando a gestire bene le utenze, cercando di dividere per quanto possibile l'uso domestico dall'uso professionale, andando a fare dei settaggi di un certo tipo, pulendo ogni tanto la memoria, tutte cose poi che vedremo chiaramente, poi adesso non c'è tempo per poter esplorare tutto, Però pensate che prompt può venire fuori da un'analisi fatta da un tool di quel tipo. In questo caso lanciamo questo giusto per fare una prova e vedete che qui di fianco parte il report che sarà il nostro primo parere, ok? Non ancora quello definitivo, perché quello definitivo ce lo andremo a fare con un tool nato per fare text to text, cioè Diamo testo e vogliamo testo. In questo momento mi sentirei di suggerirvi Claude, perché sulla generazione documentale, fra l'altro la prossima settimana parleremo proprio di formato dei documenti in uscita. Claude è, a mio parere, poi non so Andrea se tu condividi, è il migliore ad oggi, per me è il migliore.
Assolutamente Giovanna, tra l'altro è interessante che lo hai citato nel flusso, perché avevo risposto intanto in chat, stanno arrivando tante domande, poi magari dopo le commentiamo in modo che che siano utili a tutti. Però stavo iniziando a rispondere ed una era proprio su questa. Infatti Gianluca ci chiedeva perché non usare Cowork subito, cioè quando tu avevi mostrato Notebook. E quello che stavo dicendo è proprio quello che adesso tu sei andata ad approfondire, cioè Notebook LM, proprio perché ha questo sistema di recupero delle informazioni che viene chiamato RAG, è molto più efficiente a tirare fuori informazioni da tante fonti, per esempio quelle testuali, ed è utilissimo per la comparazione. Cowork, che è molto, molto preciso, come diceva Giovanna Panucci, per esempio nell'elaborazione documentale, è meglio farlo arrivare in un secondo momento, cioè quando hai fatto pulizia delle informazioni che ti servono, perché altrimenti è troppo dispersivo. E una volta che hai informazioni selezionate, sicure, che hai visto le citazioni, allora entra in gioco Cowork e le trasforma in quello che ti serve, in questo caso i documenti. Quindi l'ideale non è scegliere l'uno o l'altro, in questo caso nel flusso, è combinarli in modo intelligente utilizzando appunto un metodo.
Esatto. E c'è anche un altro motivo secondo me che può essere importante per un giurista. Spesso le sentenze sono scansioni. A volte tu ti trovi non nel PDF nativo adesso scaricato, bellissimo, dove si legge tutto, ma tu ti trovi delle pagine scansionate male, dove sì, ti metti a fare riconoscimento OCR, va benissimo, però di fatto rimangono pagine mal gestite. Rispetto ai classici chatbot, Gemini, che è un visual model, ha proprio la capacità di vedere concretamente l'immagine, no? Quindi è in grado di fare una foto e di poter individuare meglio rispetto ad altri modelli quello che effettivamente è contenuto. E questa grande capacità, pensate al modello Nanobanana, che la capacità che ha di generare immagini, no? Per esempio di analizzare la sfruttiamo proprio su questo tipo di fonti che sono un po' antipatiche, perché non abbiamo sempre purtroppo il PDF nativo, ma spesso sono file che ci condividiamo via mail con un collega, che scarichiamo online, e quindi c'è sempre questa problematica. Sul file vi voglio dire una cosa, due trucchi, due suggerimenti pratici. Allora, il primo è: può notevolmente migliorare la lettura delle fonti, anche soffermarsi un attimo sul formato del file. Io adesso gli ho caricato dei PDF senza farmi troppi problemi, va benissimo. Ma se le fonti iniziano a diventare tantine, e io mi darei come parametro più di 10-15, forse per fare in modo che il modello legga meglio la fonte, è meglio andare ad optare per un formato che digerisce un po' meglio, che è il formato text o un formato Markdown, che è proprio un tipo di scrittura, questa Markdown, che va a mixare il testo naturale con delle simbologie come, non so, l'asterisco, l'hashtag, eccetera, che sono un misto fra un modello proprio di linguaggio classico per una macchina e la lingua italiana. Italiana. E andando a dargli le fonti sotto questo formato, Notebook le legge un po' meglio. Dipende un po' dal numero dei PDF e da quanto sono lunghi. In questo caso, col fatto che vi ricordate, l'abbiamo visto prima, qualche sentenza superava le 35 pagine, io per non saperne leggere né scrivere, questa operazione di trasformare la fonte la faccio di default. Come fare? Intanto vi faccio vedere il taccuino con le fonti già trasformate, che è questo vedete che qua cambia il formato. Adesso queste si leggono, fra l'altro si visualizzano anche meglio, e queste sono fonti scritte in formato testo, quindi formato TXT. Per fare la conversione ci sono varie metodologie. Se avete poche fonti potete mandare su Claude o su ChatGPT, gli allegate una sentenza alla volta, e gli chiedete di farmi, farvi la conversione, no? Quindi allegate, chiedete: fammi la, convertimi il file in formato .txt. Se ne avete tantissime o tante comunque, come ho fatto io, io ho utilizzato questo mostro sacro dell'automazione che è Manus. Ne parleremo tantissimo, che è un agente a tutti gli effetti più che un chatbot. Che è in grado di divorare e digerire tantissime fonti contemporaneamente. Dovrei avere fra l'altro a portata di mano, eccola qua, la sentenza, il prompt con cui gli ho detto di fare quel lavoro di conversione. Vedete che io gliele ho allegate tutte, erano 6, gliele ho messe tutte lì in PDF, non ho dato importanza al formato. Converti queste sentenze in file di testo pulito e strutturato. E segui queste regole: eliminami le ripetute, i numeri di pagina, i metadati, non voglio nulla, voglio un formato text da dare a Notebook in maniera tale che lui legga soltanto il contenuto. Questo perché apparentemente in un PDF, ma anche in Word è la stessa cosa, sembra che ci sia solo del testo, ma voi immaginatevi, no, dei layer, degli strati dove ci sono una marea di informazioni, i cosiddetti metadati, l'aggiornamento, la proprietà del file, l'orario, il numero, i piedi pagina, tutte quelle informazioni confondono il modello perché lo scanner del modello le vede e le deve valutare, deve fare un'attività di scarto oppure di considerazione e può generare confusione soprattutto se i file sono molto lunghi. Come faccio io a dire, io modello, qual è la differenza tra il numero di pagina e il numero di un articolo che viene citato in una norma. È per quello che i modelli classici allucinano così tanto, soprattutto sui codici, le leggi, ve ne sarete accorti, no? È perché questi documenti confondono. Allora, togliamo il superfluo, torniamo alla fonte pura, che è il formato questo qua, appunto, .txt, eliminiamo tutto. Manus in questo caso fa anche questa cosa molto utile di darvi una cartelletta in questa maniera qua, con tutte le sentenze. Eccole qua, vedete come le ha riscritte? Sono proprio in formato text, le ha lasciate così com'è e poi le ha semplicemente convertite. E voi cliccando qua ve le potete scaricare, no? Quindi comodamente fate tutta quanta la, il download. Questo formato qua ovviamente più digeribile. Terzo modo per fare la conversione: non ho Manus, non mi fido, non sono pratico. Non c'è problema, Anche su— ho fatto una prova proprio poco fa su Google, potete scrivere convertire PDF in TXT. Eccolo qua, c'è questo qua che ho trovato che è fatto benino, è un convertitore gratuito. Caricate il file uno alla volta e fate la conversione da PDF in text e con un click vi scaricate il documento. Chiaramente è un po' più lungo il processo se avete tante sentenze. Con Manus avete visto, agente, do, prompt, fa lui. Qui invece devo fare io manualmente, però insomma è un'alternativa. Quindi ricapitolando, o un modello generalista come Claude o ChatGPT, o direttamente Manus dove posso caricare più fonti, oppure un'opzione di questo tipo che è online, è gratuita e riesce tranquillamente a fare tutto. I Love PDF, per chi se lo stesse chiedendo, non lo fa. Ho guardato prima, ma nei suoi pulsantini non ha questa funzione. Quando le avete convertite, le caricate in notebook e la digestione delle fonti migliora ancora di più. Secondo trucco: qui notate che io ho messo questa mappa delle fonti. Allora, che cos'è questa mappa delle fonti? Quando su Notebook carichiamo tantissimi documenti, possiamo, è una buona prassi, la cosiddetta buona prassi, possiamo caricare una sorta di documento di istruzioni con cui diciamo a Notebook come deve interpretare le fonti. In che ordine, a cosa dare priorità, che tipo di analisi deve compiere, che è una cosa diversa dal prompt che andiamo a mettere qua dentro, perché questo prompt va a veicolare il modello sulla risposta, quindi l'output viene generato in un certo modo. Questa mappa delle fonti invece veicola il ragionamento, quindi veicola il modello nel momento in cui c'è cerca, che è la fase che ci interessa a noi. Come fare la mappa delle fonti e che cosa inserire all'interno? Anche qua vi ho messo nella scheda un modello, un template di come deve essere formata questa mappa. Anche questa qua, lo script in formato text, e gli diamo delle istruzioni. Descrivi il tema giuridico. In questo caso noi utilizzeremo la mappa delle fonti per l'analisi delle sentenze. Qui noi andremo a scrivere, nel caso che abbiamo visto oggi, video sorveglianza in ambito condominiale. Fonte 1, che cosa contiene? Fonte 2, di chi è? Tribunale. Quindi diamo al notebook una guida alla lettura. So già cosa state pensando, perché ormai prevedo le vostre domande: ma chi lo compila questo? C'è un lavoraccio, perché se devo andare a fare tutta sta compilazione, buonanotte! È vero, ci facciamo aiutare però dall'intelligenza artificiale per fare la compilazione. E quindi anche qua io comodamente sono andata da Notebook, da Manus, e gli ho detto: ora compilami questo, grazie. Gli ho caricato il template con le fonti. Lui che cosa è andato a fare? Riceve il template, si legge le sentenze, se le analizza, fa tutti i suoi ragionamenti e poi mi va a fare la mappa delle fonti. Eccola qua, guardate qua. Tema: installazione di sistemi di videosorveglianza in ambito condominiale privato, presupposti di liceità, tutela della privacy, riflessi sulla responsabilità civile. Domanda di diritto centrale, norme di riferimento e poi le fonti. Fonte 1: Tribunale di Reggio Emilia. Fonte 2: Tribunale di Forlì. Fonte 3: E va avanti. Alla fine questa mappa delle fonti contiene le indicazioni per l'analisi, no? Quindi le sentenze, quello che trovi sono sentenze giurisprudenziali, il pubblico di riferimento è un pubblico italiano e quindi questo vuol dire scordati il common law e pensa in ottica di Codice Civile, di linee guida tecniche, di autorità nazionali. Siamo in un contesto europeo, soprattutto italiano. Quindi dandogli questo perimetro gli andiamo a dare proprio tutte le chiavi interpretative che servono al modello per ripulirlo da eventuali bias, chiamiamoli, di addestramento e farlo lavorare sul pezzo. La mappa delle fonti obbligatoria? Non è obbligatoria, ma migliora il modello nella gestione delle, nell'analisi delle fonti. Quindi quando io ne ho tante, mi sembra di avervelo messo anche all'interno della scheda, quando sono, ve l'ho inserito, credo più di 10-15 sentenze, io consiglio di inserirlo. Sì, se più di 10-15 documenti io lo metto, lo faccio preparare o a Manus o lo faccio preparare a Claude o a ChatGPT, è indifferente. Potrei, vi dirò di più, mi sta venendo in mente adesso mentre parlo con voi, potrei farlo preparare allo stesso notebook, fra l'altro. Quindi gli vado a mettere per esempio il template qua dentro, Mappa delle fonti template, flaggo solo quella, disattivo tutte quante le altre fonti, qua in chat gli dico compilami la mappa delle fonti seguendo scrupolosamente la matrice, compilandola sulla base del contenuto. Per esempio, eh. Quindi formato importante, formato .txt e la mappa delle fonti quando abbiamo tante fonti da fargli digerire. Questo aiuta molto il modello nell'analisi.
Giovanna, questa è interessante come domanda. Abbiamo cominciato a discuterne un po' in chat, però la condividerei perché questa può interessare molti. Leggo il nickname, è FX Signal 1830, ci dice: se la ricerca originale sul portale viene fatta su tutte le regioni italiane e restituisce molte sentenze, sarà necessario scaricarle tutte ad una ad una in locale? Per questi portali dipende un po' da quelli che sono i link, nel senso, quando il PDF è accessibile col link, tecnicamente potresti copiare il link in notebook, ma trattandosi di portali con accesso, perché ho visto che prima Giovanna inseriva giusto lo SPID, sembra, per poter accedere. Comunque c'è un login. In questo caso o scaricate manualmente, in realtà un'altra procedura ci sarebbe che mi viene in mente, cioè una volta che avete fatto l'accesso potreste utilizzare proprio gli agenti, quindi o Cloud Cowork e avete un'estensione per Google, quindi voi utilizzate Cloud all'interno di Google Gli dite fai questa cosa, lui vi fa una lista di attività, nel senso leggerò le sentenze, faccio un esempio, scarico il documento. Se a voi il piano va bene dite sì e lui si muove mentre voi fate altro. Lo potete fare con altre funzionalità e altri agenti, sicuramente Comet di Perplexity. Forse Giovanna utilizza più Manus. Manus forse ce l'ha, vero, un'estensione per il browser? Non lo so questo. Ce l'ha, perfetto. Quindi tecnicamente anche con Manus Forse l'unica cosa che mi sento di dire, il fatto è che essendo le risposte di Notebook basate sulla qualità delle fonti, poi potete fare sicuramente questo processo con gli agenti. Il consiglio però è dategliela poi una supervisione, almeno contare quante fonti ha scaricato, perché chiaramente più la qualità è bassa delle fonti, oppure è incoerente, oppure non è completa, più ovviamente la risposta sarà meno pertinente.
Guarda, ti dico, su questo io sono andata, ho fatto un esperimento, perché ovviamente la domanda che è stata fatta è una domanda assolutamente intelligente, e sono riuscita a delegare Manus a andare su un portale a cui avevo fatto accesso, compilare addirittura la maschera, quindi quella mascherina che abbiamo visto all'inizio. Gli ho detto io come compilarla, quindi gli gli ho detto: qua mettici questo, qua mettici quest'altro. E gli ho detto: tutte le sentenze che trovi le scarichi in PDF e me le metti in una cartellina. E lui è riuscito a farlo. E io sono riuscita a esportare circa un centinaio, 113 se non sbaglio, sentenze. E devo dirvi che ce l'ha fatta bene, nel senso che effettivamente quello che mi ha scaricato era proprio la sentenza con in quell'occasione non era proprio il PDF completo, ma era soltanto un estratto, però ce l'ha fatta insomma. E sì, io uso molto Manus perché è estremamente autonomo ed è veramente potente nell'automazione. Fra l'altro su molte cose non prende neanche possesso del vostro browser, ma lavora direttamente nel suo, vi chiede dei permessi, quindi voi lo vedete lavorare e quando ha finito vi riporta tutto in queste cartelline che tiene praticamente nella chat e che potete gestire. E lo stanno implementando tantissimo. La funzione computer che dicevi tu è venuta fuori qualche giorno fa, mi è venuto, mi è apparso il pop-up l'altro giorno quando ho fatto il login. Però è uno strumento che può aiutare tanto, in questo caso sì.
Tra l'altro, aspettatevi comunque sempre che sia uno strumento sul pezzo, perché è stato, Manus era stato integrato mi sembra anche da Meta, giusto, nell'universo di Meta. Quindi chiaramente, ovviamente, questo dà pure una solidità di prospettiva. Meta è l'azienda che riunisce all'interno, sotto il suo cappello, Instagram, WhatsApp, Facebook. Quindi ha comunque questa solidità, ha puntato molto su questa versione agentica che era già matura, proprio Manus, e quindi ovviamente rilascia diverse funzioni che lo rendono competitivo anche con altri agenti. Questa è una scelta interessante anche perché Meta comunque ha dimostrato, anche dal punto di vista normativo, chiaramente perché interessata anche al mercato europeo, di volersi pian piano anche allineare. Quindi questo può essere anche, diciamo, un ulteriore elemento che fa, spinge per farvi considerare Manus uno strumento che può essere un'alternativa a quelli un po' più conosciuti. Adesso sicuramente forse il cowork è quello un po' più conosciuto con il flusso degli agenti.
Sì, esatto. In conclusione, niente, questo era un po' il metodo. Poi Poi ovviamente col pannello Studio mi posso sbizzarrire e io ho l'abitudine di farmi dei piccoli podcast. Da questa funzione qua abbiamo Overview Audio. Cliccando possiamo scegliere di fare dei podcast personalizzati. Tra l'altro anche qua c'è il prompt di personalizzazione, quindi se io voglio fare un'analisi delle fonti andando ad analizzare a favore e contrarie, no? Oppure mi voglio studiare una particolare sentenza lunga e voglio un commento sotto forma proprio, no, di studio, di critico, di approfondimento. Seleziono la tipologia di audio overview, addirittura potrei selezionare la lingua, e qui vado a cliccare su genera e mi fa un podcast. E il funzionamento è lo stesso, approfondimento. Per esempio, io potrei lasciare selezionata la Corte d'Appello, che era quella, anzi quello di Reggio Emilia, che era quella che lo stesso notebook ci segnalava come principale, cliccare su overview, fare un approfondimento, genera, e qui di fianco mi compare il podcast, un MP4, che io di solito mi scarico sullo smartphone e poi me lo ascolto in macchina mentre vado da qualche parte. Questo è molto comodo perché vi dà la possibilità di ascoltare le fonti e se non avete tempo di leggere o comunque vi volete portare avanti, non so, un trucchettino, per esempio quando devo andare in appuntamento lo uso molto il podcast perché mentre vado mi preparo e ascolto la fonte, così arrivo che sono fresca, sul pezzo e ho già un po' di di cognizione di quello che c'è scritto.
Giovanna, questa è interessante, a proposito anche proprio di soluzioni smart. Tiziana dice: puoi far vedere come si accede a un portale a Manus per farlo lavorare sui dati del portale? Non lo so, cioè ripeto, io utilizzo più Cloud Cowork, ma immagino ci voglia del tempo per fare un'attività di questa. Non so quanto ci può mettere, perché se ci vuole molto tempo posso far vedere una versione semplificata con il Cloud Browser a fianco, Allora, guarda, ve la descrivo perché in realtà non è, non ci mette tantissimo.
Sostanzialmente, allora, i prompt su Manus è meglio se dati sotto forma di task, no? Quindi 1, 2, 3, 4, per intenderci, no? Io solitamente uso questo, questo format che ho visto che lo comprende bene. Sono 4, 4 task che sono 4 micro prompt, no? Dove io gli dico Vai a questo indirizzo e gli do l'indirizzo. Quindi voi immaginatevi l'indirizzo, la banca dati, il portale di prima, 1, e lui si collega. 2, accedi con le credenziali che ti darò io. Quando me le chiederai. Quindi gli dico: fermati, non accedere automaticamente, e me lo chiedi. 3, vai alla sezione, supponiamo, cerca. In questo caso qui gli vado a descrivere: vai su, tornando indietro, servizi, gli potrei dire. Clicca su banca dati pubblica, ok? E quindi glielo vado a ripetere all'interno delle istruzioni: servizi e poi banca dati pubblica 4. Compila la maschera E gli do il dettato: sentenze dal, al tribunale di, nome giudice, cerca per parola, e lui fa la compilazione. E poi solitamente un quinto punto dove gli dico: scaricami in formato PDF almeno le prime 20 sentenze che trovi arrivando indietro fino al 2020 e lancio. Voi che cosa vedrete nel momento in cui lanciate? Manus prende la— adesso io li posso anche lanciare questo prompt, no? Si collega all'indirizzo, vi chiederà a un certo punto di prendere possesso del suo schermo, voi cliccherete prendi il mouse di Manus vi loggate, quindi siete sempre voi a mettere le credenziali, non lo farà mai Manus autonomamente, gli date le credenziali, quindi lo fate lavorare in quel momento sull'account, lui fa tutto il lavoro, quando ha finito si slogga. Per scrupolo, se uno dice: ma io non mi fido che si slogga, le password rimangono lì, dal pannellino delle impostazioni potete andare a gestire il cloud del browser e da controllo dati i cookie. E quindi azzerando tutto, pulendo tutto, voi ripulite quelle impostazioni. Ovviamente ve lo dico, ma è ovvio, ma io lo ripeto perché poi alla fine nulla è scontato. Non ci accedo al portale della banca, non ci accedo ad account dove tengo, non so, delle cose riservate, private. Finché si tratta di username e password per andare in un portale dove ci sono sentenze, quello riesce tranquillamente a gestirlo. Quindi è tutto fattibile, gestibile con un minimo di consapevolezza.
Giovanna, mentre Manus è al lavoro, passo qualche domanda così cominciamo ad approfondirle. Questa era interessante di Andrea perché richiama quel discorso che abbiamo fatto all'inizio. Se vuoi do un po' di contesto perché secondo me è importante per capire anche il flusso di come è stato pensato. Proprio il percorso di approfondimento, quindi quelli che sono un po' i 10 appuntamenti. Andrea dice: perché non avete citato oggi strumenti come Simplicity e Lexulum per professionisti del diritto? Sono strumenti verticali nati apposta per avvocati, con oltre 2 milioni di sentenze sulla giurisprudenza italiana. Tra l'altro, come dicevamo anche in altre occasioni, sono anche strumenti molto, molto interessanti, perché ovviamente anche nel caso di Lexulum hanno avuto una veloce adozione il fatto appunto di lavorare con la giurisprudenza italiana era interessante. Perché non abbiamo parlato subito di strumenti verticali? E perché non parliamo di software specifici? Perché il corso in realtà è pensato per superare questo concetto. Nel senso, il software è utilissimo per risolvere uno o più problemi specifici. Idealmente si immagina sempre con un bottone, cioè tu lo premi e ti risolve un processo. Il tema qui è che ci sono tanti strumenti che cambiano molto velocemente, ci sono molte esigenze nelle attività lavorative di un avvocato, di un notaio, ma di tutti quelli che hanno a che fare con il settore legale, non può essere risolto soltanto da uno strumento. Il metodo ti dà dei concetti che sono trasferibili a diversi strumenti, ti permette di costruire la tua cassetta degli attrezzi in base alle tue esigenze. Prima abbiamo parlato per esempio di Notebook LM e di Cloud Cowork. Niente ti vieta di poter utilizzare questi sistemi come il dare istruzioni in modo molto, molto specifico o fare ecologia del contesto anche con strumenti verticali come Lexroom. Però la nostra idea è quella di liberarti dalla dipendenza del singolo software, in modo che una volta che hai le competenze le mantieni per sempre e poi puoi andare a trasferire allo strumento che preferisci, in modo che così non sei vincolato a niente, sei assolutamente libero di evolvere in base alle tue esigenze. E se gli strumenti cambiano, si modificano, ci sono implementazioni, tu puoi subito adattarti a questo momento storico che è segnato proprio dal concetto di cambiamento. E questo si trasferisce anche all'interno di professioni così complesse come quelle legali.
Sì, vi dico anche la mia su questo discorso di Lexroom, che condivido quello che ha detto Andrea, perché qui l'idea del corso è quello di rendervi autonomi forever and ever. Vuol dire metodo, no? Quindi io sono sempre del parere che dipende un attimo dalla urgenza, dal tempo che potete dedicare allo studio di queste soluzioni. È chiaro che è comodo pensare a un supporto già preconfezionato, è ovvio che è così, no? Però è sempre una questione di Voglio imparare il metodo per poter essere autonomo, per poter gestire determinate cose, o mi affido? Non è giusto né uno né l'altro, dipende sempre da— io lo dico nei corsi— quanto contenzioso fate, quanta necessità avete di cercare. Parlo di contenzioso perché strumenti come Simplicity o Lexroom nascono proprio soprattutto per la ricerca di sentenze. È chiaro che se uno vive di quello H24, non ha del tempo da dedicare a delle urgenze, l'abbiamo detto anche l'altra l'altra volta una collega che si è collegata durante la puntata dedicata proprio ai quesiti, allora magari valuta tranquillamente l'examen. Non è detto che uno escluda l'altro, no? Nel senso che magari tu gestisci l'urgenza e poi puoi pensare in estate di dedicarti allo studio di un qualcosa che cambierà, no? E quindi apprendere la metodologia ti rende libero Libero anche un domani di valutare un prodotto differente dal Simpliciter. Anche perché io ve lo dico sempre, perché lo faccio per una questione di consapevolezza, dovete essere consapevoli che quando utilizzate quei prodotti voi state utilizzando un layer, voi utilizzate un front-end dove andate a digitare delle cose che poi vengono mandate a questi modelli. E quindi di fatto è un po' come lavorare con degli occhiali, no? Ma sempre quello vedo, sempre lì sono collegata. Quindi è una questione sempre un po' di opportunità. Io sono del parere che impara l'arte e mettila da parte, che ripeto non è detto che le due cose si debbano per forza escludere. Probabilmente io valuterei, ecco, anche di imparare la metodologia per poter essere autonoma un domani. Ma è assolutamente ovviamente soggettivo. Poi su questo ce ne sarebbe da dire, da fare casistiche. Però in generale il motivo per cui non li citiamo è questo, fra l'altro. E mentre parlavamo io ho chiesto a Manus la gestione dei dati, come avviene, no? E lui infatti vedete che ci sta spiegando che lui lavora in un sandbox isolato. Quindi immaginate che quando noi lanciamo questo tipo di prompt, gli facciamo fare un'operazione un po' come se si aprisse una nuvoletta nel cloud dove lui lavora in questo ecosistema temporaneo. Lì dentro va a memorizzare temporaneamente, lo dice qui, le credenziali vengono individuate, non vengono salvate in file o database, sono visibili nel contesto della conversazione, sono attivi durante i cookies di sessione durante l'esecuzione del task. La sessione rimane attiva nella sandbox fino a reset, che vuol dire cancello la conversazione, per esempio, oppure vado nelle impostazioni, sezione cookies, a zero, fine. Quindi qua ci spiega che sostanzialmente non c'è un invio a terzi, eccetera eccetera, e ci dà anche una raccomandazione: se il portale lo consente, crea una password temporanea da usare solo in questa sessione. In alternativa, puoi effettuare tu stesso login nel browser, ti chiedo di prendere il controllo e poi lasciarmi proseguire con la navigazione, così le tue credenziali non passano mai per la chat. Ma quindi, come vedete, ci sono questi piccoli accorgimenti che ci fanno stare un pochino più sereni, perché vedo che ci sono tante domande su, giustamente, sulla privacy, e quindi magari questo ha aiutato un po' a sedare i dubbi.
Sì, sì, sì, infatti, per esempio, Questa di Stefano dice: le licenze Enterprise in genere tutelano davvero? Mi riferisco a normative europee come il Cloud Act.
Allora, questa è una domanda un po' come dire, Stefano, è possibile che la nostra privacy venga tutelata nel 2026? Chiunque, se tu vuoi fare una chiacchiera con i tuoi colleghi una sera a cena mentre mangiate la pizza, lo sappiamo benissimo che non è così. No, la nostra privacy in senso ottocentesco, il right to be left alone, non esiste più. Io sto parlando e c'è lo smartphone qua attivo che fa il tracking delle mie conversazioni e probabilmente da Amazon mi arriverà il suggerimento di comprarmi un PC nuovo, no? O di cambiare la linea internet visto che prima faceva dei danni. È più un concetto di difesa a posteriori, la compliance è questo. Quindi le licenze Enterprise tutelano davvero? Le licenze Enterprise vi danno la possibilità di poter rendicontare le scelte che avete fatto e quindi sì, se voi costruite bene l'ecosistema, quelle licenze là, col fatto che hanno dei prerequisiti che proprio by design sono pensate in ottica Enterprise, voi in sede di ispezione, controllo, reclamo da parte del cliente potete riuscite ad avere l'opportunità di rendicontare, cioè produrre della documentazione che vi fa dire: sì, me ne sono preoccupato, ci ho guardato, quello che potevo fare l'ho fatto, oltre questo il rischio è inazzerabile. Quindi la normativa che sta attorno a tutto il concetto della privacy non è una normativa da leggere lato utente, violazione dei dati, privacy, riservatezza, è una normativa che voi dovete interpretare come titolari del trattamento, c'è una freccia in più nel fodero che vi consente di potervi difendere quando qualcuno alza la mano e dice: ma tu come mai fai questo trattamento? Chi te l'ha detto? Quali sono le licenze? E noi ci possiamo difendere dicendo: l'ho fatto seguendo a regola d'arte quelle che sono le normative. Quindi è una questione di onere della prova, ecco, chiamiamolo così. No, io posso con le versioni enterprise difendermi perché sono quelle raccomandate, quelle che ci danno i DPA, quelle che ci danno i riferimenti sulla cyber security dei provider, e quindi mi consentono di fare tutta quella checklist di adempimenti del GDPR e delle IACT.
Ok, Giovanna, questa credo sia la domanda, questa qui appena risposto, insieme all'altra, quella che potrebbe valere una diretta diretta a sé stante, che è quella di Tiziana, ci sono tante opzioni, perché questo è l'altro problema: escono tante novità, ci sono tanti strumenti, mi sento sempre indietro, imparo uno strumento, poi c'è l'altro che lo sostituisce, quale scegliere? Stavo anticipando un po' in chat, ovviamente come abbiamo detto qui non si può dare la risposta, qui si torna sempre al discorso andare oltre lo strumento, nel senso dipende molto effettivamente dall'esigenza specifica e quindi è molto importante fare un'analisi, una fase di analisi preliminare, perché ad esempio volendo ridurre proprio allo il concetto, cioè ipersemplifichiamo. Se fai tanta comparazione di fonti, per esempio, e vuoi uno strumento che sia integrato anche in un ecosistema che già utilizzi, per esempio utilizzi molto Gmail oppure crei fogli con Google Documenti, allora Notebook LM deve esserci nella tua cassetta degli attrezzi. Viceversa, se tu produci tanti documenti che devono seguire specifiche molto, molto stringenti, poi magari fai anche analisi e ricerca in rete. Allora uno strumento un po' più a 360 gradi, come un cowork Manus che ha fatto vedere Giovanna, comunque un sistema agentico, andrebbe considerato. Cioè, il tema è: una volta che hai capito i principi chiave che sono comuni alla base di questa tecnologia, poi ti costruisci lo stack in base a quello. L'ideale sarebbe, per quelle attività che probabilmente non cambieranno, nel senso comparazione la farai oggi di fonti, ma comparazione probabilmente la farai anche da 10 anni in questa attività, attività, quelle che ripeti, cerchi un qualcosa di solido che possa continuare nel tempo. Si presuppone che notebook ci sarà oggi, ci sarà anche domani, dopodomani, perché ha un ecosistema nel tempo che è quello Google, che si è strutturato negli anni, e quindi probabilmente ci sarà anche domani. È chiaro che invece magari per attività più specifiche puoi anche sperimentare poi più strumenti e poi vai a sostituirli man mano che diventano più performanti, in genere.
Esatto, io se dovessi dirti la mia lista dei preferiti, io ad oggi suggerirei un tool per la redazione, quindi ci scrivo, e vi consiglierei Claude sia il chat che il cowork, quindi scaricare la versione di Claude for Desktop e avere l'accesso a entrambe le versioni di Claude, il chatbot che serve per fare tutta una serie di cose, fra cui la parte anche propedeutica e prodromica alla scrittura, e la parte di co-work che invece mi lavora il locale con analisi locale, ed è interessante perché fa tante cosette. Quindi quello per fare redazione, un tool per fare analisi, Notebook, e quindi anche la versione gratuita va benissimo all'inizio, un tool agentico, Manus. Io questo proprio lo consiglio. Fra l'altro io di Manus credo di avere la versione la più alta delle licenze, adesso non mi ricordo il nome, perché quando e se ci prenderete mai dimestichezza, credetemi che è uno strumento incredibile. Dopodiché per la parte di comunicazione, e intendo produzione di contenuti che possono essere slide, caroselli, infografiche eccetera, etc., se fate tanta formazione come me, per esempio, Gamma è uno di quegli strumenti, gamma.app, che io utilizzo tantissimo. In alternativa, Napkin, che è un tool che fa delle infografiche stupende, e quello lo valutate come spin-off. Però la tripletta secondo me è Claude, Chatbot Cowork, NotebookLM e Manus. Aggiungerei Perplexity nel caso della ricerca, dice, per chi fa tanta, tanto contenzioso, perché quello può essere sicuramente d'aiuto.
Ci fanno una domanda: per studi piccoli che non hanno bisogno di 5-7, che alternativa alle licenze privacy ci sono? Max di Cloud può essere accettata a livello di compliance?
Allora, dunque, dipende un po' a che livello siete di utilizzo, nel senso che il Max rientra nei piani consumer e quindi sarebbe sconsigliato perché non ti dà accesso ai Trust Center, la documentazione. Però dipende, se siete in pochi varrebbe quasi la pena attivarsi una licenza Pro o Max va bene, e andarla a circoscrivere. Quindi iniziare a fare dei documentini banali, semplici, delle policy dove mettete nero su bianco quelli che sono i casi d'uso. Quindi lo studio decide, i professionisti decidono di attivare la versione Max di Claude per fare affiancamento nella redazione atti e le attività che migliorano la qualità del lavoro professionale. L'informativa privacy che ha dato l'ordine, quello nazionale che è circolata sul sito. Per il resto, andate magari a fare un audit, una valutazione del rischio sul tool. Fra l'altro, faccio questo spoilerone, non lo volevo dire, ma il tema è talmente caldo che una delle lezioni prossime che usciranno in community sarà proprio come fare un audit audit di un chatbot. Prenderemo come esempio proprio ChatGPT, ma poi anche Claude sarà simile, e utilizzeremo le linee guida della European Data Protection Board, che è il garante europeo, perché il garante europeo ha dato delle linee guida per fare gli audit su questi sistemi. Quindi se voi vi fate un piccolo audit, una, due ore, vi fate aiutare da Notebook e fate la compilazione delle audit, che è valutazione del rischio. Poi fate l'informativa, quella data dall'ordine, fate una piccola netiquette, disattivate i dati di training, ecco, finito. Se siete delle piccole realtà non è che dovete stare a implementare 500 licenze, dipende sempre un po' come rendicontate l'utilizzo, quello è fondamentale, mettere nero su bianco i casi d'uso.
Giovanna, direi chiudiamo con la domanda di Francesco che dice: per chi fa compliance invece? Per chi fa compliance, Francesco, forse intende, cioè, come ti collega all'interno e al tipo di piano, o che intende nello specifico praticamente?
Allora, perché si occupa di compliance, se è lato interno, cioè compliance Studio si può gestire, sai a questo punto Francesco ci sono vari livelli di adozione ma anche di compliance, io l'andrei a gestire per livelli, nel senso che se siete uno studio diciamo alle prime armi, che lo utilizzate da poco, state cercando di capire eccetera, io forse valuterei proprio un'adozione preliminare, farei i passaggi che dicevo prima alla collega, credo che sia una collega, e quindi andrei ad attivare una licenza che non è ancora la Business, individuerei dei casi d'uso, farei l'informativa e una piccola valutazione del rischio. Per gestire la compliance vera e propria invece con i piani Business ed Enterprise, nel momento in cui l'attivate vi viene dato un ID organization, con quel dato voi potete accedere ai Trust Center di Anthropic, OpenAI e tutti gli altri, lì trovate fiumi, fiumi, fiumi di documentazione, penetration test, i dati del DPO, le nomine, tutto quello che vi serve per fare a quel punto una DPA fatta e finita e lì potete gestirla per bene. Fra l'altro i piani Business ed Enterprise di default tolgono il training dei dati e quella è una garanzia che non è una promessa, ve lo scrivono nero su bianco, voi tutto quello quella, quelle dichiarazioni le stampate e poi tu come ben sai, no, le metti nel faldone della compliance e quello diventa un po' il vostro manualetto riferito alla catalogazione che fate del tool. In maniera molto generale, perché poi parlare di compliance è tosto, però spero di essermi, di averti chiarito eventuali dubbi.
Perfetto, allora direi di lasciarci con i prossimi due appuntamenti. Il primo è quello più importante, anche perché il più imminente. Si tratta della prima lezione di questo corso in diretta che sarà distribuito in 10 lezioni, ed è una lezione molto, molto importante perché ci insegnerà il settaggio che poi si può trasferire a tutti gli strumenti. Quindi come partire con il piede giusto, e noi partiremo il 2 aprile, giovedì 2 aprile alle 20:30 per chi ha deciso di iscriversi a quello che è il progetto di Giuristi AI, lo trovate sul sito giuristi.com. Il secondo appuntamento invece, che sarà aperto a tutti come questa live, è per martedì 7 aprile alle 20 sul canale YouTube di Gladiatori Digitali e di Apertutti. Vedremo come creare un documento professionale giuridico utilizzando proprio Claude che al momento è una delle intelligenze artificiali delle quali si parla di più. Noi come sempre vi ringraziamo per essere stati con noi fino a oggi. Trovate tutte le risorse nei commenti per saperne di più nei progetti. Se vi incuriosisce questo juristi.ai.com, mi raccomando, entrate anche nel gruppo WhatsApp dove ci scambiamo informazioni, rispondiamo alle domande e dove condivideremo anche tutte le risorse che Giovanna ha mostrato questa sera.
Ciao a tutti, grazie mille.
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