Acta Diurna n. 2 - Cyber Minacce, Hacker e la decisione di Meta di non portare Llama in Europa

In this weekly Acta Diurna episode, the host walks viewers through a curated set of recent news on privacy, data protection, artificial intelligence and cybersecurity. She explains how she gathers articles via Feedly, shares her public dashboard, and introduces the Acta Diurna format (modern “bulletin board”). The main segments cover: (1) Shadow AI – employees using generative AI tools (ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot) without IT oversight, raising data‑protection and security risks; (2) Italy’s new Law 90/2024 on national cybersecurity, its notification obligations to the Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale (ACN) and its relationship with the EU NIS‑2 directive; (3) the 30‑year anniversary of phishing, its historical origins and recent high‑profile deep‑fake attacks; (4) ACN’s recruitment of 45 legal experts for cybersecurity, highlighting a perceived imbalance in expertise categories; (5) a June‑2024 malware and ransomware roundup (FakeUpdate, RansomHub, Androx GH0ST, 4book, etc.) with Italian infection rates; (6) a surge in cyber‑attacks reported by Check Point (30 % increase Q2 2024, especially in education, health and government); (7) the EU AI Act (Regulation 1689) – its entry into force, key compliance dates (2 Aug 2024, 2 Feb 2025, 2 Aug 2026) and a custom GPT‑based “AI Act Tutor” for studying the regulation; (8) Apple’s decision not to ship Apple Intelligence to Europe due to the Digital Markets Act, and Meta’s similar choice to withhold its Llama model, both framed as DMA compliance challenges; (9) a Japanese survey showing >40 % of firms reluctant to adopt AI over job‑loss fears. Throughout, the host stresses the need for awareness, training, and a “conscious dynamism” rather than paralysis, and invites audience interaction on social media.
Chapters
3, 2, 1, pronti? Partiamo! Benvenuti in questo nuovo video, ben ritrovati a questa puntata numero 21 dedicata a privacy e intelligenza artificiale, l'appuntamento settimanale dove parliamo, chiacchieriamo delle notizie più importanti della settimana che vado a trovare sul tema privacy, protezione dei dati intelligenza artificiale e in generale nuove tecnologie. Tutte le settimane sapete che io vado a fare questa operazione di scouting e poi creo una bacheca che è un po' come se fosse la mia scrivania di lavoro con gli articoli in rete più interessanti. La mia bacheca è una bacheca virtuale che vado a realizzare su Feedly e condivido settimanalmente un link pubblico che trovate qui, ve lo voglio far vedere, eccolo qua, basta che copiate proprio il link e potete visualizzare in diretta praticamente la mia rubrica. Perché ve lo ripeto sempre? Perché a volte mi chiedete: ma dove facciamo, come facciamo a trovare i tuoi video, la tua rubrica, i tuoi articoli, le tue notizie? Sappiate che dal mercoledì io inizio a rendere open la mia dashboard, quindi se vi iscrivete a Feedly gratuitamente potete seguire anche lo scouting che faccio delle notizie. Fra l'altro, e qui lo voglio mettere a video visto che siamo in diretta anche sul canale Omniavis di Simone Chiarelli, e da praticamente 2 settimane, perché abbiamo inaugurato il 7 luglio il podcast di Gladiatori Digitali che ho chiamato Arena, Perché è il luogo dove faremo chiacchierate non solo interessanti lato news e commenti, ma sarà attivo anche, lo vedremo, il salottino con ospiti, interviste e tante novità che arriveranno in autunno. Siamo, diciamo, in fase preparatoria. Per il momento è online l'Acta Diurna. Ve lo spiego perché l'altra volta, non mi ricordo se ve ne ho già parlato nell'ultima diretta che avevo fatto, Acta Diurna, che cos'è? Voi troverete questi episodi innanzitutto dove? YouTube Studio, li trovate lì, ma saremo a brevissimo anche su tutti i canali come Spotify e quant'altro. Cercate Claudia Torri Digitali o cercate gli Acta Diurna, che sono proprio i commenti delle notizie. Per chi non lo sapesse, io sono un'appassionata di antica Roma. Che cos'erano gli Acta Diurna? Erano le le nostre attuali bacheche, dei posti dove gli antichi romani si recavano nei fori e apprendevano le notizie. Quindi c'erano gli decreti, c'erano le offerte di lavoro, c'erano gli annunci, c'erano la ricerca di persone scomparse, delle vere e proprie bacheche. Gli Acta Diurni di Gladiatori Digitali saranno i commenti che farò io alle notizie dedicate però al mondo IA, privacy e protezione dei dati. Quindi mi raccomando, quando vedete questo termine davanti al nome della puntata di quel giorno, sappiate che in quell'occasione commenteremo le notizie. E mi sposto allora in bacheca, perché oggi voglio parlarvi di un po' di cose. Abbiamo saltato un appuntamento settimanale. Per i più attenti che ci seguono in maniera costante si saranno sicuramente accorti che la settimana scorsa non siamo andati in onda. Mea culpa, perché ho avuto un appuntamento, un impedimento personale, nulla di grave, ma non sono riuscita a registrare la puntata. Data. Quindi vi troverete qualche notizia, per esempio vedete qui c'è scritto di fianco 9D, cioè risalente a 9 giorni fa, perché le avevo salvate per la settimana scorsa ma poi non sono riuscita a collegarmi. Però di fatto sono notizie che sono ancora attualissime. Allora, come al solito io vado, faccio un po' mix privacy, intelligenza artificiale. Oggi voglio andare un po' così a braccio, commentandovi qualche articolo. In qualche caso entreremo in profondità, in altri casi vi rimando alla lettura più approfondita perché devo dirvi un po' di cosine. Allora, da cosa iniziamo? Partiamo sempre dalla privacy, visto che è l'argomento di punta. Privacy, e partiamo con un argomento che riguarda la Shadow AI, che sì, ha a che fare con la data protection, però come saprete ormai con l'intelligenza artificiale sono due temi che vanno molto a braccetto, quindi di fatto si fa anche fatica poi a privilegiare uno rispetto all'altro. Vi voglio parlare però di questo tema che è attualissimo e ne abbiamo fra l'altro parlato anche nella precedente edizione della newsletter di Gladiatori Digitali. Per chi non si fosse iscritto vi ricordo che, ve la voglio far vedere, questa è la newsletter di Gladiatori Digitali che è praticamente, vi arriva direttamente nella casella di posta 2 volte al mese se siete degli iscritti free, cioè standard, o una volta a settimana con tutta una serie di chicche riservate agli iscritti premium se fate parte proprio di questa categoria. In uno degli episodi precedenti, mi pare che fosse proprio la puntata della settimana scorsa, abbiamo parlato proprio della shadow AI, cioè questa pratica che prende proprio questo nome, no, ombra dell'intelligenza artificiale, che è la nuova sfida per i responsabili IT. In che cosa consiste? Nell'era della trasformazione digitale, dal momento che l'intelligenza artificiale si è tanto diffusa, viene strautilizzata, sta succedendo un fenomeno strano che era un po' collegato anche a quella che all'epoca, qualche anno fa, una decina di anni fa, si chiamava Shadow IT. Cioè, che cosa vuol dire? Vuol dire sostanzialmente che ci sono dipendenti nelle aziende, collaboratori, che utilizzano le nuove tecnologie come per esempio le chatbot, ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot, all'insaputa dei loro titolari, dei reparti IT, dei CED, degli uffici informatici e via dicendo. All'insaputa vuol dire che in maniera non per forza condolo, ma in maniera del tutto smaliziata, inconsapevole, decidono di usare strumenti di intelligenza artificiale come chatbot per agevolare le loro attività di lavoro. Questa è una cosa senza ombra di dubbio molto positiva, ma sappiamo che comporta dei rischi in termini proprio di privacy, trattamento dei dati, ma anche rischi legati proprio alla cybersicurezza. Shadow AI intende, fa riferimento proprio a questo fenomeno, questo sottobosco di utilizzo di nuove tecnologie che non entrano ufficialmente nei processi e nelle policy aziendali. Vi segnalo questo articolo molto interessante di qualche giorno fa, che comunque rimane attualissimo perché questo fenomeno sta tornando alla ribalta in questi giorni, visto che ogni settimana ne esce una nuova. E abbiamo adesso, non so se avete sentito la notizia, è uscita, è stata rilasciata ieri, lo leggevo ieri sera, ChatGPT 4o Mini. Fra un po' aggiungeranno ancora un altro acronimo e la terminologia diventa sarà sempre più complicata. Devo ancora esplorarlo, ma è il nuovo modello di OpenAI, anche questo promette grandi cose. E insomma viene voglia di utilizzarli, quindi viene voglia di utilizzarli, ma bisogna fare attenzione. Soprattutto i dirigenti, le figure diciamo direzionali, devono fare delle verifiche all'interno degli uffici, stilare un'etichette per controllare che non si faccia un utilizzo di questi strumenti senza delle policy, senza una procedura definita e soprattutto, come dico sempre io, tanta, tanta, tanta formazione. Quindi mi raccomando, vi segnalo questo articolo perché è molto interessante. Così partiamo col primo. Poi, sempre per rimanere in tema cyber sicurezza, questa è una notizia che a me è arrivata direttamente nella casella di posta perché sono iscritta a mia volta alla newsletter IT Service Management Qualità di Cesare Gallotti, che vi consiglio, un idraulico della privacy fra l'altro, che ci aiuta, io lo ringrazio per questo, a rimanere sul pezzo con dei commenti, delle opinioni più che altro interessanti, fatti da un esperto di questi temi su queste tematiche. Cesare ci segnala e ci ricorda di non dimenticarci che finalmente, vi ricordate quando abbiamo parlato del DDL sulla cybersicurezza che prevedeva quella famosa doppia notifica 24 ore alla CN che si andava ad aggiungere alle famose 72 ore del data breach previsto dal GDPR, quel DDL ha finito l'iter ed è diventato legge, quindi lo ricorderemo adesso come la Legge 90 del 2024 sulla Cybersicurezza Nazionale, una norma importantissima sia da un punto di vista sostanziale perché introduce nuovi nuovi reati, nuove previsioni e quant'altro, sia perché introduce non pochi obblighi per le pubbliche amministrazioni e non solo, lato adempimenti, nuove figure come per esempio gli esperti della cybersicurezza, la notifica che vi dicevo prima alla CN in caso di incidenti legati alla cybersicurezza che non per forza, attenzione, si tramutano in data breach, ma devono essere comunque notificati all'autorità nazionale. Questo articolo di Cesare è molto utile perché ci dà qualche spunto di riflessione sulla notifica, sul fatto che ci sarà un po' da chiarire effettivamente come questi incidenti andranno segnalati ad ACN. Viene indicata una pagina di riferimento sul sito di ACN, ma dovrà essere aggiornata perché ancora non lo è. Quindi insomma, anche qui staremo un attimo attimo a vedere, ma io vi aggiornerò day by day. Anche di questo ne abbiamo parlato in qualche puntata precedente, ma quello che dovete portarvi a casa oggi è, ricordatevi, Legge 90/2024 e la nuova norma sulla cybersicurezza nazionale, norma di riferimento per PIA e organizzazioni sulla cybersicurezza, legata fra l'altro ad un'altra grande normativa europea di cui abbiamo parlato a lungo, che è la NIS 2, se ne parlerà tanto a ottobre, che diciamo anche lì porta delle novità per quanto riguarda gli schemi dei rischi e il calcolo di tutte quelle misure volte proprio a minimizzare l'impatto dei rischi su privacy, sui diritti e sulle libertà degli individui e via dicendo. E credetemi, è diventato veramente difficoltoso giostrarsi fra queste norme, perché iniziano a diventare veramente tante. L'operato dei consulenti è molto complicato. Comunque, ricordatevi questo, eh: Legge 90 del 2024, NIS 2, sono le due normative, una statale, l'altra di stampo europeistico, che in questi giorni sono legate molto al tema della cybersicurezza. Sempre per rimanere in tema di cyber security, questa è una notizia così, una chicca curiosa. Io sapete che ogni tanto vi inserisco anche questi temi, giusto per ricordarvi ricordarci che il phishing sta per compiere 30 anni. Che cos'è il phishing? È una truffa online in cui il truffatore tenta, cerca, non sempre ci riesce, spesso sì, di ingannarci per farci rivelare informazioni personali come password, numeri di carte di credito o altre informazioni sensibili, e lo fa in maniera subdola utilizzando delle tecniche ordinarie, sfruttando proprio delle tecniche di social engineering, si dice in gergo. Quindi lo fa tramite email, messaggi di testo, siti web falsi, eccetera eccetera, che apparentemente ad un occhio, non voglio dire un esperto, ma ad un occhio che viaggia veloce, che si muove fra metro, treno, mille attività, messaggi di lavoro, telefonate e quant'altro, ecco, sembra affidabile, ma in realtà non lo è. Quindi fate attenzione, il phishing compie 30 anni. Fra l'altro, in questo articolo c'è una cosa interessante, se volete se siete un po' appassionati anche di storia, no, di queste tecniche di cybercrime, ci dice, ci racconta che il primo caso di phishing risalirebbe, perché poi comunque sono notizie da prendere un po' con le pinze, al 1996, quando alcune persone, non volendo pagare già allora per la navigazione internet resa possibile dal primo Internet Service Provider degli Stati Uniti, America online cambiarono la propria intestazione mail spacciandosi per amministratori della società. Centinaia furono all'epoca le vittime della campagna mirata a ottenere nome utente e password per poter accedere gratuitamente a internet. Quindi il primo tentativo di phishing si fa risalire al 1996. Ma l'articolo è interessante perché ci parla anche un po' dell'evoluzione del cybercrime, cita anche diciamo delle vittime gettonate come Elon Musk, Tom Hanks, Taylor Swift, che tra l'altro leggevo, anzi ascoltavo al TG l'altro giorno che proprio Taylor Swift è stata oggetto di queste truffe deepfake legate, ecco, all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Quindi vedete come questi temi vanno sempre di più a convergere. Quindi interessante questo articolo, non perdetevelo. Leggete per farvi un approfondimento anche su questo. Vado avanti. ACN, torniamo un attimo in casa ACN, quindi Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale, citata dalla Legge 90 del 2024, che sarà la destinataria della notifica in caso di incidenti alla cyber sicurezza. Vi segnalo questa notizia, che poi in realtà più che una notizia l'apertura di fatto di un pubblico concorso, ACN sta assumendo 45 giuristi a tempo indeterminato. Quindi una notizia molto interessante. Ora è possibile candidarsi, quindi c'è ancora un po' di tempo, entro le ore 18 dell'8 agosto 2024. 45 profili professionali, fra cui 8 esperti con orientamento in diritto internazionale dell'Unione Europea, certamente, visto che sono normative di stampo europeistico, 25 esperti di diritto amministrativo, 7 esperti con orientamento in diritto delle nuove tecnologie. Lasciatemi fare un commento: 7 esperti mi sembrano un po' pochi per, diciamo, il periodo. Però comunque, tant'è. Avrei tolto qualche esperto in più al campo del diritto amministrativo, non me ne vogliate, e li avrei inseriti di più sul campo delle nuove tecnologie. Forse ce ne sono anche poche, c'è da dire questo. E 5 esperti con orientamento in diritto cybersicurezza. Quindi anche qui sarei stata un pochino più alta, non mi torna questo 25 in diritto amministrativo. Comunque, per partecipare al concorso è necessario l'area magistrale o specialistica nelle classi giuridiche previste dal bando e una votazione minima di 105 su 110, che è alta ma non è, non è inverosimile. E per i profili Ecco, di diritto internazionale dell'Unione Europea e del diritto alla cybersicurezza, un'esperienza di lavoro almeno biennale. Quindi i requisiti non sono tostissimi, eh, c'è un filtro al varco che di fatto è bypassabile. Ci sono le informazioni sul sito di acn.gov.it, guardateci se vi interessa, candidatevi perché questo è interessante. Tra l'altro l'ACN lavorerà tantino da, nei prossimi mesi e per l'avvenire. Quindi questo è molto, molto interessante. Poi, allora, voglio finire con la cybersicurezza, poi andiamo un attimo in ambito AI. Vi segnalo anche questo articolo di Diario Innovazione, che è uno dei siti che è entrato da poco nella mia lista. Vi faccio vedere, io mi tengo su Feedly per fare questa attività di ricerca, ho trovato tutta una serie di siti autorevoli, più o meno autorevoli, e vado a consultare questi siti. Io da Feedly li inserisco all'interno di una lista e l'intelligenza artificiale mi riporta, ecco, gli articoli usciti in diretta in maniera tale che io da una bacheca riesca a vedere istantaneamente quali sono le ultime notizie. Questo sito di dianninovazione.it è entrato veramente da poco, l'ho notato per puro caso, l'ho trovato in rete, l'ho trovato molto interessante perché fra l'altro parla di tecnologia, intelligenza artificiale, cloud, cybersicurezza e fintech, quindi temi anche questi molto interessanti. Questo articolo ci parla di le minacce informatiche più diffuse del mese di giugno 2022. 2024. Si conferma FakeUpdate il malware più diffuso di giugno 2024, mentre RansomHub, ne abbiamo parlato tanto quando abbiamo parlato del gruppo Lockbit, eccetera, rimane il più utilizzato fra i ransomware, quindi supera Lockbit. In Italia, questi sono poi termini impronunciabili, Androx GH0ST, 4book completano il podio delle minacce. Questi sono ovviamente i nomi che vanno a dare a questi ransomware, a questi malware, che vi ricordo che cosa sono. Il ransomware è un tipo di malware che sono sostanzialmente dei software malevoli, dannosi, che bloccano l'accesso ai nostri file, alle nostre cartelle, più in generale al nostro sistema informatico, e ci chiedono un riscatto, che può essere anche in Bitcoin, quindi solitamente in denaro, per sbloccare, quindi per riavere quei dati. I dati, si utilizza questa metafora, vengono praticamente presi in ostaggio finché non sganciamo la mazzetta. Questa è un po' la logica di fondo del ransomware, dei malware, quindi molto pericolosi. In questo articolo vengono nominati i più diffusi del mese di giugno. Vi ripeto, sono In inglese termini inventati però, per esempio, fake update, malware più diffuso in Italia e nel mondo. Che cos'è? Al primo posto fra i più diffusi, questo downloader in JavaScript è in grado di scrivere i payload su disco prima di lanciarli, portando ulteriori compromissioni tramite minacce come Gootloader, Dridex, NexSupport, eccetera. I più nerd di voi sicuramente se ne intenderanno più di me. Ecco, sono interessanti le statistiche. In Italia questa tipologia di attacchi ha impattato il 7,67% solo nel mese di giugno, leggermente in calo rispetto a maggio, ma comunque rimangono cifre significative. Perché se noi andiamo a sommare il 7,67% di questo malware al 7,21% di questo, secondo posto, oppure al 256 di 4book, che è un altro, capite che iniziano a essere veramente tantini. Fra i ransomware ci segnalano RansomHub, che diciamo ha surclassato Lockbit dopo l'intervento delle forze dell'ordine. Lockbit è stato quello che ha colpito, se non erro ma vado a memoria, Croce Rossa italiana gennaio di quest'anno e anche altre aziende sanitarie sempre nell'arco del 24. Comunque, articolo interessante perché poi c'è un piccolo focus sulle vulnerabilità maggiormente sfruttate. Io cosa farai? Prenderei questo link, lo darei al mio tecnico di fiducia dicendogli: guarda, fammi un controllo su queste cose la prossima volta che vieni, perché sono queste le minacce più diffuse. Quindi per i non addetti ai lavori, ecco, la soluzione è rimanere consapevoli ma poi affidarsi sempre alle mani di qualcuno di esperto, no, che ci guida in queste logiche. Anche questo articolo interessante, sono ovviamente anche qui dati statistici. Questo è un altro sito molto utile, html.it magazine, parlano tantissimo di privacy e sicurezza. Attacchi hacker in aumento del 30%, colpiti istruzione e sanità. La sanità, lo sapevamo, quest'anno è stata bersagliata ma anche l'istruzione insomma non ne ha patito di meno. Secondo un recente rapporto di Check Point Research, il numero di attacchi informatici a livello globale è aumentato del 30% nel secondo trimestre del 2024 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Questo rappresenta il più significativo incremento negli ultimi 2 anni, con una media di 1.636 attacchi settimanali per organizzazione. Ascoltate bene, un dato allarmante: 1636 attacchi settimanali per azienda. Settori più colpiti: istruzione, ricerca, con un 53% in più rispetto al trimestre dello scorso anno, stesso periodo. Governo militare con 2084 attacchi settimanali. Sanità e fornitori di hardware che hanno subito un impressionante aumento del 183% degli attacchi. Quindi insomma una crescita allarmante. Ma noi da questi dati che cosa dobbiamo ricavare? A parte un po' di paura diffusa, che devo essere sincera anch'io mi porto dietro quando finisco di leggere questi, questi dati, dobbiamo arricchirci, lo dico sempre, in termini di consapevolezza. Se siamo consapevoli di queste minacce dobbiamo reagire ed essere pronti, non assolutamente queste notizie. E mi raccomando, non bisogna deprimersi. La nuvoletta di Fantozzi, quella nera che circola sulle vostre teste, scacciatela. Bisogna essere resilienti anche a questo tipo di notizie. Quindi, se avete del personale, collaboratori, dipendenti, risorse e quant'altro, formateli, fategli fare dei corsi di formazione, fateli leggere questi articoli, fategli ascoltare questi video. Questo è importante. Vi ricordo che la formazione è una misura di minimizzazione del rischio legato a questo tipo di rischi, scusate il gioco di parole, e quindi è importante anche da un punto di vista di consapevolezza essere sul pezzo. Quindi non dovete scoraggiarvi, questa è un po' la morale che dovete portare a casa. L'ultimo articolo in termini di security, questo però è molto didattico, molto carino, carino. Quindi un suggerimento potrebbe essere quello di stamparlo, farlo vero riassumere da ChatGPT, per esempio, crearvi, farvi creare una bella tabellina con degli esempi. Non escluso che lo faccia io per il Gladiatore Digitale. Adesso mi viene in mente, perché guardate un po', è un articolo di ICT Security Magazine, anche questo sito pazzesco. Email security, tipologie di attacchi veicolati tramite email e pratiche di sicurezza. Se vi andate a leggere le linee guida sul data breach del Garante di qualche anno fa, troverete che ci sono tanti esempi di attacchi veicolati tramite email e tante pratiche di sicurezza. Ecco, questo articolo potrebbe veramente diventare un allegato di quelle linee guida, essere inserito all'interno di una circolare e mandato nelle intranet ai vostri dipendenti e collaboratori della serie, scrivetelo proprio nell'oggetto, prendere visione con priorità di queste pratiche di sicurezza legate al phishing, quindi agli attacchi veicolati tramite mail. Vi spiega che cos'è lo spam, quindi messaggi pubblicitari indesiderati che hanno tendenzialmente, vengono inviati a un elevato numero di utenze con due obiettivi principali: raccogliere informazioni dei destinatari e diffondere codici malevoli. Vi spiegano che cos'è il phishing con varie tipologie: spear phishing, smishing, con anche degli esempi, quindi molto interessante. Poi c'è lo spoofing, una tecnica che utilizza l'impersonificazione come mezzo per rubare informazioni importanti o accedere a conti bancari, una pratica utilizzata in vari contesti come indirizzo IP, spoofing di email, DNS. Etc., eccetera, ma ce ne sono tanti altri. Ve lo consiglio. Ecco, qui c'è qualche tecnica per rafforzare il perimetro difensivo, a parte le solite antivirus, antimalware, firewall, filtri antispam, sistemi di autenticazione, tecnologia, crittografia. Guardate, training per i dipendenti, quindi anche fare delle simulazioni, no, di questi attacchi. Politiche di sicurezza, netiquette, monitoraggio e riduzione della superficie di attacco, che è interessante perché vuol dire sostanzialmente ridurre al minimo tutti i servizi esposti utilizzando protocolli per le comunicazioni e disabilitando tutto quello che non è necessario. Vi ricorda qualcosa? È quel famoso principio di minimizzazione di cui è l'articolo 5 del Regolamento Europeo che se volessimo un po', ecco, per analogia applicarlo alla cybersicurezza Il concetto è un po' lo stesso, quindi mentre GDPR dice tratta solo i dati assolutamente necessari che ti servono per raggiungere quelle finalità che sei andato a studiare e verificare, per quanto riguarda questi device, queste superfici, questi servizi, il concetto è lo stesso: il minimo indispensabile. Non attivare 2.500 infrastrutture, non comprare device collegati a internet eccetera perché I rischi si amplificano. E approfitto e passo da questa cosa che vi ho detto per collegarmi a una notizia molto, molto bella, che in realtà è un articolo scritto da un caro amico, uscito proprio sul suo LinkedIn. Sto parlando di Giuseppe Alverone, che è stato DPO per tanto tempo dell'Arma dei Carabinieri. Eccolo qui, questo è un suo articolo che ho trovato molto interessante intitolato "La fascinazione della tecnologia: quando i mezzi diventano fini", dove il succo del discorso, la morale della favola è proprio questa, no? C'è questa pratica che ha un po' invertito, trasformando i mezzi in fini, cioè si tende a essere un po' accumulatori seriali, Accumulatori seriali di pratiche, accumulatori seriali di nuove tecnologie, accumulatori seriali di infrastrutture, accumulatori seriali di nuove prassi, di nuove politiche, ma non ci si chiede mai, soprattutto prima di fare queste cose, non ci si domanda mai ovviamente quali sono i rischi legati a quelle nuove prassi, a quelle nuove tecnologie, a quelle nuove implementazioni, quindi si rischia sempre di intervenire a valle di queste dinamiche. Questo articolo ci fa riflettere su questo, è anche collegato un po' al concetto che vi dicevo a inizio video della shadow AI. Lì è lo stesso principio, si pensa prima ad utilizzare l'intelligenza artificiale e si pensa solo dopo a creare delle netiquette, a formare i dipendenti sul tema, eccetera eccetera eccetera. Quindi c'è un grave problema, dice Giuseppe nel suo articolo, di ribaltamento dei valori. Il ribaltamento dei mezzi e fini comporta diverse conseguenze negative. Quali sono queste conseguenze? Ne cita due, ma ce ne sarebbero tante altre. Le risorse vengono allocate in modo inefficace, con ovviamente un conseguente mancato risparmio, no, è una irrazionale gestione delle risorse privilegiando progetti tecnologici di dubbia utilità. Spesso ci si accorge troppo tardi rispetto a interventi più urgenti e significativi e questo sicuramente è il primo impatto, il primo danno immediato. Ma in secondo luogo ci dice si sviluppa una cultura organizzativa focalizzata sulla sperimentazione fine a se stessa. Sperimentazione che non è quella famosa privacy by design dove io prima vado a sperimentare, studiare, progettare, ma è una sperimentazione a posteriori dove io di fatto prima utilizzo lo strumento, l'infrastruttura, il mezzo, la prassi e poi mi faccio la domanda del come avrei dovuto progettarla in maniera adeguata. Quindi questo approccio rischia di alienare i lavoratori dipendenti e confondere cittadini o clienti che percepiscono effettivamente un disallineamento fra le promesse di innovazione e i risultati tangibili, perché poi ovviamente quello che arriva al front office, al cliente, al consumatore è tanta confusione. Tanta confusione, paura nella gestione delle nuove tecnologie e tutto quello che a cascata si riflette in questo senso. Quindi quest'articolo ve lo segnalo, seguitelo Giuseppe Alverone perché pubblica tantissimo, scrive tanto su vari siti e quant'altro, è sempre molto interessante. Apprezzo tantissimo la sua capacità di essere formatore trasversale su queste tematiche. Allora, andiamo avanti e parliamo di intelligenza artificiale. Ci rimangono le ultime 3 notizie, voglio partire dalla prima, super importante: AI-Ex finalmente approdato in Gazzetta Ufficiale. Quindi abbiamo la legge, finalmente ci saranno, ovviamente lo vedremo, anzi lo avrete visto nella newsletter della scorsa settimana se siete fra gli iscritti di Gladiatori Digitali, vi voglio far vedere la notizia che avevo mandato, questa qui. Ve la metto a video così vedete un po' meglio. Ecco, finalmente in gazzetta l'AI Act, la prima legge al mondo dedicata all'intelligenza artificiale. Oltretutto, finalmente abbiamo un numero associato al regolamento, lo stavamo aspettando, e lo ricorderemo come regolamento numero 1689. Ricordate questa data del 2024. Qui nella newsletter ho fatto vari focus sulla classificazione dei rischi, dei quesiti di trasparenza, eccetera eccetera. Però c'è un articolo che ho portato, ho voluto portare alla vostra attenzione, che è l'articolo 113. Articolo molto interessante perché c'è una scaletta temporale che stabilisce i tempi e le modalità di attuazione del regolamento. Qui con una battuta ho detto la situazione attuale piuttosto caotica perché ci sono varie scadenze disseminate nel regolamento. Vi ho messo comunque una tabellina: 2 agosto 2024 regolamento entra in vigore. Quindi vi ricordo che dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale passano solitamente un paio di settimane per l'ufficiale entrata in vigore, vuol dire che da quel momento è la data è stata fissata al 2 agosto 2024, il regolamento a tutti gli effetti è legge. Perché c'è questo termine? È una sorta di bacheca per dare a tutti la possibilità di prendere cognizione e coscienza di questa nuova norma e iniziare il processo di consapevolezza che, come sappiamo, per i regolamenti europei dura all'incirca 2 o 3 anni. Quindi ci sarà questo periodo transitorio e infatti La seconda data da memorizzare è il 2 febbraio 2025, dove ci sarà la prima applicazione delle disposizioni contenute nel regolamento per le intelligenze artificiali vietate, cioè quelle proprio bandite, dove l'autorità e il legislatore europeo ha messo una X, quelle che non si possono assolutamente utilizzare. Esempio: social scoring, riconoscimento facciale, eccetera eccetera. Quindi chi le utilizza deve spegnere immediatamente. Questo, io sono sempre molto drastica, lo sapete, ma voglio arrivare al nocciolo della questione. E altra data: 2 agosto 2026, inizio generale dell'attuazione. Quindi sono i 2 anni, nel 2024 le aziende dovranno essere completamente conformi alle nuove normative. 2025-2027, adempimenti burocratici e organizzativi, fino ad arrivare al 2030 dove le aziende dovranno applicare delle policy, diciamo delle regole di monitoring e adattarsi continuamente alle nuove interpretazioni e correzioni delle normative. Comunque, quindi date da ricordare: 2 agosto '24 ufficiale entrata in vigore, un anno, 2 febbraio 2025 quasi un anno, 6 mesi in realtà per attuazione anticipata per le pratiche vietate e poi 2026, 2 agosto, la generale ufficiale attuazione del regolamento. Quindi in questi 2 anni dovremo essere attenti a metterci al sicuro. Vi segnalo anche che per consentirvi e agevolarvi nello studio di questo importante regolamento ho creato un GPTs, che è un come dire, un'estensione, ecco, di ChatGPT verticale sull'AI Act, tramite il quale potete studiare questo regolamento. Ve lo voglio far vedere, eccolo qua. Anche se non si sente, togliamo il video, pertanto non è quello che è interessante. Allora, lo trovate in che modo? Tramite il GPT Store, quindi dovete avere un account su OpenAI e accedere alla ChatGPT. Nello store cercate AI Act Tutor, e con questa iconcina iniziate ad utilizzarlo. Potete fare 4 richieste: chiedere di studiare in maniera completa tutto l'AI Act, quindi vi supporta nello studio di tutto il regolamento, studiare i considerando del regolamento, studiare gli articoli del regolamento, oppure è fare un'analisi di prospettiva, quindi studiare in un'ottica convergente il regolamento sull'intelligenza artificiale con il GDPR, che è proprio l'ultima cosa, l'ultima delle 4 richieste che potete andare a chiedere. Quindi utilizzatelo, fatemi sapere, scrivetemi anzi nei commenti perché mi fa piacere se vi trovate bene, se può essere migliorato, se fa degli errori, perché io vado poi a correggerlo. Quindi questo ve lo segnalo AI Act Tutor, se volete studiare e comprendere anche il regolamento sull'intelligenza artificiale. Concludo con le ultime due notizie. Anche questa è una notizia che ne parleremo parecchio prossimamente, perché non so se vi ricordate, qualche settimana fa abbiamo commentato la notizia, la dichiarazione di Tim Cook di Apple, il quale ha ufficialmente detto: Apple Intelligence cioè l'intelligenza artificiale di Apple, non arriverà in Europa a ottobre. Quindi, per farla breve, i nuovi iPhone 16 che verranno lanciati in autunno non avranno in Europa l'intelligenza artificiale come nel resto del mondo. Perché questo blocco? Perché c'è una normativa, e sempre di regolamento europeo parliamo, il Digital Market Act, il quale prevede tutta una serie di obblighi ai quali i gatekeeper, così vengono chiamate le big tech, le aziende come Apple, Meta, Amazon, Spotify, e in generale tutte quelle che proprio gestiscono grandi tecnologie. Ecco, i gatekeeper dovranno adeguarsi a questi obblighi previsti nel DMA, in questo regolamento. Anche qui, che le cose da dire sarebbero tante, vi rimando al mio canale YouTube dove abbiamo parlato proprio di questo tema. Nell'ultimo video uscito una manciata di giorni fa vi spiego perché Apple Intelligence non arriverà in Europa. Quindi qui vediamo tutta un'analisi del DMA, vi spiego quali sono gli articoli potenzialmente violati da Apple e facciamo un'analisi critica in questo senso. Vi segnalo anche, e la potete trovare all'interno della playlist, questa intervista che ho fatto con sul canale di IA per Tutti, dove mio caro amico Andrea di IA per Tutti mi ha fatto delle domande da un punto di vista legal, perché io sono un avvocato privacy, su questo aspetto. Quindi abbiamo fatto una chiacchierata molto interessante, abbiamo parlato di prospettiva ipotizzando quelle che Apple, diciamo, potrebbe abbracciare come soluzioni se vorrà arrivare in Europa il prima possibile, quindi non perdere un'importante fetta di mercato. Ma la notizia che vi voglio riportare, collegata proprio a questo, è che a quanto pare la stessa decisione ha preso Meta, decidendo di non rilasciare il suo modello di intelligenza artificiale Llama sul mercato europeo. Una notizia che dovremmo approfondire perché non sono chiare ancora le motivazioni, o meglio, Meta ha dichiarato che il blocco deriva proprio da una difficoltà di adeguarsi al DMA, ma non ha specificato esattamente quali potrebbero essere le norme violate. Potremmo stare qui a parlarne per ore. Sicuramente un problema legato alla interoperabilità, che è una caratteristica fondamentale richiesta dal DMA. Se vi andate a guardare il video, ne parliamo lì in quell'occasione. Però la notizia, dispiacere vero, è che è un peccato che il nuovo modello Llama non venga rilasciato nell'Unione Europea, soprattutto considerando che è un modello open source e quindi potrebbe beneficiarne molto la comunità di ricerca e sviluppo in Europa. Queste normative come DMA, pur essendo comunque importanti per la regolamentazione, la trasparenza, sicuramente creano dei blocchi, lasciatemi utilizzare questo termine, e creano incertezze e portano queste aziende a bloccare, rallentare, se non addirittura ritirare il lancio dei loro prodotti. Questo genera la famosa domanda: ma queste normative stanno rallentando il progresso dell'Unione Europea? Punto interrogativo. Vi lascio questa riflessione, ma ne parleremo. L'ultima notizia con la quale voglio chiudere riguarda il Giappone, e qui E proprio così, una notizia di contorno, perché sul sito di AI News arriva questo articolo rubricato Giappone: più del 40% delle aziende non vuole usare l'intelligenza artificiale. Qual è il motivo? La paura è quella di una possibile riduzione del personale. Ovviamente sono notizie che raccolgono così delle, delle sensazioni sociali diffuse però fa riflettere perché obiettivamente quella della riduzione dei posti di lavoro, della perdita dei posti di lavoro è sicuramente un rischio attualissimo, potenziale se non certo, e quindi ecco il Giappone si sta preoccupando. L'ansia fra i dipendenti, dice proprio questo l'articolo, per una possibile riduzione del personale. Quindi ecco, se il 24% degli intervistati ha dichiarato di aver già introdotto l'AI nelle proprie propria attività e il 35% programma di farlo, quindi comunque il Giappone rimane indietro, stranamente, il restante 41% non ha nessun progetto a riguardo. Concludiamo con questa notizia e giusto per insomma ribadire quel concetto iniziale: ci vuole tanta coscienza, tanta consapevolezza, che non vuol dire però bloccarsi, fermarsi, perché l'immobilismo a mio parere è pericolosissimo. Quindi ci vuole una sorta di dinamismo consapevole. Ok, diciamo che la parola chiave di questa rubrica di oggi è proprio consapevolezza. E con queste riflessioni io vi saluto, vi ringrazio per essere stati qui con me oggi, per avermi ascoltato. Mi aspetto commenti, riflessioni, critiche costruttive, perché vi leggo. Mi trovate su tutti i social: Facebook, YouTube, Instagram, qualsiasi cosa. E noi ci vediamo la prossima settimana con una nuova rubrica dedicata alla privacy e all'intelligenza artificiale. Buona settimana a tutti e buon weekend!
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