Acta Diurna n. 3 - SearchGPT, ChatGPT-40mini, CrowdStrike, Data breach e le novità del Cineca

In this episode of the "Arena" podcast (also released as a video podcast), host Giovanna Panucci introduces a new, more informal format that blends video and audio to discuss a curated set of recent tech and privacy news. She explains how listeners can follow her sources via Feedly, Substack, LinkedIn, and other channels, and emphasizes community building among digital “gladiators.” The episode then reviews a series of news items: the Italian Data Protection Authority’s investigation into smart surveillance cameras in Turin; a deep dive into GDPR data‑breach criteria and the debate on whether loss of availability counts as a breach; the Microsoft‑CrowdStrike outage and its potential privacy implications; a ransomware attack on Croatia’s Split airport; the upcoming EU NIS2 directive and its compliance deadline; the European Data Protection Board’s FAQ on the Data‑Privacy‑Framework for trans‑Atlantic data transfers; Italy’s 2024‑2026 national AI strategy and its four focus areas; Cineca’s supercomputer Leonardo being replaced by the new Lisa system; OpenAI’s launch of GPT‑4 Omni Mini (4o Mini) with technical specs and usage tips; and OpenAI’s upcoming SearchGPT product that aims to challenge Google Search. Throughout, Panucci adds personal commentary, calls to action for newsletter sign‑ups, and teases future guests. The episode ends with a reminder to follow the Gladiatori Digitali channels for more content.
Chapters
Benvenuti in questa puntata numero 3 del podcast o video podcast Arena, il podcast dei gladiatori digitali. Allora, io sono piena di schermi, vorrei farvi vedere da questa parte della scrivania quello che vedo io. Per un avvocato diventare una sorta di content creator, e utilizzo la parola sorta non a caso, è molto complicato. Bisogna gestire vari device, vari schermi, per rendere poi un po' più fluida la comunicazione, altrimenti non vi sentite, non mi sentite, non vi vedo e quindi ci perdiamo. Quindi mi perdonerete, mentre mi bevo il caffè vi voglio raccontare che piega prenderà questo nuovo format, perché ho deciso di fare dei cambiamenti in itinere. Se mi guardate ogni tanto spostare lo sguardo a destra e sinistra è perché sto cercando di capire dagli appunti e le cose che mi sono fatta che cosa devo dirvi, visto che le cose che dobbiamo raccontarci oggi sono tante. Chi mi segue da qualche settimana, direi ormai qualche mese, sa che questa è nata come una video rubrica, una video rubrica dedicata al commento di notizie lato privacy, data protection, intelligence artificiale e via dicendo, e sta piano piano prendendo una piega molto più social, diciamo così, ve ne sarete accorti. Da qualche settimana è partito il podcast di Gladiatori Digitali, quindi questo non sarà più soltanto un video, ma sarà un podcast per le piattaforme che ospitano solo la traccia audio, come Apple Music, Spotify e quant'altro, ma è anche un video podcast. Quindi se voi andate su YouTube, sul mio canale Giovanna Panucci Gladiatori Digitali, troverete anche la versione video. Ho pensato di iniziare a pubblicare queste tracce anche in modalità video video e audio, anzi, per consentirvi di ascoltare le notizie anche in macchina, mentre fate jogging, fate sport, vi fate una bella passeggiata la domenica. Il tutto perché commenteremo, e oggi ve ne renderete conto, tutte le notizie a braccio. Ho deciso di eliminare tutte quelle barriere che di solito si mettono sui social, no, quando si fanno contenuti video, filtri per architettare il contenuto e tutto il resto, e ho deciso di essere con voi dall'altra parte dello schermo proprio come se stessimo commentando insieme delle notizie. Io chiaramente, per una questione di tempo, faccio prima un lavoro di scouting del materiale, cerco un po' di notizie interessanti. Però vi prometto che, a parte una lettura sommaria e qualche appunto che vi voglio lasciare come fonte, le commenterò poi con voi. Quindi questo nuovo format avrà questa piega abbraccio. Vi anticipo, non vado alla lunghezza, quindi potrebbero venire fuori video di 20 minuti, 25, 40, 40-45. Se vi interessa stare con me, mi ascoltate, altrimenti insomma saprete meglio di me dove andare a guardare altre fonti. Allora, cominciamo. Come altra piccola info di servizio, intanto finisco il caffè, vi dico anche che questo video e questi contenuti, oltre al canale di Gladiatori Digitali che è su LinkedIn, Facebook, i podcast, YouTube, il mio sito, c'è la newsletter su Substack che fra l'altro è questa che vi faccio vedere adesso a video. Per iscrivervi cercate Gladiatori Digitali su Substack ed entrate a far parte della community. Questi stessi contenuti andranno pubblicati sul canale OmniaVis di Simone Chiarelli per una collaborazione che abbiamo intrapreso e che ringrazio sempre per la disponibilità a pubblicare questi contenuti con la sua rete per fare community. Perché l'obiettivo, lo avrete capito perché ormai ve lo ripeto sempre, sarete anche Sufi è quello di creare delle reti, relazioni, conoscenze per scambiare opinioni su questi temi innovativi, come dei veri e propri gladiatori in arena. Allora, bando alle ciance perché vi devo dire un sacco di cose e vorrei arrivare subito al sodo. Allora, spostiamoci così sulla mia dashboard di Feedly. Potete sempre vedere che cosa durante la settimana settimana io raccolgo come fonti, articoli e quant'altro da questo link che d'ora in avanti sarà pubblicato sempre anche nella descrizione al video, sul podcast e in tutti i canali. In questa maniera voi potrete, iscrivendovi chiaramente a Feedly gratuitamente, vedere questa bacheca che è quella che io visualizzo, commento, eccetera eccetera. Accendiamo il clima perché altrimenti non arrivo a fine video e partiamo con il commento delle notizie. Allora, mi sposto proprio nella modalità Dov'è, dov'è, dov'è? Titoli, perché così li vediamo a video. Ne ho raccolti un pochettino. Come vedete, sono il solito mix intelligenza artificiale e privacy. Per chi sta ascoltando la traccia e non vede a video, non vi preoccupate, perché comunque quello che commenteremo sarà poi di fatto la ciccia, la sostanza sarà quello che dirò io a voce. Quindi anche se poi non vedete la notizia, potete recuperarvi il video in un secondo momento e non c'è nessun problema. Allora, cerchiamo di partire un po' dalle notizie lato privacy per poi andare nel campo dell'AI e cercare di dividere per quanto possibile poi i due canali e non fare confusione. Allora vado braccio, eh, vado braccio, quindi partiamo. Allora questo è l'European Data Protection Board che come sapete è il tavolo, la tavola rotonda dei garanti europei che ci dice qualcosa lato intelligenza artificiale, lo vedremo dopo. Poi c'è Il Pensatoio, che è un blog molto interessante di un idraulico della privacy, che è un gruppo di studiosi. E meno male che ci sono questi gruppi di studiosi che ogni tanto, tramite gruppi online eccetera eccetera, fanno qualche commento, qualche fonte, linea guida interessante. Hacker Journal, lo conoscete, lo condivido sempre, è un sito molto interessante dove trovate qualche info su hacker, appunto, cyber security, sicurezza informatica e minacce e via dicendo. Poi c'è, vabbè, il sito del Garante Cybersecurity, e questo credo che sia Cybersecurity 360. Anche qui notizie sfondo cybersicurezza e minacce informatiche e via dicendo. E poi c'è Adiblog con qualche notiziola sempre interessante sull'intelligenza artificiale, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Ok, allora Partiamo dal sito del Garante, giusto per proprio ufficializzare le notizie lato privacy. Allora, leggiamo la fonte. Questa è una notizia che mi è arrivata in qualche video, in qualche gruppo, scusate, di cui sono iscritta. Ormai non tengo più il conto perché siamo iscritti a una marea di video e quindi mi arrivano questi input, poi dopo me li salvo e mi ricordo di leggere le previsioni di questi incontri. E vi consiglio di farlo anche voi se volete. PS: se volete rimanere aggiornati aggiornati su questi temi, mi raccomando, oggi l'ignoranza è una scusa. Il modo migliore, il primo suggerimento che posso darvi è quello di andare su Telegram, su WhatsApp e iscrivervi a dei gruppi, dove ce ne sono tanti, dove si parla di queste notizie GDPR privacy, che fra l'altro il gruppo, se non erro, proprio di Simone Chiarelli è uno di questi. Una marea di iscritti, tantissime informazioni, si pubblicano sempre delle cose interessanti. Allora compare questo link, no, questo sito che è il sito della Garante per la Protezione dei Dati Personali, che ci dice telecamere intelligenti a Torino, il Garante apre un'istruttoria. Aridaglie, aridaglie nel senso che questa benedetta videosorveglianza è stata, forse è stato uno degli ambiti in assoluto più colpiti, non solo nel corso ormai di quest'anno che si avvia alla fine, ma sicuramente anche nel corso del 2023, forse anche fine 2022. Si è partiti con qualche provvedimento sulle fototrappole, poi c'è stato tutto, le istruttorie sulle bodycam dove il Garante si è espresso sul riconoscimento facciale, l'utilizzo di questi device, la tutela dei lavoratori, droni, eccetera eccetera, e torna sempre di più questo tema, ma sempre di più tornerà mi vien da dire, no? Perché il tema delle telecamere smart, intelligenti, che riconoscono i volti, le emozioni, ahimè o per fortuna a seconda dei casi, sarà sempre più attuale. Allora, qui che cosa succede? Leggiamo insieme. Telecamere intelligenti a Torino: il garante privacy avvia un'istruttoria. Riprendendo precedenti interlocuzioni, ha avviato una richiesta di informazioni al Comune di Torino sul nuovo sistema di videosorveglianza che, secondo notizie di stampa, utilizzerebbe anche l'intelligenza artificiale. L'intelligenza artificiale permetterebbe alla Polizia Municipale di capire in tempo reale se occorra intervenire in una situazione di emergenza o per motivi di sicurezza. Considerato il potenziale rischio che l'attivazione di tali sistemi di videosorveglianza intelligenti— quindi viene ripetuto, è molto caldo il tema— potrebbe comportare per la vita privata di migliaia di cittadini, il Garante ha ritenuto necessario chiedere al Comune di fornire entro 15 giorni ogni elemento utile sui trattamenti dei dati personali che sarebbero effettuati mediante queste telecamere, eccolo qua, è il sistema di intelligenza artificiale. Il comune quindi ha 15 giorni per chiarire le funzionalità avanzate di cui sarebbero dotate le telecamere, inviando anche copia della documentazione tecnica e le finalità, base giuridica, eccetera eccetera eccetera. Allora, questa istruttoria mi ricorda, mi ricorda perché l'ho vissuta in prima persona, la medesima istruttoria al comune di Forlì. In quel caso ero io DPO, quindi ho seguito un caso quasi speculare. Adesso qui dovrei leggere i documenti, però mi pare che la situazione di partenza sia la medesima, cioè delle telecamere, nel caso di Forlì, collegate a un'applicazione che serviva proprio a fare scouting, a sua volta, di casistica per capire se ci fosse la necessità di un pronto intervento, la tipologia di lecito, di casistica da applicare e via dicendo. Qui a Torino un caso simile, nel caso di Forlì abbiamo visto che il Garante poi è arrivato a sanzionare l'ente, abbiamo gestito l'istruttoria nella maniera migliore possibile, il Comune è stato molto collaborativo in queste fasi, io lo dico sempre, è cruciale gestire bene il contraddittorio perché l'accountability è un'arma a doppio taglio, quindi da un lato dà delle regole, un perimetro operativo, è anche vero che però all'interno di quel perimetro ci si può muovere, quindi di fatto la fase del contraddittorio dell'istruttoria col garante è cruciale, bisogna gestire bene quella fase. E qui cosa è successo? Al Comune di Orino viene fatta un po' la stessa cosa, no? Quindi si è partiti anche in questo caso, come Forlì, da una notizia della stampa, online probabilmente, dove mi viene da pensare venivano promosse queste telecamere, l'uso di queste telecamere intelligenti, e il garante legge, perché dovete sapere che il Garante legge gli articoli, legge la stampa, rimane aggiornato e quindi probabilmente ha visto la notizia e ha deciso di avviare un'istruttoria chiedendo di fornire entro 15 giorni all'ente delle delucidazioni in merito. Si aprirà poi tutta un'interlocuzione all'esito della quale si vedrà se verrà archiviata oppure se si arriverà a sanzione. Tutto dipende, lo ripeto, da come il Comune gestirà questa fase di di contraddittorio. Adesso per curiosità voglio andare a fare una prova così dal vivo, proprio perché vi ho detto che gestiremo a braccio queste dirette. Voglio vedere se troviamo un qualche cosa, qualche notizia su queste telecamere intelligenti a Torino. Allora spostiamoci su Google e scriviamo Torino telecamere intelligenti. Vabbè, c'è una notizia di FederPrivacy di 2 giorni fa, quindi probabilmente successiva a questa notizia dell'Autorità Garante. Anche qua il Garante Privacy, il Garante Privacy apre un'inchiesta, anche qui apre un'inchiesta. IDPO in Rete, anche questo un sito molto interessante che ve lo consiglio, un po' creato per i DPO, ma poi di fatto Anche qua si fa molta divulgazione, quindi molto interessante. Allora, guardate qua, Corriere Torino: privacy, intelligenza artificiale, le nuove telecamere. Eccola qua. Ah, la notizia anche questa successiva su un nuovo sistema di videosorveglianza. Qui c'è un link, vediamo se ci rimanda alla notizia. E non mi fa guardare perché bisogna essere abbonati, e questo è il male di internet. Vabbè, probabilmente tutto partiva da questa notizia dove il comune promuoveva il tutto, no? Tutte le notizie. Vabbè, comunque probabilmente sarà partito tutto da qui. Qui c'è una dichiarazione di Marco Porcedda, Assessore Comunale alla Sicurezza, che dice: come avremo modo di spiegare al Garante, allo stato attuale non è presente alcuna funzione di intelligenza artificiale abbinata all'esistente impianto per la città di Torino. Eh, ma allora mi viene da dire: come mai compare sta parola telecamere intelligenti? Perché bisogna fare attenzione a quello che si si pubblicherete, perché poi il garante giustamente vuole sapere, vuol capire che cosa c'è, no, dietro. Va bene, va bene, va bene. Quindi questo giusto per partire con le care vecchie istruttorie sul lato videosorveglianza. Vi aggiornerò, seguirò l'istruttoria, seguirò un po' tutta la vicenda e poi vi aggiorno in merito a questo. Quindi prima notizia, va bene. Allora, andiamo a parlare di data breach. Allora, questo sito, Il Pensatoio, è un sito di Christian Bernieri, che ripeto è un idraulico della privacy. Io lo ringrazio, anche se lui probabilmente non ascolterà mai questo podcast, non vedrà mai questo video, e forse manco sa che io spesso lo seguo e seguo le sue, i suoi blog. Questo è il suo blog, si chiama Il Pensatoio. Già questo nome e io trovo incredibile perché proprio rende l'idea del brainstorming su queste tematiche, e lui l'ha chiamato Privacy and Dintorni. Allora, qual è il bello di Christian? Mi permetto di chiamarlo per nome, lo considero un collega visto che anch'io mi occupo di questi temi. E lui ha creato questo blog, perché è un blog di fatto, dove pubblica i suoi pensieri. Vi faccio uno zoom della pagina proprio perché così lo vedete meglio. Pubblica i suoi pensieri in una maniera talmente istintiva che sembra quasi di chiacchierare con lui, e quindi lui lascia cadere quelle odiose barriere linguistiche che io non sopporto, soprattutto quando i professionisti, come dico io, te la fanno cadere un po' dall'alto, no? Quindi usano paroloni, legalese, tutta roba che non ci interessa, perché io sono del parere che queste tematiche vadano portate nelle case, nelle piazze, a parlare con le persone per spiegare di che cosa si sta parlando. Poi è chiaro che ci sarà un momento in cui saremo in tribunale davanti a un giudice con un collega e allora dovremo utilizzare una terminologia formale, no, giuridica. Ma quando si fa divulgazione bisogna veramente, come si dice, qual è quel detto, no, ma parla come mangi, quindi essere un po' più tranquilli. E Christian lo fa, io apprezzo molto. Allora, questo articolo interessante del 19 luglio 2024 si chiama To Bridge Or not to breach? L'indisponibilità dei dati è un data breach? Allora, a parte le chiacchiere di contorno, è molto interessante perché è utile per fare un ripasso su quei requisiti che dovrebbero sussistere quando si va a fare una valutazione di notifica di un data breach. Ripassiamolo così ne approfittiamo. Per il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati, ogni qualvolta un incidente alla sicurezza va a comportare, provocare queste 3 casistiche: violazione della riservatezza, violazione dell'integrità e violazione della disponibilità, si è di fronte, cioè si trasforma, quell'incidente sulla sicurezza si trasforma in un data breach e quindi scatta una procedura operativa, cioè va notificato entro 72 ore all'autorità garante, vanno raccolte un po' di informazioni, va compilato il registro data breach e va gestita questa istruttoria interna e quindi ci sono questi step da fare. Dovrebbe ogni organizzazione avere la sua policy data breach e gestire tutti questi incidenti in maniera consona secondo i dettami del GDPR. Ora, la polemica, se vogliamo parlare di polemica, la riflessione che fa Christian è: l'indisponibilità è un data breach? Perché quello che effettivamente, il dubbio poi che effettivamente sorge, la domanda più gettonata fatta al DPO è: Ma a me i dati non sono stati hackerati, faccio un esempio, ma sono integri perché magari non li hanno criptati. L'integrazione è qualcosa che ha a che fare con la manomissione, proprio con la violenza sul dato che viene alterato, crittografato, volgarmente potremmo dire stuprato, proprio nel senso dell'identificabilità. Oppure la riservatezza, che è proprio la classica divulgazione non accidentale, quando i dati vengono rubati e poi diffusi. La terza, la disponibilità e la perdita, che può essere accidentale o dolosa. E molto spesso ai DPO capita questo, cioè che i titolari dicano: "Eh però i dati non hanno perso la loro riservatezza, sono ancora integri." "Sì, vabbè, li ho persi, però tutto sommato mi toccherà fare una notifica di data breach solo perché ho perso e non sono più nella materiale disponibilità dei dati?" Allora, c'è un'interessante riflessione che fa Christian Christian richiamando le linee guida del gruppo di lavoro articolo 29, che è stato sostituito dallo European Data Protection Board, che sono le linee guida 250 pagina 7, e ci dice tutta una serie di cose interessanti. E quindi vediamo un po' di avvolgere un po' la matassa. Allora, richiama queste linee guida e ci dice innanzitutto che in questo parere il gruppo di lavoro ha spiegato che la violazione imposture a essere classificate ai seguenti, in base ai seguenti 3 nodi principi sulla sicurezza, che quelli che vi ho appena illustrato. Poi richiama l'European Data Protection Board che ha chiarito ulteriormente con le recenti linee guida 9/2022, segnatevelo, andatevele a guardare, fatevi un database di queste fonti perché sono molto interessanti, che riguardano proprio il data breach e il data breach notification under GDPR. La versione fra l'altro adottata il 28 marzo 2023, quindi molto recente, l'anno scorso. E dice ci sono due tipi di data breach, quindi richiama questa classificazione fatta dal gruppo di lavoro e poi dice che bisogna valutare il tutto alla luce dell'articolo 32, che è l'articolo del regolamento europeo che riguarda la sicurezza dei dati e delle informazioni. Vediamo un attimo che cosa, leggiamo che cosa ci dice Christian Bernieri perché è molto meglio delle mie parole. Un grande aiuto arriva dall'articolo 32 del GDPR: nell'implementazione di misure tecniche organizzative per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio occorre prendere in considerazione, tra l'altro, la capacità di garantire in modo continuativo la riservatezza l'integrità e, guardate un po', la disponibilità e la resilienza addirittura dei sistemi di elaborazione servizi e la capacità di ripristinare tempestivamente la disponibilità, quindi è un chiaro richiamo fatto dall'articolo 32, e l'accesso ai dati personali in caso di incidenti. L'articolo 32, ci ricorda Christian, precede l'articolo 33, 33, che ci racconta cosa fare in caso di data breach e dice: "No, non è affatto una casualità, sono due articoli consecutivi da leggere tutto d'un fiato". Mi piace tantissimo questa cosa che dice, cioè non bisognerebbe neanche fermarsi all'ultimo comma dell'articolo 32 del GDPR, bisognerebbe leggere direttamente l'articolo 33. Quindi conclude: "Anche un incidente di sicurezza che rende indisponibili i dati personali dati solo per un certo periodo di tempo è una violazione, un data breach, in quanto la mancanza di accesso ai dati può avere un impatto significativo sui diritti e sulle libertà delle persone fisiche. Ce lo dice il GDPR, lo ha ben chiarito lo European Data Protection Board. Ok, quindi ci fa poi una sorta di esempio, guardatevelo, fantastico, perché è molto bello quest'articolo. Leggetevelo così in solitaria, fateci tutte le riflessioni del caso, perché è veramente da apprezzare. Quindi Christian Vernieri, Il Pensatoio, e l'articolo si chiama To breach or not to breach, della serie essere o non essere, il dilemma dei titolari più che dei DPO, perché il vero DPO sa che bisogna notificare anche in caso di perdita di disponibilità, ma i titolari qualche dubbio ce l'hanno. Bene, andiamo avanti nella nostra disamina. Allora, anche questa la flagghiamo come legge, detta qui. Allora, Hacker Journal, andiamo qua. Questo è un guasto informatico a Microsoft. Allora, faccio una premessa perché io ammetto sempre quando su certe cose devo ancora approfondire. Allora, qualche giorno fa, o qualche settimana fa, adesso non mi ricordo, credo qualche giorno fa, c'è stato il grande, la grande sospensione, il grande buco nero, il grande standby, no, di Microsoft, dove sui PC compariva una sorta di disclaimer con scritto "Si è verificato un problema". Sapete, presente quei blocchi di testo blu classici di Microsoft? No, là dentro c'era scritto, c'era l'emoticon con il sorriso triste e compariva sotto la scritta "Si è verificato un problema, il dispositivo deve essere riavviato, raccolta di informazioni sull'errore corso, al termine il computer verrà riavviato automaticamente. E in questo articolo fanno un po' una recap di quello che è successo. L'Italia è stata colpita da una grave crisi informatica causata da un crash dei sistemi di Windows dovuto a un software di cyber security della CrowdStrike, azienda che produce la suite di sicurezza Falcon. Il problema è stato causato da un file difettoso nella comunicazione fra l'agente Falcon e la piattaforma cloud. Adesso vabbè, senza scendere un po' nel tecnico, questo incidente ha avuto un impatto significativo su aziende europee e americane con un calo del 20% nel valore delle azioni di Crowdstrike. Microsoft sarebbe inizialmente, sebbene inizialmente, scusate, accusata e risultata essere vittima del problema che ha colpito duramente anche la sua infrastruttura famosa Cloud Azure. Il CEO di Crowdstrike ha assicurato che i sistemi Mac e Linux non sono stati coinvolti. Vedremo. La soluzione del problema sta procedendo rapidamente, ma il ripristino completo richiederà tempo dato il gran numero di server colpiti. E anche qui, data breach or not data breach? Bisognerà capire perché le polemiche legate a questa notizia, a parte il grave danno economico, di reputability subito, più o meno in maniera diretta da Microsoft. Bisognerà capire se ci sono state poi delle problematiche lato data breach, quindi sono stati sfiltrati dei dati, c'è stata una perdita in termini di riservatezza, no, sulla sicurezza dei dati, indisponibilità e integrità, quelle 3 casistiche che abbiamo visto poco fa. Il garante sta indagando e credo ci sia proprio anche, l'avevo trovato da qualche parte, vediamo se lo troviamo in rete, Garante Privacy Microsoft. Allora no, questa è una notizia vecchia. Allora da qualche parte, eccola qua, Chaos Microsoft colustra il Garante Privacy avvia accertamenti. Clienti. Ecco, si punta a verificare le conseguenze di questo blackout, perché è chiaro, notizia, alert, scuse ufficiali, Microsoft che dice noi siamo vittime e non autori, tutto molto bello, ma che cosa è successo? Bisogna capire, perché comunque questi incidenti non sono incidenti agli hardware, o meglio, non solo, e non è detto che siano solo limitati a quello, ma sicuramente nel 90% 99% dei casi, azzardo, provocano anche un incidente alla sicurezza dei dati e delle informazioni contenuti all'interno, no, in software, processi e via dicendo. Quindi l'autorità si riserva di verificare. Questa è una notizia veramente di 4 giorni fa, quindi ci dice solo questo. Il titolo dell'articolo è abbastanza autoesplicativo: causa Microsoft il Garante Privacy via accertamenti. Si punta a verificare le conseguenze del blackout informatico. L'autorità si riserva ulteriori interventi in caso di specifiche violazioni. Fra l'altro Microsoft era già stata sanzionata parecchio dal Garante Privacy, sanzioni pesanti. Adesso non ricordo l'importo, però ci risiamo a ridaglie, no, si potrebbe dire. Quindi vediamo un attimo, anche qua seguiremo le vicende, quindi Quindi portatevi a casa la notizia in sé che certamente è interessante, ma anche il fatto che lato privacy ci potrebbero essere delle conseguenze e vedremo un attimo l'autorità che cosa andrà a chiarire. Ecco, questo è sempre il medesimo tema trattato però dal sito Cybersecurity Italia e ve l'ho riportato perché c'è un link molto interessante che richiama a un disclaimer pubblicato sul sito di Crowdstrike, che pubblica sul suo blog in lingua inglese, però lo potete tradurre, lo leggete comunque, what's happening, cioè che cosa è successo. Quindi c'è una spiegazione, parti, dettagli tecniche, la remediation, quindi che cosa stanno facendo e via dicendo. Dovrebbe esserci anche da qualche parte, ma forse ve l'ho messa nelle note, no? Vabbè, comunque se cercate sul sito dell'Autorità Garante, nel sezione cerca, che è quella lente di ingrandimento che trovate in alto a destra, scrivete Microsoft, dovreste trovare proprio la notizia di qualche riga dove si dice quanto vi ho detto adesso, no, che il garante si riserva di fare accertamenti. Quindi anche questa notizia leggetevela dal punto di vista di Cybersecurity Italia, perché ci sono anche qua cose interessanti. Allora, per rimanere in tema Cybersecurity, e questo è un altro articolo che ho trovato sul sito sito di Cybersecurity Italia. Io ogni tanto vi riporto anche qualche notizia, un po' di cronaca nera, ecco, vabbè, definiamola così per esagerare, nel senso che c'è anche l'altra faccia della tecnologia, l'altra faccia della privacy, no? Quando ahimè hacker, soggetti malintenzionati, incidenti più o meno dolosi, ecco, provocano dei danni ai dati delle persone, no? Che sono delle nuove identità, dei frame, piccole identità, piccoli, piccoli screenshot delle persone che circolano nel mondo e raccontano qualcosa di loro. Allora, questa è una notizia che mi ha colpito particolarmente perché è stato attaccato l'aeroporto di Spalato, l'aeroporto di Spalato. Fra l'altro irraggiungibile il sito, giusto per non fare delle gaffe in diretta. Castelfranco Croazia, ecco, avevo il dubbio, quindi io vado sempre a informarmi prima di dirvi una cosa per un'altra. Aeroporto di Spalato Castelli è un aeroporto della Croazia situato presso la cittadina di Castelli, 19 km a nord-ovest di Spalato. Ok, abbiamo chiarito questa cosa, possiamo continuare. L'attacco ha causato problemi tecnici nel sistema informatico, vanificando le operazioni di accoglienza e imbarco dei passeggeri, e quindi atterraggio e decollo. Immaginatevi di essere in aeroporto, state guardando lo schermo con le partenze, gli orari, gli arrivi e via dicendo. Improvvisamente un guasto apparente blocca tutte le notizie, gli orari, i voli e il resto non vedete più nulla e siete vittima indiretta di un attacco cyber. È così che avviene, senza troppi preavvisi. Il sistema informatico della seconda città croata, ci dice quest'articolo di Cyber Security Italia, è andato in tilt, come ha ammesso, perché di fatto non è che si possa fare molto altro, il vice direttore della struttura, Pero Bilas, aggiungendo cito: "I servizi specializzati stanno lavorando con intensità per risolvere le conseguenze di quanto avvenuto." E ancora: "Siamo stati in contatto con tutte le compagnie aeree e cercato insieme soluzioni alternative, chiedendo a tutti i passeggeri di pazientare." E vabbè, d'altronde sono cose che possono capitare. Il sito dell'aeroporto è ancora irraggiungibile. Io ho fatto una prova perché questo è un articolo di qualche giorno fa, 2 giorni giorni fa, se non erro. Ho provato ancora oggi, risulta offline split-airport.hr. E soprattutto, che è la cosa più grave, se vogliamo, anche in termini economici, di danni e conseguenze, non si possono effettuare prenotazioni di voli, acquisti, imbarchi, check-in e tutto il resto. Considerato il periodo estivo e il fatto che la città è una città turistica, ecco, il danno non è indifferente. Spiega Nova News: la situazione si sta normalizzando. Chi c'è dietro all'attacco? Il ransomware Akira. Il direttore generale dell'aeroporto Spalato spiega che a rivendicare, perché poi molto spesso questi hacker che fanno questi attacchi rivendicano, beh certo, perché è come avere le coppe sullo scaffalino alle spalle, mentre sei sulla scrivania e ti tieni dietro i tuoi trofei. Rivendicano gli attacchi e questo è stato rivendicato dal gruppo Akira, conosciuto proprio per condurre attacchi ransomware e mettere a repentaglio. Gli attacchi ransomware, fra parentesi, sono fra i più pericolosi in assoluto perché sono dei software che si vanno a annidare all'interno delle tecnologie dei sistemi, stanno lì un po' di tempo, fanno una sorta di monitoring, raccolgono delle informazioni e poi con un click si attivano e provocano dei danni importanti. Quindi il gruppo Akira è famoso per mettere alle pentaglie la sicurezza informatica di numerose organizzazioni in tutto il mondo. E infatti ci dice Novak: all'aeroscalo è arrivato un messaggio con la richiesta di trattative per il pagamento del riscatto. Quindi molto spesso segue sempre la richiesta del pagamento per avere indietro i dati, no, bloccati e sfiltrati. Poi adesso bisognerà capire quali sono state le conseguenze. Il governo croato e l'aeroporto non appronteranno alcuna trattativa di questo tipo per scongiurare queste, questi modus operandi. Se tutte le volte che qualcuno fa un attacco poi si paga il riscatto, ci abituano, no, ci si abitua a questi soggetti a fare questi attacchi per ottenere poi i soldi, perché tanto poi alla fine pagano. Quindi beh, sono scelte, vanno ponderate. Sicuramente il team privacy avrà coinvolto tutta una serie di esperti, il DPO, team privacy, eccetera eccetera, e avranno discusso sul da farsi. C'è qualche notizia poi sul finire sul collettivo Akira, che aveva già colpito i sistemi Nissan. Questa è una notizia interessante approfonditela, in Australia e Nuova Zelanda nel marzo 2023. Colpisce anche numerose aziende negli Stati Uniti e in Canada. Sta velocemente diventando una delle famiglie ransomware di maggiore ascesa. Il merito va ascritto alla sua doppia tattica di estorsione: sottrarre i dati— guardate qui la tattica— sottrarre i dati rilevanti delle vittime prima di crittografare dispositivi e file, al modello di distribuzione Ransomware as a Service e all'opzione di pagamento unica. E quindi cosa fanno? Prendono i dati, sfiltrano i dati e poi vanno a crittografare dispositivi e file. Quindi, giusto per aggiungere una nota così di studio sulla materia, sul GDPR, no? Sottrarre i dati, ormai lo avete capito, c'è una perdita di disponibilità disponibilità, perché i dati sono stati rubati e sfiltrati, e poi crittografati, quindi c'è anche una violazione in termini di integrità. Se diffusi, vedremo per esempio nel dark web, avremo fatto tripletta, perché ci sarà anche una perdita in termini proprio di riservatezza, no? Quindi le 3 conseguenze disastrose, dannose dell'incidente informatico sarebbero realizzate, ma ne basta una, vi ricordo, per dover fare la notifica all'autorità garante. E va bene, quindi chiudiamo con questa notizia. Se volete approfondire, trovate link e tutto il resto sui miei canali. Allora, dovremmo aver finito con le notizie della cyber. No, perché ce n'è un'altra, credo la penultima. NIS2, molto importante, la guida essenziale per le aziende volte a garantire la sicurezza informatica. Allora, qui dirò due parole perché poi sulla NIS2 ne parleremo. La NIS2 ovviamente è una direttiva, in quanto tale è una direttiva europea. Due, perché fino a praticamente qualche tempo fa, e ancora fino a quando non entrerà ufficialmente in vigore, c'è stata la NIS1, che quindi verrà sostituita dall'aggiornamento di questa nuova direttiva porta con sé tutta una serie di conseguenze. Quest'articolo sempre di Cyber Security Italia ci spiega innanzitutto che cos'è la direttiva, la 2000, il numero è 2555 del 2022, meglio nota come direttiva NIS2. L'acronimo sta per Network and Information Security directive, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, perché lì che vanno a finire le normative europee, il 27 dicembre 2022, entrata in vigore il 17 gennaio 2023, costituisce un avanzamento significativo nella legislazione europea per quanto riguarda la sicurezza delle reti e delle infrastrutture. Di fatto è stata proprio una rilevante accelerazione del rischio di cybersecurity che ha indotto l'Europa a rivedere la precedente NIS, che era la numero 1, per dire, per indicarla, ma la direttiva era la numero 1148, no? Compiendo un indispensabile passo avanti nel campo della resilienza. Attenzione, perché qua vi invito a fare un'osservazione: non sarà molto più importante evitare, no, i disastri informatici, ma diventa fondamentale saper resistere. Se volessimo condurre ancora di più una riflessione su questo. Potremmo dire quasi che in maniera abbastanza scoraggiante dovremmo ammettere che non saremo più in grado ormai di evitare del tutto gli attacchi alla cyber sicurezza o queste conseguenze, ma dovremo diventare sempre più bravi a resistervi. E questo qua insomma fa tanto riflettere. Le aziende saranno chiamate a conformarsi ai diversi requisiti previsti previsti dalla Direttiva NIS entro il 18 ottobre 2024. C'è ancora qualche mese di tempo, diciamo 2, non conto agosto perché è un mese spento a livello aziendale, quindi 2 mesi e mezzo, ecco, di tempo per adeguarsi, altrimenti ci sono tutta una serie di sanzioni. È una direttiva molto complicata, sicuramente porterà tanti benefici, cioè essere conformi alla NIS2, ne parleremo tanto, è una norma tecnica quindi l'affronteremo, però se volete intanto portarvi avanti questo articolo è molto interessante perché è una guida proprio per le aziende che vogliono iniziare a fare questo percorso. Continuo, vado spedita, credo che sia l'ultimo articolo sulla privacy e ve lo ripeto vi riporto perché molto interessante, Data Privacy Framework, le FAQ dello European Data Protection Board agli obblighi delle organizzazioni europee. Allora, voi sapete che siamo a un anno dall'entrata in vigore del cosiddetto Data Privacy Framework, l'accordo fra Europa e Stati Uniti che disciplina, dà un perimetro, dà un certo ordine al trasferimento movimento dei dati dall'Europa agli Stati Uniti, dagli Stati Uniti all'Europa. Si potrebbe dire di tutto su questo tema, privacy shield, sentenze, Schrems, eccetera eccetera eccetera. Non è questa la sede per approfondire, magari dedicheremo una qualche— anzi, ne approfitto per chiedervi questo: se volete approfondire determinati temi e fare un focus su certe tematiche, scrivetemelo nei commenti, me lo chiedete, io li leggo, analizzo un po' le richieste, se c'è qualcosa di interessante che merita di essere portato un po' a beneficio di tutti in community ne parleremo magari tramite video, vediamo tramite podcast, quindi mi raccomando non perdete l'occasione, scrivetemi qualsiasi cosa per chiarimenti, info, approfondimenti, commentate. Quindi Data Privacy Framework, però come sempre non è molto semplice capire quando si può possono trasferire dati da A a B. Allora, lo European Data Protection Board ha pubblicato delle FAQ, domande e risposte, per spiegare come fare ad adattarsi a questo framework. Bisognerebbe analizzare adesso le FAQ, però l'autorità raccomanda di verificare che le aziende verso cui invieremo i dati, e quindi quelle che hanno la sede negli Stati Uniti, siano iscritte, no, all'interno di questa lista e quindi siano completamente compliant alla Privacy Framework. Quindi c'è un sito dove andare a fare questa verifica. Vediamo se lo trovo qui al volo, altrimenti comunque nella— eccola, Data Privacy Framework list, eccola qui, trovate il link all'interno dell'articolo, eccolo qua. Voi cercate il nome dell'azienda col tasto cerca, potete fare la ricerca anche in ordine alfabetico e trovate tutto quanto, il profilo e via dicendo. Apriamone una a caso, Stanford, questa qui, ecco qua, c'è tutto il tipo di industria, la sede, la data, propositi, la policy, ecco, quindi potete anche leggere la privacy policy, crediti e via dicendo. Quindi fate questa verifica. A cosa serve? Serve perché poi quando andate a fare le informative, o meglio, andate a compilare le DPA, il registro dei trattamenti, o fate le nomine ex articolo 28 e via dicendo, dovete richiamare all'interno di questi documenti il Data Privacy Framework, il fatto che avete fatto questa verifica, che avete controllato che quel trattamento, che è il trasferimento di dati fuori dall'Europa, è coperto da una base giuridica. Quindi vi dovrete ricordare che ci sono due articoli del GDPR, articolo per esempio 46, che dicono proprio quali sono le garanzie da adottare per fare questa tipologia di di trasferimenti. Quindi mi raccomando, per chi non se ne intende, tiro giù una regola base: non si possono trasferire dati fuori dall'Europa a caso, no? Soprattutto verso gli Stati Uniti bisogna fare delle verifiche. Quindi mi raccomando, tenete in considerazione questo, leggetevi l'articolo, studiateci sopra e approfondite. Non vado oltre perché altrimenti ci dilunghiamo troppo. Allora, dovremmo aver finito con le notizie privacy ed entriamo nel campo dell'AI, che è il mio preferito. Ora posso dire, lo dico, è il mio preferito, mi piace tanto, adoro tutto quello che riguarda le nuove tecnologie, mi piace studiare i risvolti del lato privacy, le conseguenze sul trattamento e la gestione dei dati, e quindi mi trovo proprio a mio agio parlare di queste tematiche. Allora, vi voglio far vedere questa notizia. Intanto, per chi non sta vedendo, ho aperto a schermo il sito dell'European Data Protection Board dove trovate quelle FAQ che vi ho detto prima sulla Privacy Framework, giusto perché così ve le trovate se vi interessa approfondire. Allora, le ultime 4 notizie, poi ci avviamo alla chiusura. Questo è un sito che vi ho citato prima, HD blog.it, che è carino perché ogni tanto pubblica delle notizie interessanti sul tema intelligenza artificiale, e ci dice: è stato pubblicato il testo della strategia italiana 2024-2026 dedicata proprio alla tecnologia, no, all'intelligenza artificiale. Allora, di che cosa si tratta? Il comitato composto da 14 membri di comprovata esperienza, è stato coordinato da Gianluigi Greco, professore, lo dico con un certo orgoglio essendo io calabrese, di informatica all'Università della Calabria e presidente di Alxia. Tra i membri, spero di averlo pronunciato bene, tra i membri figurano altre personalità di spicco fra cui, ve lo volevo citare per curiosità, Marco Camisani Azzorali, che è l'inviato di Striscia la Notizia, lo conoscerete sicuramente, Maria Chiara Carrozza, Rita Cucchiara, Agostino Labella, insomma persone che studiano, persone intelligenti che quando parlano sanno di che cosa stanno parlando. Allora, la strategia italiana per l'intelligenza artificiale è un passo importante per l'Italia che, lo sappiamo, lo abbiamo visto di recente, ambisce a un ruolo di primo piano nell'intelligenza artificiale nella transizione tecnologica. Anche grazie al contributo avuto durante la presidenza del G7, che quest'anno, ve lo ricordo, ne parleremo nelle notizie dopo, spetta all'Italia, quindi alla Meloni che coordina questo gruppo. Quindi quest'anno l'Italia sta coordinando questa task force, chiamiamola così, questo gruppo di leader che devono e parlano di questi temi. Il documento, che è molto interessante, non ve lo metto nelle fonti, ma perché lo potete proprio recuperare scrivendo "Strategia italiana intelligenza artificiale 2024-2026" su Google e lo trovate, è un PDF in italiano ovviamente. È un impegno da parte dell'Italia a creare un ambiente sicuro, etico, inclusivo per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale con l'obiettivo di andare a investire su 4 temi. Quindi le strategie riguarderanno la ricerca, e vi fanno vedere, ci sono anche tanti schemi colorati che vi illustrano un po' come sarà la manovra. La ricerca, ovviamente, direi necessariamente, aggiungo io questo avverbio, la pubblica amministrazione, strategie per le imprese, strategie per la formazione. Quindi ci saranno dei comitati che dovranno lavorare per sviluppare a queste strategie. Ovviamente questa, questo documento è un documento di intenti, una dichiarazione, un manifesto. Vedremo poi nella pratica di fatto che cosa si andrà a fare nei prossimi mesi per arrivare a far atterrare questi intenti. Era interessante perché il comitato di lavoro che è coordinato da Gianluigi Greco, che vi citavo prima, aveva ed ha, credo ancora, un ufficio, quindi una sede dove facevano le riunioni. Immaginateveli, no, questi studiosi che vanno a fare le riunioni proprio come fanno le persone comuni negli uffici, con carta e penna, blocnotes, PC e via dicendo. L'ufficio era all'interno della— è all'interno dell'Agenzia per l'Italia Digitale, l'Agid, che ha— si è offerto di ospitare questo comitato. Il direttore generale di Agid, Mario Nobile, ha sottolineato ha sottolineato in varie dichiarazioni che trovate in questo articolo l'importanza della regolazione dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. Quindi diciamo che c'è una sorta di validazione, ecco, di condivisione di intenti anche da parte di, di AGID, quindi Agenzia per l'Italia Digitale. Un chiaro segnale che si sta andando verso un qualcosa di concreto. E anche qui interessante questa notizia, guardatevela, questo paper, perché molto interessante, molto utile per capire dove stiamo andando. Allora, passo a questa notizia che è una notizia del Corriere di Bologna: il supercomputer Leonardo sarà sostituito da Lisa. Allora, che cos'è innanzitutto tutto il supercomputer di Leonardo, eccetera eccetera. Allora, a Bologna, e qui vi ho messo così lo guardiamo insieme, nelle note degli articoli vi metto anche delle mie annotazioni, link utili e via dicendo, se volete approfondire i temi con qualche cos'altro. Allora, il Cineca, eccolo qua, questo è il sito, molto interessante. Vediamo se c'è un chi siamo, perché così lo guardiamo insieme. Non lo vedo, però è sostanzialmente un polo, chiamiamolo così, finanziato, al quale partecipano varie università, ecco, radicato in tutto il territorio italiano con la presenza distribuita in 5 sedi, eccetera eccetera eccetera. Che cosa fa? È un tecnopolo, ecco, un tecnopolo dove avvengono le più importanti trasformazioni digitali, le più importanti creazioni, le ricerche, si studia tanto, si fanno ricerche in ambito intelligenza artificiale, si fa innovazione, si ospitano studenti, si fanno incontri coi cittadini, quindi è un vero e proprio, non potrei trovare parola migliore, è un tecnopolo, un centro studi, ecco, chiamiamolo così, un centro studi, ed ha sede a Bologna. Ora, fino ad oggi, ma lo sarà ancora ancora fino al 31/12, il Cineca ospitava il supercomputer Leonardo, che è il supercomputer con il quale hanno fatto anche tante ricerche, sviluppi, soprattutto in tema intelligenza artificiale, eccetera eccetera. Volevo vedere se trovavo il sito. Eccolo qua. Adesso voi non vedrete, non sentirete nulla, ma qui si vede proprio il video del supercomputer Leonardo al Tecnopolo di Bologna, ed è impressionante vedere quanto è grande questo computer, questo computer gigante. E il presidente del Cineca, scusate, non mi veniva il termine, Francesco Ubertini. Intanto guardate qua le immagini, per chi non le vede andatelo a cercare su internet, video Cineca computer Leonardo. Leonardo, pazzesco, impressionante. Guardate qui quanti server, quanti fili, quanti cavi, c'è di tutto. Ma la cosa interessante che mi sono segnata è questa dichiarazione qui: per dare una dimensione del lavoro che svolge oggi Leonardo, è importante sapere che la sua potenza si misura in operazioni al secondo. Il supercalcolatore bolognese compie 250 milioni di miliardi miliardi di operazioni al secondo. E fin qua si capisce molto, no? Spiego Bertini: in pratica un'ora di lavoro di Leonardo equivale a 920 anni di lavoro di un portatile. Questo rende di più l'idea di che cos'è Leonardo, no? È stato utilizzato fra l'altro per sviluppare il primo modello di intelligenza artificiale completamente addestrati su dati italiani, il modello Italia. Ne abbiamo parlato tanto in community e quindi comunque Leonardo, questa è la notizia, a fine anno verrà sostituito da Lisa, la quale promette di avere più una verticalità e un'apertura, ecco, ai temi dell'intelligenza artificiale. E beh, di fatto era abbastanza, no, ce lo aspettavamo. Questa, quest'upgrade. Quindi sarà sostituito da questo super computer Lisa, super calcolatore, e quindi lo integreranno per fare anche questo. Mi viene da fare questa riflessione: ne vedremo delle belle, perché se finora con Leonardo abbiamo visto tante innovazioni sul tema, chissà che cosa accadrà con Lisa. Vi ricordo che fra l'altro il Cineca collabora anche con tantissime aziende, come tantissime istituzioni non solo europee ma anche oltre Europa. Quindi siamo dei leader in questo, è utilizzato tantissimo per sviluppare molti progetti perché ha una potenza di calcolo, che è quella che serve per banalizzare, per esempio per addestrare algoritmi, modelli di intelligenza artificiale, impressionante, no? Lo abbiamo visto prima. Quindi questa è una gran bella notizia perché la tecnologia in Italia e l'innovazione stanno andando avanti. Allora, concludo con le ultime due notizie. OpenAI ha annunciato GPT-4 Omni Mini, tanto per aggiungere un nome in più, il nuovo modello di intelligenza artificiale più economico e più efficiente. Allora, qui trovate l'articolo che ve lo lascio ovviamente fra le fonti, ma per far vi ho riassunto in questa nota quelle che sono le caratteristiche del nuovo ChatGPT 4o Mini. Allora, va a sostituire la versione 3.5, la quale sarà ancora disponibile nella parte delle API, ma non si sa fino a quando lo vedremo. Prestazioni più vicine al modello 4 Plus, quindi è sicuramente più veloce, più prestante. Si legge infatti nell'articolo velocità fulminea. Finestra di contesto fino a 128k token, quindi vuol dire che sarà in grado— secondo me questa cosa è spaziale— sarà in grado di gestire grandi volumi di contesto come basi di codici complete, cronologie di conversazioni, ed è in particolare— sarà efficace gli scenari di iterazione in tempo reale. Come nei chatbot per l'assistenza clienti. Nei compiti di ragionamento supera gli altri modelli, quindi sarà in grado di fare i calcoli molto più bravo rispetto alla 4+ e alla versione Omni, che fanno degli errori madornali. Migliore rispetto al 3.5 Turbo in attività come estrazione di dati strutturati da ricevute. Guardate un po', sarà più bravo anche a generare risposte ad email, risposte di alta qualità. Lo testerò per questa cosa qua, perché io lo utilizzo tanto per velocizzare questa attività di routine, no, di back office, quindi vi farò sapere se effettivamente è più bravo degli altri nell'andare a creare risposte alle email. Vi ricordo però che rispetto a fratello e sorella, il 4 Plus e il 4 Omni, non è collegato a internet ma è aggiornato fino a ottobre 2023, quindi questo è un deficit importante, bisogna riconoscerlo, e non è possibile caricare documenti. Vi do un suggerimento: utilizzatelo per fare fine tuning, cioè per andare a perfezionare i prompt, e una volta che li avete elaborati, resi soddisfacenti, li buttate poi nei modelli 4 Plus o 4 Omni e andate a lavorarci ci sopra. Ok, quindi per ogni notizia sul modello 4o Mini vi rimando anche al sito di OpenAI, trovate tutto quanto. Concludiamo con un'altra notizia di novità, di annuncio, sempre OpenAI, che in questa settimana è stato incredibile, sta lanciando tutta una serie di novità. Fra l'altro, su questo un mio caro amico Stefano Manzelli mi ha giustamente fatto mi ha segnalato un articolo dove in un sito che vi voglio citare, si chiama pillole.grafio.org, e la notizia di apertura è: OpenAI potrebbe perdere 5 miliardi di dollari quest'anno, la bolla della GenAI potrebbe scoppiare entro 12 mesi, c'è un po' di preoccupazione per tutti i soldi che stanno spendendo. E il Modello 4 Mini l'abbiamo visto adesso, E adesso parleremo di Search ChatGPT. Stanno investendo parecchio, hanno investito parecchio, stanno anche spendendo tanto. Ci si chiede in questo articolo, se vi interessa leggerlo, ma avranno ancora soldi o andranno in bancarotta? Ma secondo me sono un po' chiacchiere di corridoio, vedremo. Ma insomma, dubito che arriveranno a rimanere, che rimarranno senza soldi, o voglio dire parliamo di, di che parliamo? Non si raccontano, non si raccontano. Comunque, venendo all'antizia, Search Chat, anzi Search senza chat, SearchGPT sfida Google. Quindi lancia una sfida a Google con Google Search, che è conosciuto da tutti. OpenAI cosa fa? Annuncia che sta lanciando Search ChatGPT, un motore di ricerca basato basato sulla sua intelligenza artificiale con accesso in tempo reale alle informazioni provenienti da internet. Anche qui vi ho raccolto quelle che sono le caratteristiche secondo me più interessanti e che cosa dovrebbe fare. Allora, viene definito così: un prototipo di nuove funzionalità di ricerca che sfrutta la forza dei nostri modelli di intelligenza artificiale, era la dichiarazione del SEO, per darti risposte rapide con fonti chiare e pertinenti. Fin qua, vabbè, cioè non è che Google non sia rapido, no? Poi il concetto della pertinenza è tutto un altro paio di maniche, vedremo però, no? Però continuiamo. SearchGPT consentirà inoltre agli utenti di porre domande dei follow-up, questo è interessante, senza perdere il contesto della query originale. Quindi io potrò fare, per intenderci, no, mi viene da pensare Potrò fare delle ricerche, mi verranno fuori una serie di risultati pertinenti, utilizzano questa parola chiave, e poi io potrò continuare a lavorare su quella query senza perdere il contesto originale, diversamente da Google, perché una volta che io ho lanciato la query, ho fatto invia, mi viene fuori tutta una serie di risultati, ma poi se devo cercare altro o apro link, leggo quello che ho trovato, oppure torno nella barrettina della query e rifaccio un'altra query. Qui invece ci sarà una ricerca matrioska, questo mi viene da dire, però da una lettura, perché ancora non l'ho utilizzato non essendo stato ancora rilasciato. Parlano poi di interfaccia conversazionale con molteplici opportunità per gli utenti di interagire, e poi c'è una riflessione poiché i chatbot Chatbot possono avere delle allucinazioni o inventare false risposte, OpenAI si è fatta furba e ha stipulato accordi di licenza con editori. Ne citano alcuni: News Corp, Axel Springer, Time Magazine, eccetera. E ha addestrato i suoi modelli di intelligenza artificiale integrandoli con informazioni più autorevoli e aggiornate. Beh, giusto, ci può stare. Come parte di alcuni di questi accordi, OpenAI ha accettato di fornire agli utenti riassunti delle notizie con l'attribuzione, quindi citerà, come già fa poi per altre cose, l'editore, no? Mi viene da dire, l'editore. Poi Altman ha affermato che i siti web potranno scegliere di essere visualizzati nei risultati di ricerca anche se scelgono di non far utilizzare i loro contenuti per addestrare tra dei modelli, quindi sarà super open e questo forse, visto che c'è un DMA vigente, interoperabilità e tante altre regoline introdotte, male non è, non fa di sicuro, altrimenti rischiano di finire come Apple Intelligence che non lancerà la sua intelligenza artificiale in Europa a ottobre perché non rispetta le regole del DMA. Chiudiamo la polemica, ne ho parlato anche qua nella rubrica ne ho parlato, così vi dico, vi indico anche il riferimento, nel podcast, nell'Acta Diurna numero 1, dove abbiamo visto proprio questo. Basta, abbiamo detto tutto. Non è momentaneamente ancora disponibile il SearchGPT, potete però iscrivervi ad una lista d'attesa. Io l'ho fatto, lo trovate sul sito di OpenAI, vi basta cliccare ed entrate in una lista d'attesa più o meno vera, non lo so se serve per creare hype, se sia una strategia commerciale, però iscrivetevi e quando sarà disponibile sarete fra i primi ad avere questa implementazione. Bene, non ho la più pallida idea di quanto tempo sia passato, no invece ce l'ho, un'ora esatta, ma come vi ho detto all'inizio queste dirette podcast, video podcast, chiamatelo come vi pare, saranno sempre di più così, abbraccio. Quindi seguitemi, mi trovate sulla Scuola per la Pubblica Amministrazione Dipendenti della PA Omnibus oppure su tutti i canali di Gladiatori Digitali. Mi raccomando, iscrivetevi in community perché vi arriva la newsletter con delle novità, ci saranno tante sorprese, non posso dirvi niente. Lunedì sarà ospite nel salottino di Gladiatori Digitali un personaggio incredibile, ma non posso dirvi niente, uscirà poi l'intervista la prossima settimana. Quindi se volete seguire tutto questo e tanto altro iscrivetevi, vi aspetto. Trovate tutto sui miei canali social oppure molto più banalmente scrivete Gladiatori Digitali su Google vi dovrebbe comparire fra i primi risultati. Vi aspetto qua dentro perché c'è tanta tanta tanta tanta roba, quindi da dialogare, da parlare, da discutere tanto. Quindi ci vediamo lì. Grazie per essere stati qui con me oggi, vi aspetto con un altro appuntamento del podcast Acta Diurna la prossima settimana. Ciao e buon weekend!
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