Claude 3 commenta con me il DDL sull'IA [PAZZESCO]

A privacy lawyer uploads Italy's 15-page AI draft law to Claude 3 and live-analyzes it together. Claude 3 flags vague definitions, weak privacy protections, gaps in governance between AGID and the Garante, and a new rule that AI-generated works only count if a human contributed. The host finds Claude 3 faster and more conversational than ChatGPT, better for collaborative legal thinking.
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Ma è vero che Claude 3 di Anthropic è meglio di ChatGPT nel fare brainstorming? La risposta è sì. Benvenuti in questo nuovo video. Oggi voglio fare con te un esperimento simile a quello che abbiamo fatto qualche puntata fa in un video dove ho commentato il regolamento sull'intelligenza artificiale approvato il 13 marzo dal Parlamento Europeo utilizzando ChatGPT. È stato un esperimento che vi è piaciuto tanto, perché il video è piaciuto, dai commenti ho percepito molto interesse su questo tema. ChatGPT è stato bravissimo perché ha commentato e ha semplificato un testo complicatissimo, oltre 450 e passa pagine di testo di legge. Una notizia di qualche giorno fa è stato che finalmente il Consiglio dei Ministri, quindi siamo in Italia, ha approvato il disegno di legge sull'intelligenza artificiale. Artificiale. Fra l'altro, lo Stato italiano è stato il primo Stato ufficialmente a legiferare sul tema dell'intelligenza artificiale. Una notizia molto importante. Io cosa ho fatto? Ho preso il testo del disegno di legge, 15 paginette e 26 articoli semplici semplici, e ho deciso di fare questa volta brainstorming e di farlo commentare a Claude 3, che è l'intelligenza artificiale di Anthropic, nota, come saprete, per restituire la sensazione di parlare con un essere umano. Perché ho fatto questa scelta? Perché ho fatto delle domande provocatorie a Claude Trey, chiedendogli determinate cose, perché volevo capire così, a livello di percezione quasi umana, che cosa ne pensa di questo disegno di legge. È stato molto criticato, ma non voglio spoilerarvi nulla. Passiamo alla dashboard di Claude Trey, vi mostro come è andato a finire questo brainstorming. Video pazzesco, non perdetelo. Commentate se avete delle domande da fare perché potrebbe uscire una seconda parte del video. Vi invito a iscrivervi al canale, attivate la campanellina se mi volete supportare, se vi piacciono i miei video, e iscrivetevi alla mia community Gladiatori Digitali. La trovate o sotto in descrizione, vi lascio il link, oppure scrivendo Gladiatori Digitali su Google è il primo risultato che viene fuori. Se volete supportarmi ed entrare nella mia community mi fa piacere. Spostiamoci sull'homepage di Claude e vediamo come va a finire questo esperimento. Allora, eccoci qua con la schermata di Claude 3 Sonnet, la versione gratuita, e da questa parte teniamo sotto il disegno di legge, il DDL sull'intelligenza artificiale. Allora, io solitamente, voi sapete che per questo tipo di confronti utilizzo ChatGPT perché notoriamente è il, diciamo, la chatbot di intelligenza artificiale che più si presta a questo tipo di brainstorming. Ho voluto però oggi fare un esperimento e fare brainstorming insieme a Claude, perché voi dovete sapere che rispetto a ChatGPT Fra le tante differenze, Claude è noto proprio per la sua capacità di andare a simulare delle conversazioni umane e quindi ci dà la sensazione di fatto di parlare con un essere umano. Ci dà anche delle opinioni, delle idee, dei rendiconti, delle letture che sono simili a quelle che potrebbe dare un essere umano. Quindi la scorsa volta abbiamo fatto un'analisi del regolamento sull'intelligenza artificiale europeo utilizzando ChatGPT. Oggi facciamo la stessa cosa ma usiamo Claude, perché così ci rendiamo conto se effettivamente abbiamo la percezione di parlare con una persona fisica, cioè con un essere umano. Allora, io cosa ho fatto? Ho caricato il DDL che contiene le disposizioni in materia di intelligenza artificiale all'interno di Claude. Quindi ho scaricato dal sito della Google, ho cercato il DDL, scaricato, e poi l'ho caricato, ho fatto l'upload su Claude. Ok, piccola premessa: per utilizzare Claude vi serve una VPN perché attualmente non c'è disponibilità in Italia. Quindi io mi sono connessa tramite una VPN e quindi riesco a fare questa operazione. Ma per i tecnicismi poi magari nei commenti vi spiego un po' meglio tutto, o vedremo di dedicare un video a parte, perché così potete fare anche voi questa prova. Ora veniamo a noi. Allora, iniziamo questa simulazione. Io chiedo a Claude: "Ciao, sono un avvocato." Quindi gli parlo perché ho intenzione di fare brainstorming. Esperto in privacy e protezione dei dati e vorrei fare brainstorming con te su questo DDL sull'intelligenza artificiale. E lanciamo il prompt. Vediamo un po'. Che cosa ci dice. Io non ho fatto questo lavoro prima, quindi sono proprio dei risultati che in prima persona sto valutando con voi. Allora, sono lieto di esaminare insieme a lei— mi dà del lei, vedete un po' che finezza di linguaggio— io gli ho detto sono un'avvocato, giustamente luogo comune si dà del lei agli avvocati. Questo disegno di legge sull'intelligenza artificiale e discutere gli aspetti relativi alla privacy e alla protezione dei dati. Sarò felice di fornire il mio punto di vista da esperto del settore, di valutare eventuali criticità o aspetti da migliorare sotto il profilo della tutela dei dati. La invito ad esporre le sue osservazioni e sollecitazioni in modo da poter avviare un costruttivo confronto. Bene, molto aperto al confronto. Allora, io cosa ho fatto? Sono andata a leggermi un po' il DDL, anche perché è corto, sono 15 pagine. Quindi ho letto un po' tutto, analizzato e sottolineato le parti un po' più importanti e mi sono fatta la prima idea. Allora, l'idea che mi sono fatta è che questo DDL, seppur dalla videointervista fatta alla Tere del Consiglio dei Ministri, che poi magari vi metto il link, andatevela a guardare perché è interessante, ammettono chiaramente che questo disegno di legge è veramente uno schema, ma uno schema, uno schema, perché veramente è impensabile andare a normare in 15 pagine questioni che riguardano sanità, copyright, diritto d'autore, sviluppo economico, diritto allo studio, dati sensibili. Ovviamente sappiamo bene che insomma ce ne sarebbe da dire, da andare a normare. Però lo dicono nell'intervista, no? Viene chiesto più volte a tutti: ma cosa ne pensa? Come fate? E loro dicono: siamo consapevoli che la tecnologia avanza rapidamente, noi non siamo in grado di stare dietro allo stesso passo. Possiamo iniziare. Infatti l'Italia, dicono, all'inizio è il primo stato che legifera sull'intelligenza artificiale. Ci sarebbero tante cose da dire, commentare, ma limitiamoci a fare questa analisi sul testo. Lasciamo poi le opinioni magari al salottino di Gladiatori Digitali, dove parleremo con degli ospiti di questi temi, avremo modo di scambiare punti di vista anche un pochino più personali. E allora vediamo un attimo cosa gli possiamo dire qui. Allora, diciamogli effettivamente quello che è stata la mia idea, no, appena ho letto questo DDL. Ho la percezione che questo disegno di legge sia abbastanza superficiale. Vediamo che cosa ci dice. Ovviamente, avendogli caricato il documento, lui ha letto il documento. Comprendo la sua perplessità sul disegno di legge presentato. Effettivamente, analizzandolo da un punto di vista della protezione dei dati personali e della privacy, emergono alcune potenziali criticità e lacune che meriterebbero un approfondimento maggiore. Allora, notate un attimo una cosa: se siete abituati a utilizzare ChatGPT, noterete subito che Claude è molto più veloce nella scrittura e quindi nella generazione della output, no? Questa è una prima osservazione che faccio con voi. Ha impiegato veramente poco per darci questa risposta, quindi è già sicuramente un plus. Allora, alcune potenziali criticità e lacune che meriterebbero un approfondimento maggiore. Allora, meriterebbe secondo lui un approfondimento: definizione, ambito di applicazione. La definizione di sistema di intelligenza artificiale fornita potrebbe risultare troppo ampia e generica, rendendo difficile circoscrivere chiaramente l'ambito di applicazione della norma. Servirebbe probabilmente una definizione più dettagliata. E infatti, però devo dire la verità, qui la colpa non è attribuibile al governo, ma la definizione di sistema di intelligenza artificiale sono andati a pescarlo dall'AI Act, il quale contiene, mi pare che fosse da ultimo PDF, che è la versione del corrigendum, pagina 146, 147, comunque più o meno dopo pagina 145, quando inizia dopo la parte dei considerando, dei principi, si parte proprio con gli articoli. In uno dei primi articoli, proprio fra le definizioni, viene riportata pari pari questa, questa definizione che riportano qua. Quindi cos'è un sistema di intelligenza artificiale? Un sistema automatizzato progettato per funzionare con livelli di autonomia variabili che presenta abilità dopo la diffusione, quindi il famoso autoapprendimento, e che per obiettivi espliciti o impliciti deduce da un input, quindi un prompt, lo abbiamo detto tante volte, come generale output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali, a seconda ovviamente dell'uso. È chiaro che questa è una definizione generica, ma certo che è una definizione generica e probabilmente andrebbe già variata, andrebbe già cambiata. Ma di questo siamo consapevoli, lo sanno loro, lo sappiamo noi, dovete saperlo voi. Questa lettura con questa, con questi occhiali della consapevolezza è importantissimo, perché se noi ci aspettiamo di vedere delle norme, delle leggi, dei regolamenti fatti e finiti, pubblicati in Gazzetta Ufficiale e non più revisionabili, stiamo sbagliando. La nuova prospettiva che dobbiamo avere è quella un po' di questo dinamismo, dell'accettazione di questo dinamismo, della fluidità di queste normative che saranno sempre più, diciamo, orientate, ecco, a dare dei principi generali e non delle leggi fatte e finite. Questo per noi europei è molto complicato. Perché noi siamo un paese di civil law, noi siamo abituati a vedere le norme che ci dicono che cosa fare, che cosa non fare. Quindi siamo abituati ad avere delle regole, dei divieti e delle cose che possiamo fare e cose che non possiamo fare. Tutto quello che è interpretativo, tutto quello che è principio, e beh, per noi è complicato da digerire perché bisogna interpretarlo, bisogna applicarlo e quant'altro. Quindi però, ecco, parliamo ragazzi di norme di stampo europeistico, quindi bisogna entrare nell'ottica che il destinatario finale di queste leggi non è il singolo stato, ma sono gli stati dell'Unione Europea. E sempre di più entreremo poi in una situazione in cui queste norme dovranno andare a incastrarsi con norme internazionali. Quindi si pone poi veramente il problema di dover creare un coordinamento, no, delle, degli insiemi, delle zone di comunicazione dove appunto andare a normare, a creare istituti che facciano un po' da collante. È una cosa molto complicata, ci aspettano tempi difficili, ci aspettano tempi molto difficili. E poi ci dice, beh, un altro vunus è bilanciamento con altri diritti. Il testo non sembra affrontare in modo approfondito il delicato bilanciamento fra utilizzo dell'intelligenza artificiale e tutela di altri diritti fondamentali come privacy, non discriminazione e libertà individuali. Infatti, se non sbaglio, al discorso privacy dedicano poco, dedicano poco perché l'articolo 4 dà qualche piccolo brevecenno, i famosi brevicenni, dice poco, addirittura ma veramente pochissimo, mi pare che ci sia una frase, ecco, principio generale ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione, applicazione, utilizzo di sistemi, eccetera eccetera, avvengono nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà previste dalla Costituzione. Grazie, aggiungerei, ci mancherebbe. E continuano: del diritto dell'Unione Europea e dei principi di trasparenza, proporzionalità, sicurezza, protezione dei dati. Eccolo, non citano privacy, io l'avrei inserito, privacy, perché Chi mi segue sa che sono due cose diverse. La privacy e la protezione dei dati. La privacy è più un qualcosa, è il famoso right to be let alone, no? Il famoso diritto di essere lasciati soli, cioè il diritto ad avere quell'intimità da tapparella chiusa, da chiudersi in casa e poter dire: oggi mi rilasso, sto qui, non voglio essere visto, sentito, non voglio parlare con nessuno, sto nella mia privacy, un concetto molto simile, ecco, per fare un paragone a quello di proprietà privata, no? Più o meno il terreno di fondo, il pavimento è sempre lo stesso. La protezione dei dati è una cosa diversa, è la privacy dinamica, la privacy che esce di casa, che va online, che va in giro per il mondo, che viaggia. Quindi è più una protezione della circolazione di quei dati. No, che appartengono agli individui. Quindi è una cosa molto diversa. Io avrei aggiunto anche la parolina privacy. Ecco, ad essere precisi, includono la riservatezza, includono il principio di accuratezza, non discriminazione, parità dei sessi e sostenibilità. In questo primo comma dell'articolo 3 buttano dentro un po' tutto, probabilmente un po' la fretta di arrivare a questo DDL che era promesso, era stato già promesso un mese fa, quindi arriva con una trentina di giorni di ritardo. E beh, adesso non voglio essere estrema, ma è giusto per scrivere qualcosa, ecco, sul presupposto che poi verrà ampliato, certamente, c'è necessità di farlo. Poi, principi in materia di protezione dei dati, viene fatto un generico richiamo al rispetto della GDPR, ma non vengono forniti indirizzi specifici su come applicare concretamente i principi. E ce ne sono di principi, c'è la privacy by design, c'è la DPIA, C'è il principio di accountability, c'è la minimizzazione, senza contare della cyber security, del principio dell'integrità dei dati. Qualcosa viene detto in fondo sulla sicurezza e cyber security, vediamo se lo troviamo al volo perché voglio farvi vedere. Guardate un po' quanta roba mettono dentro: attività giudiziaria, procedura civile, pubblica amministrativa, di tutto. Però capite bene anche voi che non posso andare a normare all'interno di 3 commi oltretutto di un articolo un'intera disciplina, un intero insieme, no, di problematiche. È giusto per fare un cenno. Ecco, sulla cybersecurity l'articolo 16 richiama ad altre norme che richiamano ad altre norme, ma di sicuro c'è la promozione di ogni iniziativa anche in forma di partenariato pubblico privato, i famosi project financing, volti a valorizzare l'intelligenza artificiale come risorsa per rafforzare la cybersecurity.. E poi ovviamente tutta una serie di raccomandazioni, adesso non stiamo ad analizzarle tutte perché non vorrei che questo video diventasse veramente troppo lungo. Poi ecco un tema abbastanza delicato: i dati particolari. I dati particolari sono i vecchi dati sensibili. Sapete che dal 2018 con l'introduzione del regolamento europeo del GDPR hanno cambiato nome, li hanno chiamati dati particolari, non più dati sensibili come si faceva una volta quando si pensava a quello che andava a il dottore sul certificato, sulla ricetta, sulla cartella sanitaria e quant'altro, oggi i dati sensibili sono diventati dati particolari. Perché questo? Perché particolare, ecco, è la modalità di trattamento che li caratterizza, quindi hanno cambiato un po' nome. Claude ci dice: non vi sono indicazioni chiare su come gestire il trattamento di dati sensibili o categorie particolari di dati. Beh, certo, perché anche questo è abbastanza complicato da andare a contenere in 15 pagine. Diritti degli interessati, anche qui mancano disposizioni su come garantire l'effettivo esercizio dei diritti. Quindi mi sta dicendo, caro governo, che cos'è un sistema di intelligenza artificiale, che cos'è un dato, oltretutto dando una definizione che non è proprio, ecco, se vogliamo dire, super precisa. Molto generalista anche qui. Io forse un piccolo cenno al GDPR l'avrei fatto, sarei andata a prendere quelle definizioni contenute nell'articolo 4, che c'è un bell'elenco, qualcosina avrei inserito. Però va bene, definizioni fa un po' ridere. Adesso faccio questa annotazione: uno immagina, no, disegno di legge sull'intelligenza artificiale, definizioni, ci sarà il mare magnum di cose. Invece vedo 3 voci. Ecco un po' la cartina di tornasole di quello che vi dicevo all'inizio. Governance e ruoli andrebbero definiti meglio ruoli, responsabilità e meccanismi. Vabbè, va bene, va bene, va bene. Ci ha dato questa prima lettura ed effettivamente io concordo con lui. Adesso glielo diciamo: sono d'accordo con te. Diamogli man forte, no? Perché dobbiamo abituarci a parlare con queste intelligenze artificiali un po' perché apprendono anche il nostro modus ragionandi e un po' perché sviluppano questa capacità di dialogo che è molto interessante. Eh, però, allora, guardate che risposta: sono lieto che condivida— continua a darmi del Lei, eh, molto rispetto, devo ammetterlo— sono lieto che condivida la mia valutazione sull'esigenza di approfondimenti e maggiori dettagli nel disegno di legge in esame, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti legati a protezione dei dati. E privacy. Una normativa sull'intelligenza artificiale, per essere davvero efficace e tutelante, guardate un po' che cosa ci sta dicendo, eh: non può limitarsi a enunciare principi generali, ma deve necessariamente calare sul piano operativo e chiarire norme, obblighi e meccanismi specifici per garantire rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati e della progettazione di sistemi di IA. Questo potremmo prenderlo, queste 4 righe, e farle, renderle il titolo di un webinar su questo tema, no? Pazzesco, pazzesco! Ci dice l'intelligenza artificiale, ci dice: attenti esseri umani, perché per creare una normativa efficace e tutelante non potete limitarvi a dare 4 definizioni. Ok, ma dovete calarvi sul piano operativo e chiarire norme, obblighi, meccanismi, eccetera eccetera eccetera. Alcuni aspetti chiave andranno regolamentati, sono criteri, va bene. Continua a citare la privacy, ma perché continua a citare la privacy? Un po' perché io all'inizio gli ho dato un'imbeccata, no? Gli ho detto: io sono un avvocato esperto in privacy e protezione dei dati. Probabilmente se gli avessi detto: sono un avvocato esperto in diritto d'autore protezione della proprietà intellettuale e quant'altro, avrebbe fatto leva su altre problematiche. Però la mia chiave di lettura è questa e quindi io volevo che si soffermasse su queste cose qua. Poi obblighi di condurre delle DPIA, delle valutazioni di impatto, per sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio. Questa fra l'altro è stata una definizione oggetto della seconda versione del regolamento, perché c'è stata una prima versione rilasciata il 13 di marzo, che è quella che abbiamo commentato in uno dei video, se non erro. Poi c'è stato il corrigendum che è uscito poco tempo fa, al quale ho dedicato una rubrica sul canale Omnia Visti di Simone Chiarelli, una delle ultime, se non vado errata, la numero 8 o la numero 9, dove abbiamo fatto un piccolo commento del corrigendum all'AI Act, perché hanno proprio modificato, anzi modificato, modificato è un parolone, hanno rifinito, livellato un po' la definizione di intelligenza artificiale ad alto rischio, hanno corretto qualche errorino presente qua e là e via dicendo. Poi mancano le regole per il trattamento dei dati sensibili, mancano le modalità per rendere effettivi i diritti, mancano le misure di sicurezza, mancano ruoli, responsabilità, eccetera eccetera eccetera. Ok, va bene Claude, va bene. Vediamo, andiamo avanti. Voglio provocarti un po'. Allora, qui c'è una parolina che a me piace molto, mi stuzzica parecchio perché è molto importante. Io quando parto e faccio analisi di questi testi, prima di calarmi nel dettaglio, andare a sciorinare articoli, definizioni, parolone per far vedere chissà che cosa, approccio che a me non piace affatto perché io sono per la semplificazione, creazione, non per la complicazione delle leggi. A me queste paroline piacciono particolarmente perché se io vado ad identificare, ad individuare all'interno di leggi delle parole chiave che mi danno un po' la chiave di lettura di tutta la norma, ho fatto bingo. Ho fatto bingo perché ho capito qual è il pavimento sul quale quella norma è costruita, ho capito sostanzialmente qual è la filosofia di fondo, perché quella norma è stata scritta e quindi ho una chiave interpretativa formidabile perché sono in grado quando vado a leggere poi tutti gli articoli, le definizioni, i principi, gli istituti e quant'altro di avere la, come dire, quella chiave interpretativa, quella chiave di lettura corretta per poter capire le scelte che sono state fatte dal legislatore. Quando si parla, no, di normative che sono la presa d'atto di regolamenti europei, questo è importantissimo. E vale sia per chi queste norme le va a leggere la prima volta, le va a capire, ma vale soprattutto per chi le studia. Quando vi fanno una domanda esami, concorsi e via dicendo su una determinata norma, non partite spediti dicendo: "Ah, l'articolo 1 tratta eccetera eccetera". Partite dal principio, andate a fare questa analisi delle parole che più si ripetono nel testo. Potete farlo anche utilizzando l'intelligenza artificiale che vi può dare una mano in questo. E identificate quella parola e partite dallo studio di quella parola perché vi aiuta. Adesso vi mostro un esempio di questa cosa. Allora, Non a caso, Capo 1, Articolo 1, Finalità e ambito di applicazione. Quando si inizia a studiare una norma, finalità e ambito di applicazione è la cosa principale che devo andare a guardare, la prima cosa che devo andare a guardare. La presente legge reca principi in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione, applicazione dei sistemi e modelli di intelligenza artificiale. Quindi dalla A alla Z, dall'idea al prodotto. Promuove un utilizzo corretto, trasparente e responsabile in una dimensione antropocentrica dell'intelligenza artificiale, volto a cogliere le opportunità. Allora, questa parola è strepitosa: dimensione antropocentrica, richiamata fra l'altro anche all'interno del regolamento sull'intelligenza artificiale. Vediamo che cosa ne pensa Claude questa parola. Allora, diciamogli qualcosa: ho notato che all'articolo 1 si usa il termine antropocentrico. La trovo molto interessante come cosa. Che cosa ne pensi? Non abbiate paura quando scrivete un prompt di essere troppo aderenti ai framework, alle regole e quant'altro, perché se è vero che ci sono delle modalità per scrivere un prompt, è anche vero che questi modelli sono stati addestrati utilizzando i dati soprattutto presi e prelevati dall'internet, no, dai social e quant'altro. Quindi sono molto abituati a questa modalità di interazione, come dire, terra terra, umile, no, quasi come se parlassi con un mio amico di fatto. Quindi non c'è problema, infatti mi ha risposto. L'utilizzo del termine antropocentrico all'articolo 1 E effettivamente un aspetto interessante, degno di riflessione. Con questo termine si vuole evidenziare un approccio in cui l'essere umano rimane al centro, mantenendo un ruolo prioritario di controllo sui sistemi dell'intelligenza artificiale. Guardate che bella definizione che mi ha dato di dimensione antropocentrica: mantenere l'essere umano al centro. Al centro nel senso che l'uomo deve avere un ruolo prioritario di controllo sull'intelligenza artificiale. Questo è molto importante. Mi rivolgo soprattutto a tutte quelle persone che subiscono queste tecnologie perché non le conoscono di fatto, no? La colpa non è di queste persone, la colpa è di chi probabilmente sta agli apici, no, dei governi, delle istituzioni, non è in grado di dare delle spiegazioni, di facilitare. Molto spesso si tende sempre un po' a complicare, a spaventare, no, ad allarmare, quando basterebbe banalmente spiegare alle persone che ci sono certamente dei risvolti negativi, ma come in tutto, anche l'utilizzo di uno smartphone può essere pericoloso se ci pensiamo bene, ma ci sono indubbiamente degli aspetti super positivi. E si parla poco di quelli che possono essere gli aspetti positivi dell'intelligenza artificiale. L'antropocentrismo implica che l'intelligenza artificiale debba essere sviluppata e utilizzata in modo tale da non sostituire completamente l'intelligenza e le capacità umane, ma piuttosto integrarle, potenziarle. Questo principio può essere visto in una luce positiva in quanto mira a evitare un'eccessiva disumanizzazione e preservare la centralità e il valore intrinseco della persona. Aspetti cruciali come libero arbitrio, autonomia decisionale, emozioni ed etica dovrebbero rimanere una prerogativa umana. Allo stesso tempo, un approccio troppo rigidamente antropocentrico potrebbe frenare l'innovazione e lo sviluppo, limitandone le enormi potenzialità in termini di efficienza, analisi di dati, automazione e processi. Cioè, vi rendete conto di quello che ci sta dicendo? Cioè, Ci sta dicendo l'approccio antropocentrico importantissimo, perché se io metto tutto in pasto all'intelligenza artificiale, la subirò inevitabilmente. Ma è anche vero il contrario, perché un approccio rigidamente antropocentrico è controproducente, perché frena lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, frena quel dinamismo, frena quell'autogenerazione frena quell'evoluzione. E quindi di fatto la potenzialità di questi strumenti è un po' come se fosse zoppa, no, come se gli amputassimo una gamba. Aggiunge: una regolamentazione equilibrata dovrebbe coniugare valorizzazione delle capacità umane con lo sfruttamento delle opportunità offerte dall'intelligenza artificiale, individuando ambiti e limiti in cui le macchine possono operare in autonomia o supportare, integrare le decisioni umane. L'antropocentrismo può rappresentare un principio guida utile, ma andrebbe declinato con la dovuta flessibilità per non ostacolare indebitamente il progresso tecnologico, garantendo al contempo adeguate tutele etiche e valoriali. Stupenda questa definizione di visione antropocentrica! Sarebbe veramente da— non escludo che non lo faccia— prendere e sviluppare un qualcosa, no, su questa bellissima definizione veramente molto, molto bella. Ecco la differenza rispetto a ChatGPT, no? Notate anche voi che c'è una nota un pochino più emotiva dietro. Veramente la sensazione, la percezione che ho io è quella di parlare con un collega, con un amico, con una persona, no, con la quale davanti ad un caffè faccio due chiacchiere dicendogli: ah, è uscito il regolamento sul disegno di legge sull'intelligenza artificiale, cosa te ne pare? Lui mi dà questa risposta: molto verosimile, molto molto molto verosimile. Bene, proviamo ad andare avanti, vediamo un po'. Allora, finalità e ambito, qualche qualcosa sulla definizione abbiamo visto. Poi il DDL prosegue coi principi generali, va benissimo. Cenno a cyber security al fine di garantire rispetto dei diritti e dei principi. Deve essere— intelligenza artificiale deve essere assicurata la cybersicurezza lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi, un approccio proporzionale basato sul rischio, nonché adozioni di specifici protocolli di sicurezza. Però vedete che in effetti Claudio ha ragione, sono molto generiche queste disposizioni. È un'assicurazione, una copertura di Linux poi di fatto, ma non contiene delle specifiche disposizioni che probabilmente dovremo andare a ritrovare all'interno di normative convergenti. Quando si parla di approccio basato sul rischio mi viene in mente il GDPR, proprio la prima normativa su tutte, anche per quanto riguarda cyberresilienza e quant'altro. Poi gli articoli 5, 6, l'articolo 6 non sto neanche a commentarvelo, guardate un po' che cozzaglia di norme, cioè una norma che richiama altre norme che richiamano altre norme. Non so veramente quanto poi valesse anche la pena inserirla una cosa del genere. Poi capo 3, disposizioni di settore, e inizia un po' a parlare di vari ambiti e cita uso dell'intelligenza artificiale in ambito sanitario e di disabilità, un tema importantissimo. Ovviamente non può che dedicare più di 6 commi che è un tema molto ampio. Ambito sanitario, mettono di tutto, eh. Sorveglianza nel settore sanitario e governo della sanità digitale, dedicano 3 articoli alla sanità. Poi c'è il diritto del lavoro, articolo 10, disposizioni sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale in materia di diritto del lavoro. Poi c'è ancora articolo 11, ci dicono che hanno istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l'Osservatorio sulle azioni sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Importantissimo, perché vi dico questa: di recente sono stata ad un convegno a Padova organizzato da una società che si occupa proprio di fare formazione per le ristorazioni, i ristoranti, quindi tutto l'ambito ristorazione, e ho assistito ad un bellissimo intervento fatto sul tema dell'intelligenza artificiale utilizzata da ristoranti, pizzerie e quant'altro. E ho scoperto, perché non lo sapevo, l'ho preso io per prima, esistono delle intelligenze artificiali ancora in uso, probabilmente non in Italia ma all'estero certamente, che sono in grado, tramite ovviamente telecamere installate nei locali, sono in grado di andare a a carpire dall'espressione facciale di una persona che sta mangiando una fetta di pizza se quella pizza è buona, se poteva essere migliorata, probabilmente se tornerà a mangiare la pizza nello stesso posto, nella stessa pizzeria, se è rimasto soddisfatto, se non è soddisfatto. Ecco, siamo a questi livelli. Quindi, in ambito del diritto del lavoro, anche la possibilità di andare a fare un monitoring del lavoratore, sapere effettivamente se sorride, no? Quante volte a me capitava quando ho fatto la gavetta prima di diventare avvocato, io ho fatto tanti anni, ho lavorato tanti anni nei bar, facevo la barista, e la prima cosa che ci dicevano era sorridete, sorridete, sorridete. Ma vale per tutti, no? Chi stava alla cassa, i parrucchieri, i camerieri, la prima regola sorridere. Ecco, quindi tramite questi strumenti un datore di lavoro oggi potrebbe effettivamente vedere quante volte un lavoratore ha sorriso, quante volte non lo ha fatto e quindi le conseguenze vi lascio immaginare quali potrebbero essere. Quindi in ambito diritto del lavoro, mondo del lavoro, molto importante, sarà molto importante andare a normare, a prevedere. Poi ovviamente c'è professioni intellettuali, prevalenza del lavoro intellettuale, qui danno delle dicono delle cose abbastanza ovvie, no? Per esempio, l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è consentito esclusivamente per esercitare attività strumentali e di supporto con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d'opera. Come fare poi a capire come definire la prevalenza? Non è dato saperlo. Buco nero, non si sa ancora come si farà. Pubblica amministrazione, L'utilizzo dell'intelligenza artificiale avviene in funzione strumentale di supporto all'attività provvedimentale, nel rispetto dell'autonomia e del potere decisionale della persona che resta l'unica responsabile dei provvedimenti e dei procedimenti in cui sia stata utilizzata l'intelligenza artificiale. Ad oggi potremmo utilizzare, e qualcuno lo fa già, nelle pubbliche amministrazioni, per esempio ChatGPT per fare un atto amministrativo, per fare una determina, per fare una delibera, perché no, ci può aiutare. Ecco, qui ci dice questa norma in brevissime righe, in brevissime, proprio dedicando proprio un articolo alla pubblica amministrazione: va tutto bene, va bene quell'utilizzo, ma deve essere strumentale. E comunque la responsabilità ultima decisionale e quant'altro rimane su chi poi quel provvedimento lo va ad emanare, lo firma, ok? Quindi è molto importante. Poi c'è ancora discorso intelligenza artificiale nell'attività giudiziaria. Qui sorvoliamo perché ce ne sarebbe veramente da dire, no? Le polemiche sui giudici che vengono sostituiti dalle macchine e quant'altro. Però hanno deciso di mettere due righe anche su questo. Qualche modifica al codice di procedura civile. Parlano ancora di Cyber Security Nazionale, poi il capo 3 dedicato a strategia nazionale, autorità nazionale e promozioni. Allora, questo è interessante, l'articolo 18, cosa fanno? Al fine di garantire l'applicazione e l'attuazione della normativa nazionale hanno identificato come istituzioni di supporto per tutto quello che riguarda il mondo dell'intelligenza artificiale in Italia, l'Agenzia per l'Italia Digitale, l'AGID, e l'Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale, la CN, sono le autorità nazionali per l'intelligenza artificiale. Anche qui sorvoliamo sulla polemica del parere del Garante per la Protezione dei Dati, il ruolo che avrebbe potuto avere. Sapete che il Garante qualche tempo fa spese qualche parola, no, su questa, su questo suo ruolo in ambito intelligenza artificiale, quale sarebbe potuto essere, no. Ne ho parlato anche qui in qualche video rubrica sul canale di Simone Chiarelli. Beh, alla fine hanno optato per AGID e ACN, e in particolare l'AGID responsabile di promuovere innovazione e sviluppo dell'intelligenza artificiale, Quindi tutta l'attività che riguarda, non so, l'emanazione di orientamenti, linee guida, pareristica, notifica, valutazione, accreditamento, monitoraggio e quant'altro. ACN, proprio per la sua natura, concedetemi questa parola, un pochino più tecnica, tutela della cybersicurezza e quindi vigilanza, attività ispettive sanzionatorie e quant'altro. Allora, torniamo qui a Claude, vediamo che cosa ci dice su queste due cose. Allora, chiediamogli: come la vedi? Anzi, come vedi il ruolo dato a Agid e ACN? Sa di cosa sto parlando, non c'è bisogno che sto a specificare l'acronimo perché avendogli caricato il PDF legge, sa. Infatti di fatto me lo dice lui, no? Ero assegnato ad AGIT e ad ACN, Comunità Nazionali, appare ragionevole, appare ragionevole sfruttando le competenze già presenti in questi enti. AGIT potrebbe effettivamente ricoprire un ruolo di promozione dell'innovazione e dello sviluppo. Anche regolamentando procedure di conformità e monitoraggio. Questo rientra nelle sue attuali funzioni di indirizzo in materia di digitalizzazione. Per ACN appare logico il compito di vigilanza e controllo, soprattutto per gli aspetti legati alla cybersicurezza, che già rientrano nel suo mandato istituzionale. Questo doppio binario di competenze potrebbe— qui ci dà, prima ci dà una lettura in chiave i pro, poi ci dice i contro. Ecco il brainstorming reale e il plus rispetto forse a ChatGPT, che è un pochino più tante parole, poco contenuto. Questo doppio binario di competenze potrebbe però creare delle sovrapposizioni o conflitti di attribuzione che andranno risolti con una chiara ripartizione dei ruoli. Ad esempio, guardate qui, guardate qui questa frase: degli aspetti di conformità privacy Rimane da chiarire come si coordinerà l'attività di queste due autorità con quella del Garante Privacy. Un ulteriore elemento da valutare è se agiti ACN abbiano sufficienti risorse economiche, competenze tecniche specialistiche, capacità regolamentari sanzionatorie per svolgere a pieno questi nuovi compiti. Potrebbe essere necessario un adeguato rafforzamento organizzativo. In ogni caso La previsione di un comitato di coordinamento aiuterà a gestire problemi di sovrapposizione o vuoti normativi. Nel complesso, la scelta di puntare appare razionale, ma andrà accompagnata da una disciplina chiara di ripartizione di funzioni, risorse e meccanismi di coordinamento. Tiè, aggiungerei, scusate se è poco, ha dato una risposta super completa. Super corretta, perimetrata, no? Ci ha dato il pro e il contro senza sbilanciarsi. Proviamo, torniamo un attimo qui. Fra l'altro mi sono appena resa conto, guardate un po', devi aspettare le 7 prima di continuare a parlare con Claude, perché la versione free ha questo limite di input. Peccato, perché io avrei continuato a provocarlo. Volevo chiedergli A questo punto, visto che ha citato il Garante Privacy, che cosa ne pensa, no, di questa scelta? Se non sarebbe stato forse meglio optare per l'Autorità Garante? Ma spostiamoci un attimo, vediamo se si sblocca, visto che mi parla delle 7 e manca una manciata di minuti, vediamo un po' se si sblocca. Intanto, quindi quelle sono le due autorità. Articolo 19, va bene, cooperazione internazionale, misure di sostegno ai giovani e allo sport, questa è una articolo molto importante, l'articolo 20. L'articolo— cioè, sono aggiunte, qui prendono delle leggi e sostanzialmente fanno delle integrazioni. Adesso, di fatto, sono sincera, ignoro anch'io il contenuto di tutte queste norme, dovrei andare a ripescarmele per vedere un attimo gli innesti. Però queste sono comunque tutte misure finalizzate soprattutto alle alle scuole, alla didattica. In ogni caso, ecco, comma 3: lo Stato favorisce l'accessibilità ai sistemi di intelligenza artificiale per il miglioramento del benessere psicofisico attraverso l'attività sportiva, ed anche ai fini di uno sviluppo di soluzioni innovative finalizzate a una maggiore inclusione in ambito sportivo delle persone con disabilità. Molto bella questa, questa cosa che hanno voluto dedicare. Articolo 21: investimenti nei settori di intelligenza artificiale, cybersicurezza e calcolo quantistico. Vi ricordo che siamo nel capo che è dedicato alle misure strategia nazionale, quindi qua c'è scritto quello che vanno a fare, quello che andranno a fare nei prossimi 12 mesi, e si impegnano a fare questo, no? Poi vediamo un po', mi sono persa. Ecco qua, giovani e sport, settore intelligente, cyber security. Quindi ci saranno investimenti in questo settore, non stiamo a entrare troppo nel dettaglio. Ecco, ecco, questo è interessante. Articolo 22: deleghe al governo in materia intelligenza artificiale. Il governo è delegato ad adottare entro 12 mesi, lo dicono, eh, 12 mesi. Verifichiamo, facciamo stile Striscia la Notizia, ci mettiamo il fiocchetto al dito e verifichiamo se fra un anno la situazione è cambiata oppure no. Dalla data in vigore della presente legge, acquisito il parere delle commissioni parlamentari, del Garante per la Protezione dei Dati, che cosa succederà? Andranno ad emanare uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento del Parlamento Europeo, approvato, come vi dicevo all'inizio, nella seduta del 13 marzo. Nell'esercizio della delega, il governo si attiene, oltre che ai principi e criteri, va bene, ai seguenti principi. Allora, designazione di un'autorità di vigilanza del mercato, di un'autorità di notifica, nonché di un punto di contatto con le istituzioni dell'Unione Europea. Prevedono di fare percorsi di alfabetizzazione e formazione soprattutto per quanto riguarda professionisti e operatori dello specifico settore. Staremo a vedere se questo è vero, verrà fatto. Potenziamento all'interno delle scuole di competenze scientifiche in questi ambiti, potenziamento dei corsi universitari, valorizzazione, ecco, delle attività di ricerca e di trasferimento tecnologico in materia di intelligenza artificiale svolte da università istituzioni e quant'altro. Quindi gli impegni sono tanti. Interventi anche dal punto di vista delle leggi, quindi legislativi. Previsione di strumenti in ambito civile, amministrativo, penale, quindi reati sostanzialmente, finalizzati a inibire diffusione, a rimuovere contenuti generati illecitamente anche con sistemi di intelligenza artificiale. Introduzione di nuove fattispecie di reato, introduzione di circostanze aggravanti. Questo che cosa vuol dire? Che uno, introdurranno nuovi reati commessi, no, comportamenti, attività commesse con l'intelligenza artificiale oppure grazie all'intelligenza artificiale, e introdurranno una circostanza aggravante, cioè i reati attualmente positivizzati, scritti all'interno del codice penale, alcuni di questi reati, se commessi con l'aiuto dell'intelligenza artificiale o per il tramite dell'intelligenza artificiale, avranno una circostanza aggravante. Quindi se il reato standard prevede una pena di, faccio un esempio, 4 anni, commesso con l'intelligenza artificiale avrà un aggravante, quindi la pena sarà di 8, 9 anni, 6 anni. Quindi terranno conto anche di questo. E qui infatti poi ci sono anche disposizioni in materia di diritto d'autore. E questo è molto importante perché si va a inserire all'interno, eccola qua, articolo 24, citato più volte anche nell'intervista video a lattere del Consiglio dei Ministri, tutela del diritto d'autore alla legge del diritto d'autore, la 633 del '41, Dopo le parole "opere dell'ingegno" è aggiunta la parola "umano" e dopo le parole "forma di espressione" sono aggiunte le parole "anche laddove create con l'ausilio di strumenti intelligenza artificiale, purché il contributo umano sia creativo, rilevante, dimostrabile". Quindi c'è tutela del diritto d'autore, c'è copertura del diritto d'autore autore e di tutta la normativa che si porta appresso, la legge, anche per quelle forme di espressione, opere dell'ingegno umane— hanno aggiunto la parola proprio per sottolineare il fatto che è l'essere umano che le va a formulare— anche se create con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, purché il contributo umano sia maggiore. Poi anche qui bisognerebbe capire come dimostrarlo. Finiscono con qualche aggiunta al codice penale, modifiche ai reati presenti e quant'altro. 26 articoletti. Questo è il DDL ad oggi sull'intelligenza artificiale. 15 paginette che veramente è uno schema, ma schema schema. Abbiamo visto che con Claude l'attività di brainstorming può essere migliore rispetto a quella fatta con l'utilizzo di altre intelligenze artificiali come ChatGPT. E quindi vi invito a fare questa prova e a continuare l'attività di brainstorming. Chiedetegli, fate quello che ho fatto io, chiedetegli che cosa ne pensa di questa scelta e se non sarebbe stato forse più opportuno andare a istituire, prevedere proprio un ruolo un pochino più partecipato, verticale, dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali in ambito intelligence artificiale. Chissà che cosa ne pensa. Magari riprenderemo questa chiacchierata, faremo la parte 2 e vedremo un po' le sue valutazioni in merito a questa norma. Sarebbe molto interessante capire anche cosa ne pensa di questa legge in virtù di disposizioni che potrebbero essere state già adottate in altri quindi all'infuori dell'Italia, pro, contro, differenze e quant'altro.
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