Ecco perchè Apple Intelligence non Arriverà in Europa | Spiegazione del Digital Markets Act (DMA)

Lawyer Giovanna Panucci explains why Apple Intelligence won't launch in Europe until at least 2025 due to the EU's Digital Markets Act. Apple risks violating three key DMA rules: forcing interoperability with non-Apple devices, preventing it from favoring its own services, and requiring it to show users cheaper alternatives elsewhere.
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Benvenuti in questo nuovo video. Oggi parliamo di un argomento super interessante ma anche super complicato, ovvero la cara e vecchia Apple dovrà scendere a compromessi se vuole arrivare almeno nel 2025 a lanciare la sua Apple Intelligence. Oggi faremo una panoramica normativa e vedremo quali sono gli articoli del Digital Market Act che vengono violati potenzialmente da Apple. Il motivo per cui Tim Cook recentemente ha rilasciato un'intervista dicendo: cari signori, probabilmente, anzi quasi certamente, a ottobre Apple Intelligence non sarà nei nuovi dispositivi, nei nuovi iPhone 16, ma dovremo aspettare. Allora, questa è la notizia che è comparsa un po' in rete. Anzi, questo a dire il vero è il sito del Garante della Protezione dei Dati Personali, quindi Garante italiano, il quale annuncia questa articolo che è uscito il 28 giugno 2024 sull'Espresso, quindi la notizia è veramente dell'altro ieri, dove ci dice Apple Intelligence: l'Europa può attendere intervista a Guido Scorza, che è uno dei componenti dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, che ricordo sempre non è una persona singola ma è un'autorità composta da più membri. Chiaramente c'è un suo presidente e poi c'è questo tridente di persone che operativamente si occupano di determinati temi. Guido Scorza è proprio il componente dell'Autorità Garante che si occupa di questi temi più innovativi: social, intelligenza artificiale e in generale nuove tecnologie. Ma qual è il problema? Allora, stanno spuntando come funghi articoli di questo tipo. Il 10 giugno, mi pare, se avete seguito, Tim Cook ha lanciato, quindi c'è stata la presentazione ufficiale della nuova intelligenza artificiale di Apple. C'erano stati un po' di contenti, perché nei mesi scorsi Samsung ha spinto la sua Galaxy AI, è uscita su tutti i nuovi smartphone, quindi la capacità dell'intelligenza artificiale all'interno degli smartphone di Samsung di fare determinate cose con un effetto wow più o meno potenziato. Apple in tutto questo effettivamente sparita, cioè non si sapeva nulla di nulla, tant'è vero che i fan erano un po' delusi perché effettivamente ci si aspettava il grande lancio. Grande lancio che effettivamente è arrivato 10 giugno con il lancio di Apple Intelligence e tante altre novità. Ma sul che cosa farà Apple Intelligence e cosa potenzialmente potrà fare, andatevi a guardare i canali ufficiali, perché questo video io volevo dedicarlo a spiegarvi il perché poi qualche giorno dopo, mi pare attorno al 20-22 giugno, Tim Cook ha rilasciato una dichiarazione abbastanza sconcertante, che credo che sia poi fra l'altro riportata in questo articolo. Articolo che stavo leggendo questa mattina. Vediamo se la trovo. Eccola qua. Siamo preoccupati riguardo ai requisiti di interoperabilità, soprattutto per quanto riguarda la privacy e la sicurezza dei nostri utenti. E quindi Apple non porterà l'intelligenza artificiale e altre funzioni in Europa a causa di questa normativa, il Digital Market Act, che è una normativa sconosciuta sconosciuta di fatto ai non addetti ai lavori, perché in questi ultimi anni si è parlato tanto di GDPR, il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati, perché la questione della privacy è stata al centro di vari tavoli, di vari dibattiti e discussioni. Si è parlato tanto negli ultimi mesi, nelle ultime settimane, di AI Act, il regolamento sull'intelligenza artificiale fresco di penna dell'Unione Europea, ma visto di NMEA non si è parlato per niente. Niente, quindi oggi quello che volevo fare con voi è capire quali sono gli articoli di questa norma che sono stati potenzialmente violati e il perché Apple sarà costretta ad un adeguamento, punto di domanda. Vedremo perché di fatto tecnicamente non sapremo quale sarà l'epilogo. La notizia certa è che ad oggi, ottobre, i nuovi iPhone non avranno l'intelligenza artificiale di Apple. Allora, per fare questo Voi sapete che io sono un amante delle mappe interattive, infografiche e quant'altro, e provo a semplificare i concetti giuridici per renderveli più digeribili, visto che già insomma sono norme complicate. Quindi cerchiamo di semplificarle. Allora, vi ho preparato, voglio farvela vedere interamente se ce la faccio. Eccola qua, questa, come possiamo chiamarla, mappa interattiva sulla mia lavagna di Canva, che poi vi condividerò e vi lascio il link sotto al video, così ve la potete studiare, stampare, analizzare, leggere, tutto il resto, che riguarda un po' questo caso Apple versus Digital Markets Act, DMA. Lo chiamerò DMA nel corso della diretta per evitare di, insomma, parlando veloce, di non riuscire a pronunciare correttamente il tutto. Quindi velocizziamo un po', rendiamo più fluida la diretta. Allora, come sempre, vorrei che voi capiste il contesto, perché ho visto tanti video in in queste settimane, mi sono fatta un po' di giri per capire che cosa si dice in rete e del perché Apple non lancerà la sua intelligenza artificiale in Europa per il momento. E devo dire che sono rimasta un po' delusa, perché molti video, soprattutto molte dirette live su Twitch, YouTube, eccetera, sono di persone che si lamentano dell'Unione Europea, questa Unione Europea vecchia, questa Unione Europea fatta di vecchi— così dicono questi video— vecchi parlamentari che non si innovano, che non legiferano correttamente. Che noia, noi vorremmo avere l'intelligenza artificiale sui nostri iPhone. Questo è un po' il messaggio. Allora, io ho pensato di fare un messaggio che va un po' controcorrente, che non vuol dire che bisogna farsi gli altarini dei parlamentari in Europa e metterseli vicino al comodino, ma semplicemente bisogna capire il perché di determinate scelte, perché bisogna sentire un po' tutte e due le campane. Se ho una conoscenza di quella che è la norma e la ratio di fondo, allora poi posso permettermi di avere un'opinione che però è totalizzante, non è influenzata da quello che ha detto il cugino dell'amico dell'America che è venuto in Italia e si lamenta che qua non c'è l'intelligenza artificiale. Questo, chiusa, è una piccola cosa che è uno sfogo che volevo fare perché ultimamente mi è dispiaciuto vedere questi messaggi lanciati in maniera sbagliata, ecco, diciamo così. Allora, Prima un po' di noia, un po' di noia perché voglio spiegarvi che cos'è questo DMA. Allora, vediamo gli estremi, conosciamo la legge, conosciamo la norma. Allora, titolo: Regolamento dell'Unione Europea del 2022, il numero 1925. Ogni testo normativo europeo ha un numerino che lo identifica. Prima si mette l'anno, 2022, l'entrata in vigore, e poi si mette il numero della legge. Ok, parla Unione Europea e Consiglio del 14 settembre 2022 relativo a mercati equi e contenibili nel settore digitale, che modifica precedenti leggi, ma qui non ci interessa. Quindi una norma che serve a rendere il mercato concorrenziale ed equo. Quindi la ratio è onorevole, non è un qualcosa da vedere come limitante, ok? Il motivo di fondo è un motivo valido, senza dubbio. Adesso lo vediamo. Data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che è un po' la vetrina delle leggi dell'Unione Europea, quella dove se finiscono le norme vuol dire che sono applicabili nei confronti di tutti: 12 ottobre 2022. Ufficiale entrata in vigore il 1° novembre. Dopodiché, dopodiché, questo non tutti lo sanno, c'è stato un momento in cui la Commissione Europea Si è presa del tempo per andare ad individuare quali grandi aziende mondiali, chiamiamole così per il momento, sono quelle che dovranno applicare con più attenzione il DMA. Ok, limitatevi a questo concetto, poi entreremo nel dettaglio. Le ha individuate, sono 6 o 7 aziende, adesso non ricordo, fra cui ovviamente c'è Apple, Samsung, Amazon, Google, Meta e via dicendo. E cosa ha fatto? Ha detto loro: carissimi grandi aziende, avete 6-7 mesi di tempo per adeguarvi o per iniziare ad adeguarvi alle normative del Digital Markets Act. Questi 6 mesi sono scaduti il 6 marzo 2024. Ecco perché oggi si parla così tanto di queste problematiche. Ve lo dico perché una delle tante domande che mi fanno è: ma come mai questo problema di Apple è venuto fuori nel 2024 se Apple Apple da anni notoriamente si vanta, ecco, perché è stato un vanto anche in termini di sicurezza, di un sistema chiuso, no? Notoriamente quello di Apple è un sistema chiuso. Il motivo è questo, perché dal 6 marzo 2024 queste aziende devono adeguarsi al DMA. Allora, andiamo un po' nel dettaglio. Abbiamo capito la norma, è una norma europea, c'è stato un periodo di transizione e da oggi è applicabile. Chi sono i soggetti che devono applicare le regole contenute all'interno del DMA? Allora, entriamo un po' nel terminologico. 3 tipologie di soggetti: i gatekeeper, quindi ce li ricordiamo con la letterina G per così nostra memoria, gli utenti commerciali e gli utenti finali, che adesso andiamo a vedere nel dettaglio. Allora, i gatekeeper, che sono le 6-7 grandi aziende fra cui Amazon, Apple e quant'altro, sono queste grandi aziende tecnologiche che forniscono servizi di piattaforma di base e hanno un controllo significativo sul mercato. Letteralmente gatekeeper vuol dire controllori all'ingresso, no? Talmente grandi, talmente potenti, talmente ricche che possono modificare le regole del mercato proprio perché hanno questi poteri, no? In termini economici e anche di competenza e di materiale, software e via dicendo. Qualche esempio: motori di ricerca come Google, eccetera, eccetera, social network, sistemi operativi, cloud computing, computing, piattaforme di messaggistica e store di applicazioni. E qui qualche esempio, quindi i gatekeeper principali, il gatekeeper principale oggetto della diretta di oggi è proprio Apple. Poi ci sono gli utenti commerciali che sono aziende, attenzione, o persone, individui che utilizzano i servizi di piattaforme di base, quindi dei gatekeeper, per offrire i propri prodotti e servizi ai consumatori. Dipendono chiaramente dai gatekeeper per raggiungere i loro clienti, perché se il gatekeeper di turno non mette a disposizione la piattaforma loro non possono interfacciarsi col mercato. Esempio: gli sviluppatori di app. Se io sono uno sviluppatore di applicazioni e non ho un App Store dove allocare la mia applicazione per farla acquistare, ecco che non posso venderla di fatto, no? E quindi dipendono dai gatekeeper. E poi ci sono gli utenti finali, che sono i consumatori, siamo noi in sostanza, che utilizziamo i servizi offerti dai gatekeeper o dagli utenti commerciali e acquistiamo i prodotti, usiamo le applicazioni, navighiamo sui social media e via dicendo. E quindi vedete gli esempi: consumatori di app, acquirenti online per quanto riguarda Amazon, per esempio, un utente finale è l'acquirente dello store, utenti di social media e via dicendo. Ecco, proprio per fare qualche esempio, qui di fianco vi ho messo un po' di casistica. Vediamo per esempio la prima, no? Scenario 1: pubblicazione di un'applicazione. Allora, chi è il gatekeeper in questo caso? Apple. Apple che gestisce l'Apple Store. Chi è l'utente commerciale? Lo sviluppatore indipendente che crea un'applicazione di gioco e la pubblica sull'App Store. L'Apple Store. Senza l'Apple Store l'utente non può avere quel tipo di platea potenzialmente acquirente. L'utilizzatore finale è la persona che scarica e gioca con l'app sul proprio iPhone. Quindi i ruoli sono chiari. Il DMA si applica ovviamente a tutti questi 3 soggetti. Ovviamente gli obblighi principali ricadono sui gatekeeper, su chi ha proprio il monopolio all'ingresso, no, per consentire agli utenti finali, gli utilizzatori, di poter scegliere in maniera libera e non vincolata sul mercato i servizi, le piattaforme e tutto il resto, quelle che sostanzialmente più gli aggradano, ecco, senza dover essere influenzati dal tipo di device, dal tipo di intelligenza artificiale e via dicendo. A beneficio di chi? Di tutti gli utenti commerciali. Quindi non ci deve essere una preferenza, ma il mercato deve essere aperto. Quindi qui vi ho messo la filosofia di fondo del DMA: regolare le attività dei gatekeeper, e adesso sappiamo chi sono questi gatekeeper, per garantire che gli utenti commerciali e gli utenti finali possano operare in un mercato digitale equo e competitivo. Quindi i gatekeeper sono grandi piattaforme che controllano l'accesso ai servizi digitali. Ora, capita la filosofia di fondo, entriamo un po' nel dettaglio della notizia. Giudizia. E io mi sono concentrata sul caso Apple perché è quello che è ovviamente in questi giorni è sulla bocca di tutti. Allora, c'è una parolina che dovete ricordare, fondamentale per capire il perché Apple bloccherà l'intelligenza artificiale in Europa, che è quella di interoperabilità. Qui vi ho messo una definizione che adesso vediamo insieme. È importante perché è il fulcro del DMA, no? Il DMA prevede, promuove e agevola l'interoperabilità, intesa proprio come la capacità di diversi sistemi, dispositivi o applicazioni di lavorare insieme in modo armonioso, scambiando e utilizzando dati senza problemi, indipendentemente dal produttore o del tipo di tecnologia utilizzata. Vi faccio un esempio, ok? Immaginate di voler costruire con dei mattoncini tipo Lego, una struttura, ok? Voi, l'interoperabilità vuol dire proprio avere la possibilità di utilizzare mattoncini di marche diverse e quindi non devo essere vincolato ad acquistare mattoncini Lego, no? Potrai acquistare, che ne so, mattoncini di vari produttori, anche non per forza così famosi. L'importante è che ogni mattoncino si incastri perfettamente con gli altri e mi faccia arrivare a creare la mia opera d'arte. Questo vuol dire essere interoperabili, poter dialogare con le varie applicazioni, sistemi e dispositivi. Chiaramente lato tecnico è un pochino più complicato. Allora, le 3 norme che secondo l'Unione Europea Apple va a violare sono proprio queste, ve le ho messe qua, le 3 regole. Notate che non vado a citare gli articoli perché non voglio complicare, non ci interessa sapere qual è la norma, ci interessa capire qual è la disposizione che viene violata, no? E sono 3 sostanzialmente, no? Allora, il gatekeeper, quindi Apple, Amazon, eccetera, secondo il DMA devono rispettare queste 3 regole. Prima: interoperabilità e accesso ai dati. I gatekeeper devono garantire interoperabilità dei loro servizi e facilitare l'accesso ai dati degli utenti commerciali. Quindi devono permettere che i loro servizi funzionino con quelli di altre piattaforme e fornire accesso a dati generati dagli utenti commerciali attraverso l'uso dei servizi della piattaforma. Vi ho messo un esempio, quindi non vi preoccupate. Esempio: uno sviluppatore crea un'app di fitness e la pubblica sull'App Store di Apple. Apple deve assicurarsi, secondo quello che prevede il DMA, dovrebbe assicurarsi che l'app di fitness possa comunicare e scambiare i dati con dispositivi e servizi non Apple. Ad esempio, se un utente ha un Garmin, l'app di fitness deve poter ricevere i dati e interagire con l'orologio. Quindi se io ho, per esempio, scarico un'applicazione per il monitoraggio dei passi, ok, quell'applicazione non posso visualizzarla solo tramite Apple Watch, solo perché è un'applicazione di Apple. Devo poterla leggere su un qualsiasi altro dispositivo, il Galaxy Watch, o altri che sono attualmente sul mercato. Quindi quell'applicazione deve funzionare con tutti i device, i software devono interagire, quindi questo vuol dire scambio di dati, scambio di infrastruttura tecnologica e via dicendo. Quindi l'interoperabilità è questo, no? Notoriamente Apple sappiamo che è un sistema chiuso, quindi garantire questa apertura per loro è problematico. Problematico per vari motivi. Punto 2: non favorire i propri servizi. I gatekeeper non devono favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti e quindi devono trattare tutti i servizi in modo equo e non dare priorità ai propri. Vediamo l'esempio: quando un utente cerca un'app per la navigazione su Apple Store, Apple Maps non dovrebbe essere posizionato in cima ai risultati, Semplicemente perché è l'app di Apple. Tutte le applicazioni di navigazione come Maps, Waze per esempio, un'altra, dovrebbero avere la stessa opportunità di apparire nei risultati di ricerca. Avete presente quando cercate, per chi ha un iPhone lo sa, qualche tempo fa se cercavo un'applicazione l'App Store mi dava una visualizzazione, come dire, in front page dell'applicazione consigliata, diciamo così, che guarda caso era sempre quella di Apple, e poi mi diceva altre applicazioni, come dire sì beh c'è anche altra roba, guardaci se vuoi, ma in pole position c'è questa di Apple. È chiaro che lì l'utente finale inconsapevole deve essere messo in condizioni di vederle tutte nella stessa posizione e quindi dovranno apparire tutte in ordine sparso senza questi privilegi. Punto 3: i gatekeeper devono consentire agli utenti commerciali di promuovere, offrire condizioni alternative piattaforme e quindi informare i consumatori di offerte disponibili su altre piattaforme e non essere limitati dai gatekeeper nel fare questo. Vediamo l'esempio: un negozio online che vende i suoi prodotti tramite un'app sull'App Store di Apple deve poter informare i suoi clienti che gli stessi prodotti sono disponibili a prezzi scontati sul sito web del negozio. L'app può includere notifiche o banner che dicono "Scopri i nostri sconti esclusivi sul sito web e quindi ci deve essere anche questa ovviamente garanzia di promozione, no? Devo io, gatekeeper, dare l'opportunità, ecco, di spingere anche le offerte alternative che non sono per forza le mie. La parte un po' più discussa è la prima, ovviamente, quella che riguarda Apple Intelligence ma in generale il sistema Apple perché non è poi solo una faccenda che riguarda l'Intelligence Artificiale di Apple. È un po' un qualcosa che a 360 gradi riguarda il Gatekeeper in generale, no? Proprio per i servizi offerti, la tipologia di sistema operativo e tutto il resto. Ora, cosa potrebbe violare Apple Intelligence? Io ho preso le regole del DMA e ho provato a fare degli esempi per capire che cosa potenzialmente potrebbe violare. Perché dico potenzialmente? Perché ancora Apple Intelligence è stata annunciata, non è stata rilasciata in Europa, quindi vedremo a settembre-ottobre che cosa succederà. Ad oggi probabilmente ci sarà un blocco, credo, perché dubito che in 2 mesi riusciranno ad adeguarsi. Vedremo se faranno un rilascio beta e si adegueranno poi oppure no, lo vedremo. Comunque, allora, per quanto riguarda l'interoperabilità e quindi la regolina, no, di garantire quell'apertura. Violazione di Apple. Allora, come fa Apple Intelligence a violare questa regola? Se Apple Intelligence non consente a un altro assistente vocale come Google Assistant di funzionare bene su iPhone, potrebbe non condividere inoltre i dati raccolti da Siri con gli sviluppatori di altre app. Scenario, entriamo nel pratico perché così capite bene bene la accenda. Allora, immagina, immaginate di avere un iPhone, no, e di voler usare non per forza Siri ma Google Assistant. Ok, se io dico "Hey Google, aggiungi un evento al mio calendario", se non ho garantita l'interoperabilità, Google Assistant non funziona, cioè mi dice "Non posso farlo sul tuo iPhone", no, perché non ho l'accesso ai dati del calendario e quant'altro. La soluzione allora quale potrebbe essere? Potrebbe essere, si è attivato il mio Google Assistant non a caso, la soluzione potrebbe essere Apple deve permettere a Google di accedere al calendario dall'iPhone e interagire proprio come farebbe Siri. Quindi quando io pronuncio questa frase che adesso non vado a dire, se no mi si attiva, aggiungere evento al mio calendario, lui può farlo facilmente. Quindi interoperabilità. Ad oggi per quanto riguarda Apple Intelligence si parla di un'intelligenza artificiale nativa di iPhone, quindi non appoggiata su iPhone, uso termini un po' tecnici per farvi capire, ma costruita, embedded, no, si direbbe in gergo, costruita proprio ingegnerizzata all'interno del sistema operativo di iPhone. E quindi qui varrebbe proprio farla entrare nelle dinamiche del sistema. Apple Intelligence dovrà se vorrà essere venduta nei device in Europa, dovrà garantire l'apertura anche ad altre applicazioni, ad altri modelli di intelligenza artificiale, non solo OpenAI, quindi solo ChatGPT, e dovrà essere più aperta, più interoperabile. Poi potrebbe violare anche la seconda regola e quindi potrebbe favorire— vediamo se riesco ad andare giù perché mi si è bloccato lo schermo— potrebbe non favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti. Quindi in che modo? Apple potrebbe configurare Siri per favorire risposte che promuovono i propri servizi come Apple Music o Apple TV rispetto ai propri concorrenti e quindi dare priorità a risultati o servizi Apple nelle sue risposte, riducendo la visibilità dei concorrenti. Andiamo a vedere subito l'esempio. Immaginiamo di avere un iPhone e usare Spotify per ascoltare musica, ma abbiamo anche Apple Music. Se io dico, ehi Siri, eccetera, riproduci una canzone su dei Beatles, Siri potrebbe automaticamente riprodurre la canzone usando Apple Music. Ma chi gliel'ha detto di aprire Apple Music? Io potrei preferire Spotify, no? Quindi potrei avere voglia di tenere Spotify come comunicazione predefinita per la musica e chiaramente devono comunicare, no? Io dovrò poter dire tramite Apple Intelligence, non so, in base ai miei gusti musicali, riproduci musica country, ok? Non dovrebbe aprirmi per forza Apple Music, dovrebbe lasciarmi scegliere come fa un po' Google. Non so se ci avete fatto caso, adesso quando aprite Chrome, perché anche Google è stato oggetto di queste disposizione da parte della Commissione Europea, quando aprite Chrome vi chiede quale modello, sistema di ricerca, sistema di ricerca in rete volete utilizzare, se Chrome, se quindi Google, se Bing, Yahoo, eccetera eccetera. Qui la stessa cosa, quindi la soluzione: Siri deve rispettare la preferenza di app, se ha impostato Spotify come app predefinita deve aprire Spotify e quindi deve utilizzare Spotify. Ricarichiamo la pagina perché mi si era bloccato. L'ultima regola che potrebbe violare Apple Intelligence: impedire agli sviluppatori di indicare che un servizio o un abbonamento può essere acquistato a un prezzo inferiore su altre piattaforme. Scenario: immaginiamo di avere un'applicazione di streaming musicale installata sul nostro iPhone che offre abbonamenti sia tramite Apple Store che tramite sito web. Quando chiediamo a Siri informazioni sull'abbonamento, Siri potrebbe non dirti che puoi ottenere l'abbonamento a un prezzo inferiore se vai, se passi dal sito web dell'azienda. Potrebbe dire: puoi abbonarti a quest'app tramite Apple Store. Soluzione: con le nuove regole del DMA Siri deve permettere all'app di streaming di informarti che puoi ottenere un abbonamento a un prezzo inferiore sul loro sito web. Quindi quando chiediamo a Siri dove abbonarci in maniera più concorrenziale, dovrebbe dire: puoi abbonarti o tramite Apple Store o tramite un altro sito che fra l'altro ha uno sconto. Cioè, capite come è aperto, diventerebbe aperto il sistema. Ora, per chiudere, ci sono a mio parere varie problematiche. Una non scontata è in termini di sicurezza. Sicurezza. Una delle motivazioni che utilizza Apple per cercare di bypassare il blocco imposto dall'Europa è proprio la sicurezza, cioè secondo Apple il fatto che il suo sistema sia così chiuso, così bloccato, è proprio dovuto al fatto di garantire una sicurezza ai dati dei suoi utenti. Notoriamente i data breach, quindi gli incidenti informatici che causano una pericolo per i dati personali, statisticamente sono più diffusi su Android. Apple li soffre meno perché i malware, i ransomware fanno fatica a interagire con un sistema chiuso come quello di Apple. Quindi secondo l'azienda di Cupertino aprire il sistema vorrebbe dire arrivare a dei compromessi in termini di sicurezza e questo bisogna ricordarlo. Quindi quando si critica l'unione Unione Europea e quant'altro. Io sono la prima che è rimasta scontenta perché anch'io volevo andare a comprarmi l'iPhone con l'Apple Intelligence. Sono una patita di queste tecnologie, ne parlo, le utilizzo, quindi ci mancherebbe altro. E però bisogna avere cognizione di causa, ci sono dei pro e dei contro, no? Quindi uno dei contro di questa apertura potrebbe essere questa perdita in termini di sicurezza, che vorrebbe dire per Apple investire costi, risorse e tecnologie nell'aumentare le misure che minimizzano i rischi per la tutela dei dati. Altrimenti si andranno a violare altre normative come GDPR, gli accordi sul trasferimento dei dati e tanta altra normativa noiosa che adesso non voglio tirare fuori per non annoiarvi. Questo è il motivo principale, però d'altra parte Mi piacerebbe essere libera di scegliere o di utilizzare un'applicazione su iPhone perché ci sono delle volte che attualmente non si può fare. Mi è capitato tante volte, no, quando andate in giro, parlate un po' con i vostri amici, di dire: "Ma tu hai questa applicazione? Sai che ho un'applicazione che fa questo? Vado a vedere l'App Store, non ce l'ha." Non ce l'ha perché su iPhone non gira, no? Diciamo così. E quello è antipatico perché comunque la concorrenza va protetta, va garantita, così come la protezione dei dati e tante altre cosucce. Quindi questo video è per consentirvi di prendere una posizione consapevole sullo scenario Apple. Ovviamente so cosa vi state chiedendo: ma Apple scenderà a compromessi oppure si blinderà dietro le sue posizioni? Allora, andare a blindarsi lo trovo poco realistico perché sicuramente il mercato dell'Unione Europea è un ampio, promettente, quindi chiudersi a quel mercato probabilmente non è una scelta intelligente. Apple ha già fatto delle scelte, è già scesa a compromessi. Non tutti sanno che ad oggi è possibile scaricare delle applicazioni su iPhone non per forza tramite lo store di Apple, ma tramite l'Alt Store, che è uno store alternativo di uno sviluppatore privato, sconosciuto, che però consente questo. Attualmente ci sono 2 o 3 applicazioni che consentono di bypassare il problema e quindi garantiscono quello che viene definito sideloading, cioè scaricare applicazioni non per forza tramite l'app di Apple Store, e quindi sicuramente arriverà compromessi anche su altre scelte. Il lato negativo è che probabilmente ci saranno dei ritardi, tardi, perché ovviamente un rallentamento di fatto queste normative lo comportano, però magari garantiranno in termini di sicurezza, protezione dei dati e tante altre cosucce. Questa è la panoramica, il link alla mia mappa così ve la leggete con calma ve la lascio nella descrizione del video. Ricordatevi di iscrivervi se vi interessa alla mia community che è Gladiatori Digitali. Mi trovate sul sito, cercate proprio, scrivete nella barra di ricerca avvocatopanucci.com che è il mio sito, ve la metto anche questa in descrizione se avete per i più stanchi. 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