David Sylvian - Il retrogusto malinconico della perfezione (Musica nel Traffico)

Fabio Massimo Franceschelli explores David Sylvian's solo albums Secrets of the Beehive and Gone to Heart, tracing his evolution from the band Japan through collaborations with Ryuichi Sakamoto and Robert Fripp. The program examines tracks like "River Man" and "Orpheus" for their mythological themes, atmospheric soundscapes, and instrumentation ranging from flamenco guitar to Frippertronics.
Chapters
Un suono che potrebbe farci pensare all'alba. Eh sì, all'alba, all'alba in un paesaggio naturale.
Wow!
Ed ecco una bella batteria.
È una batteria che mi sembra, più che dare il ritmo, dà suoni. Entra pienamente sul piano armonico. Disegna qualcosa. E questa atmosfera che viene disegnata da questo autore, da questi autori, è un'atmosfera chiaramente di un paesaggio naturale. Lo vediamo da distante, lo vediamo dall'alto, potrebbe essere essere a volo d'uccello, o perché no, in cima ad una rupe, affacciati ad una rupe, seduti sul bordo di una rupe, e di fronte a noi si apre la valle, si apre questa valle meravigliosa. L'agro romano. I romani sicuramente conoscono l'agro romano, ma l'agro romano di 3000-4000 anni fa. Io c'ero? Ovviamente no, però sto immaginando. Nessuna traccia di vita, delle cascate, un'orografia accidentata, crepacci, una rupe, magari un fiume. In lontananza possiamo vedere degli animali, un branco di cervi. È l'alba, non c'è traccia umana e ci si chiede: ma allora Ma allora dov'è? Dov'è la voce di Dio in tutto questo? Ci guardiamo intorno. Eccola, eccola, una voce avvolgente. È dappertutto, viene dappertutto e ci viene incontro. Lentamente sale. È una voce vagamente baritonale, perfetta, una perfezione apollinea, una voce trascendente.
Sì.
Non appartiene al paesaggio, è il confine dal paesaggio, lo avvolge. David Sylvian, David Sylvian, David Sylvian, e questo brano è Before The ball. Questa batteria sembra segnare il paesaggio. E la voce è veramente la voce di Dio, è una voce Distante, sì, appunto, trascendente. E sta circoscrivendo il paesaggio, lo sta rendendo luminoso, lo sta connotando. "Way down inside, a whispering sea of towering trees." Sento la tua voce camminare verso il basso all'interno, un mare sussurrando di alberi torreggianti. E quest'autore, questo poeta, il paesaggio naturale non si limita a disegnarlo con la musica, lo evoca anche nel testo. Un testo che parla di mare, di alberi, di silenzi, di luci. Before the wolf. Prima della corrida. Abbiamo David Silvia, voce, tastiere e chitarra. Insieme a lui abbiamo Richard Barbieri che cura tutto ciò che è elettronica, Steve Jensen che cura tutto ciò che è percussioni, e un'altra chitarra, Ben Nelson. Before the bounce back. Dall'alto andò to earth. Andato alla terra, tornato alla terra, o anche tornato alla tana. Ritorniamo tutti alla terra dei primordi. Il cantautore Silvian, un musicista e contemporaneamente anche un poeta. Poeta nel senso proprio che è scrittore, pubblica testi di poesie ed è polistrumentista e compositore e quindi un perfetto cantautore. David Sylvian, cantautore britannico londinese. E mentre sfumo e vado per cambiare CD, album, diciamo che posso leggere qualche cosa. Sì, perché no, posso leggere qualcosa. Ho costato, mi sono accostato, quindi non rischio di andare andare a sbattere da nessuna parte. No, perché ricordo, ricordo, non l'ho detto, non credo di averlo detto, ma questa qui è musica nel traffico, musica nel traffico. Traffico qui intorno a me ce n'è tantissimo, e però preferisco accostare perché ho questa operazione un po' complessa di cambiare i dischi. Che dicevo, Musica nel traffico, io sono Fabio Massimo Franceschelli, il podcast all'interno della radio filosofica Vivere Filosofare.
Questa è la quinta puntata di Musica nel traffico e come diciamo che la terza consecutiva dove affronto un autore degli anni '80, un musicista degli anni '80. Sfuma ora il nostro brano. E passiamo al brano di un album successivo, l'album Secrets of the Beehive, I Segreti dell'Alveare, I Segreti dell'Alveare. E ci andiamo a prendere, ci andiamo a prendere il brano, il brano, il brano, il brano, il brano. Dove sei? Dove sei? Orpheus, un brano dedicato al cantore Orpheus e al mito di Orfeo e Euridice. Il brano è il numero 4, che rispetto al precedente è una vera e propria canzone.
Non che la precedente non lo fosse, ma qui la forma canzone è più ovvia. E anche in questo caso il nostro autore parla di paesaggi naturali. Standing firm on this stony ground, stony ground, in piedi in questo terreno pietroso. The wind blows hard, il vento soffia forte. E poi abbiamo oscurità, luci ombrose, abbiamo l'onda, abbiamo il mare, si ergono navi sul calmare. Che dire di questa voce prima, l'ho definita "a polline", effettivamente la trovo perfetta. Una voce maschile ma estremamente raffinata e la raffinatezza è un po' uno degli aspetti ricorrenti di quest'autore David Sylvian. Parliamo di un autore Parliamo di un autore, mentre abbasso leggermente il volume, spero non troppo, che ha attraversato gli anni '80, ma poi anche ovviamente i successivi, anche se adesso ci stiamo concentrando sugli anni '80, attraversato gli anni '80 inizialmente svelandosi al pubblico, al grande pubblico, come leader di una band new wave, una delle più conosciute e amate band new wave Wave che è un nuovo DJ band.
E qui c'è una piccola pausa caffè del nostro autore che abbassa completamente il brano.
E adesso riprende. David Sylvian, voce, chitarra acustica e sintetizzatore. Danny Thompson al contrabbasso. Nuovamente Steve Jensen alla batteria. Steve Jensen, che anticipo, è il fratello di David Sylvian. Phil Palmer, chitarra. E qui c'è Mark Isham, che stiamo ascoltando in questo momento con un free corno. Brian Gascoigne, orchestrali, diciamo gli arrangiamenti orchestrali, e su tutti, su tutti nel senso che poi il principale collaboratore è Ryuki Sakamoto al piano e sintetizzatori. L'album che stiamo ascoltando, Secrets of the Deep Dive, del 1990. 1986. È un album che la critica, diciamo, ci passa come il suo capolavoro. Io stesso, che non sono un critico, tutto sommato è l'album che preferisco. Ma amo tantissimo anche il precedente, che è Gone to Heart, dell'anno prima, del 1986, quello che abbiamo ascoltato, che abbiamo ascoltato nel primo brano, Before the Bar Fight. Chi li ricorda i Japanz? New wave synth pop con una forte tendenza ad una musica estremamente raffinata, un utilizzo di tastiere Cantiere di creazione di atmosfere particolari, romantiche, decadenti, testi altrettanto raffinati e anche un amore particolare per, diciamo, il travestitismo, quindi il presentarsi in scena estremamente, particolarmente appunto travestiti, come era nelle sensibilità spettacolari più che musicali dell'epoca, e con chiari richiami all'epopea del glam rock.
Ma diciamo che nei Japan, già nel Japan, possiamo trovare dei chiari riferimenti sia musicali sia proprio estetici ai Roxy Music e quindi altro, altra band, altra band dove il glam, ovvero il travestitismo, il presentarsi in scena travestiti, faceva riferimento non tanto alla prima epoca del glam rock dove il travestitismo era forse un po' eccessivo ma un travestitismo estremamente raffinato, direi quasi tangente il dandismo. Pensate a Brian Ferry, appunto, il cantante dei Roxy Music. Nonostante ciò, David Sylvia ha un nome, Sylvian, che non è il suo nome di battesimo. Il suo nome di battesimo è un altro, dopo ve ne parlo. Non è il suo nome di battesimo, ma è un nome che è ripreso in omaggio al cantante Sylvain Sylvain delle New York Dolls, quindi altra band chiaramente, anzi storicamente portatrice di un'estetica glam, un'estetica glam, diciamo, la prima parte del glam, quando ci si travestiva ma si suonava basandosi principalmente su un hard rock molto basico, fatto di tante chitarre. Invece l'unione del travestitismo, di un, di una raffinatezza nel travestirsi, ad una uguale raffinatezza nei testi e nella musica, e quindi portare la musica verso una perfezione formale, portare tutto quanto, appunto il testo, lo stare in scena e il suonare verso una perfezione formale, è qualcosa che sicuramente trova nei Roxy Music, come dire, l'abbrivio, insomma, il punto d'inizio, e trova nei Japan dei degni, degnissimi allievi dei Roxy Music. E nei Japan, negli anni '80, tra la fine degli anni '70 e gli anni '80, emerge appunto la figura di David Sylvian, Chi ricorda Lévi-Sylvia lo ricorderà come un musicista bello, bellissimo, una bellezza androgina, chiaramente, ripeto, effetto di trucco, effetto di travestitismo, però questa bellezza che andava al di là del sesso con questa voce perfetta, con questi suoni sempre estremamente raffinati, con la collaborazione spesso di un maestro dell'atmosfera, della musica di atmosfera come Ryuki Sakamoto. Ecco, tutto questo ci porta appunto ad un autore che dal punto di vista formale è ineccepibile. Musica estremamente pulita, quindi se per gli amanti del garage, per gli amanti del Sì, appunto, del lo-fi. Probabilmente la vicenda musicale di David Sylvian potrebbe anche non interessare tanto, ma adesso sto parlando anche troppo e passerei a questo brano qua. When poets brimmed of anger.
C'è tanto di acustico in questo album, tanto tanto di acustico. David Sylvian ha la voce e la chitarra acustica, Phil Palmer ancora la chitarra acustica, e qui sentite il gioco di chitarra acustica. Agli archi, il sacamoto, Mark Isham alla tromba e Danny Cunningham alle percussioni. E questo, signori, è a tutti gli effetti un flamenco. Questo è l'arpeggio tipico del flamenco, il picado, diciamo. When poets dreamed of angels, è un testo dall'altro terribile, terribile non nel senso di brutto, nel senso di ciò che narra. Si alza presto dal letto, corre allo specchio, lividi, inflitti nei momenti di furia. Lui si inginocchia di nuovo accanto a lei e sussurra una promessa: la prossima volta ti spezzerò tutte le ossa del corpo.
Ed ecco il flamenco.
Sentite il classico golpe, la percussione sulla cassa della chitarra e il battito delle mani. È una musica che non ci lascia fermi, ci fa vibrare.
Meraviglia, meraviglia!
David Sylvian, ovvero al secolo, come si usa dire, David Alan Bett. David Alan Bett, nato il 23 febbraio del 1958. A Beckenham, un quartiere della Grande Londra, e cresce a Lewisham, altro quartiere della Grande Londra a sud. E così mi dice Wikipedia: cresce in un ambiente operaio duro e poco propizio all'arte. E com'è possibile? Suo padre Bernard è un intonacatore. Suo madre Sheila è una casalinga. La famiglia comprende una sorella maggiore e un fratello minore, Steve, che diventerà batterista dei Giappacolo, pseudonimo di Steve Jansen. L'ambiente domestico, come Sylvian stesso ricorderà, è duro e spietato, con poca esposizione alla musica. Il giovane David sviluppa una timidezza paralizzante che lo segnerà per tutta per tutta la musica— e per tutta la vita, perdonate— e la musica diventa ben presto una via di fuga. Spettacolo, spettacolo, spettacolo! Quasi lo risentirei in silenzio, l'ho macchiato con la mia vociaccia. Allora, adesso cambio nuovamente e torno all'album precedente, Gone to Heart.
Due album questi che sono caratterizzati, diciamo, in particolare, oltre da Silvia, dai suoi testi, dalla sua bellezza, dalle collaborazioni, sostanzialmente dalle collaborazioni, che sono collaborazioni differenti e con diversi musicisti, ma in particolar ce ne sono due che lasciano il segno. Per quanto riguarda Secret of Beehive, l'avevamo detto prima, c'è Ryuki Sakamoto. Per quanto riguarda invece Gone to Hell, la collaborazione principale è con niente po' po' di meno che Robert Fripp, il signor King Crimson, il signor King Crimson in persona. Signor King Crimson in persona che interviene in questo album, che è un po' un album doppio dove il primo in un lato ci sono tante canzoni, chiamiamole così, insomma tanti paesaggi segnati dalla splendida voce dei testi di David Silva, nel secondo CD o nel secondo vinile c'è soprattutto musica di atmosfera. E tra la musica di atmosfera, di ambient, chiamiamolo così, possiamo ascoltare adesso, in questo momento ce ne ascoltiamo una che è Coyote Country, una musica direi perfetta per meditare. Campfire Coyote Country, questo è il titolo. Ed è un brano a firma Sylvia Flipp.
E tutto sommato potrebbe anche un po' stupire, no? Questa cosa che un brano di questo tipo non sia invece di Sakamoto, non abbia la firma di Sakamoto o non abbia la firma di Brian Eno, perché I riferimenti alla musica di Brian Eno ci sono, insomma, sono abbastanza evidenti. Invece è tutta materia di Silvian e Flip.
Flip con le sue, con l'innesto delle, diciamo, delle sue famose Frippertronics.
Frippertronics, questa tecnica di manipolazione della chitarra attraverso attraverso una coppia di registratori, una che registra il suono della sua chitarra e un altro che lo rimanda con un leggero delay, lo rimanda nell'ambiente, quindi nel rimandarlo nell'ambiente il primo registratore registra nuovamente ciò che esso stesso aveva mandato al secondo registratore e così via, in una sorta di possibilità di creazione di un loop di suoni che possono variare con minime variazioni l'uno dall'altro. E che creano questa atmosfera di sospensione. Grande, grande chitarrista, Fripp, un grandissimo chitarrista, uno di quei chitarristi che non ha bisogno di fare grandi performance, è un chitarrista che disegna, non è un chitarrista di quelli che utilizza o che immagina l'uso della chitarra attraverso questo, come dire, la performance, il palesare la propria bravura, il virtuosismo, l'essere un funambolo della chitarra. Lui interviene con piccoli tocchi o con invenzioni come appunto le Fliptronix. Sentite questi suoni che rimangono sospesi nell'aria e si dissolvono lentamente, pian piano. Questo tipo di suoni è presente in tutto il secondo CD di Gone to Heart.
E sfumiamo, sfumiamo. E andiamo sempre nello— utilizziamo sempre lo stesso album, sempre Gone to Heart, quindi sempre Sylvian e Fripp insieme al batterista Steve Jensen e a Jennifer Medman al basso, e poi Mel Collins al sassofono. Mel Collins e Robert Fripp, quindi addirittura ben due King Crimson sono nel prossimo brano. Prossimo brano che si chiama River Man. River Man, adesso perdonate sempre l'attesa nel mio ricercare questi brani. Eccolo qua, allora, River Man, River Man.
I see your eyes light up like fire. It's medicine to me. Vedo i tuoi occhi illuminarsi come il fuoco. Per me è una medicina. Cosa vogliamo dire della voce di questo autore? All'andamento un po' di una elegante cavalcata. Nuovamente una musica che disegna scenari naturali. Un brano che ci parla di un fiume. Ti sta tenendo fuori portata, quindi continua a correre, a cadere finché non raggiungo l'acqua. Corri con me, sant'uomo, tanto mi allungo, stoppo di esserlo. Sentite Robert Fripp. È una musica che non è mai invadente, ci sorregge sempre, ci accompagna. È perfetta appunto per il traffico di Roma, per dissolvere le file nel traffico, le file ai semafori. E per chi lo conosce bene, appunto, questo è Robert Fripp, signori, il re cremissimo.
And when I reach out, I'll find out standing right beside who. Now we're living blessed with all the thunder in the world.
E qui il sassofono di Mel Collins, altro che in Crimson.
Ed ora un nuovo momento di pausa per tornare a Secret of the Beehive, i segreti dell'alveare.
Quali sono questi segreti?
Dell'alveare. Allora, vi comunico che mi è caduto anche il Compact Disc, ma questo, come dico sempre, come dicevo anche ai miei tempi, è il bello della diretta. Quindi il brano che voglio ascoltare adesso è un brano di un— iniziamo dal titolo: Let the Happiness In, Lascia Entrare la Felicità, Lascia Entrare la Felicità. Quindi Avrete sentito un po' il tono di malinconia che pervade un po' tutti i brani che abbiamo ascoltato finora. E quindi, come può essere questo "Lascia entrare la felicità" da parte di David Silva? Vediamo un po' come potrebbe essere.
Eh, ma un po' di ironia, di cui ci può stare, insomma, di autoironia. David Sylvian alla voce e all'organo, ma all'organo c'è anche Sacramente.
Moto.
E poi il solito Marky Sham alla tromba, Danny Cummings alla percussione, il fratello Steve Jensen alle percussioni, fratello di David Sylvian, anche lui ex Japan, e agli archi Brian Gascoigne. Lascia entrare la felicità. Sto aspettando sulle banchine vuote Oh, de guardare le navi che entrono, sto aspettando che l'agonia finisca. Oh, lascia entrare la felicità. Un andamento vagamente funerio e quindi lasciamo entrare la felicità.
Oh, e sentite come si apre il brano.
Non è un brano triste, è un brano molto vitale nonostante, nonostante l'inizio, nonostante il tono estremamente malinconico.
È un brano che fa entrare tanta luce. Musica anni '80, musica fortemente anni '80, influenzata appunto da Brian Eno, da Yuki Sakamoto, da Robert Fripp, influenzata dalla propria genialità, dalla genialità di Silvia stesso. Una genialità che comunque già era presente nei Japan. Mi viene in mente soltanto un brano come Night Porter, Night Porter in a Gentleman Takes Polaroid, album del, oh mio Dio, credo del 1980. Night Porter, il portiere di notte, ed era un brano che disegnava esattamente le atmosfere di un portiere notturno, magari sulla soglia d'ingresso dell'hotel, in una notte piena di nebbia. Il rumore non appartiene a questo musicista. Il rumore non appartiene, ma appartiene, appartengono atmosfere decadenti, appartengono suggestioni orientali. Ovviamente frequentare Sakamoto significa comunque frequentare musica orientale, avere alle spalle una band come Eccomi, Javan! Non a caso si chiamano Javan. Secrets of Beehive, Secrets of Beehive. 1987, da album di Sylvian e Sakamoto. E prima abbiamo ascoltato Gone to Heart, album del 1986, Sylvian e Fripp.
E adesso andiamo a sfumare il brano e tenendo conto anche del, dell'ora, come si dice a Roma, si dice si è fatta una certa, Diciamo che mando fino a chiudere, mando tutto, l'ultimo brano, Promise, Promise, The Cult of Eurydice, Eurydice, ennesimo brano sul mito di Orfeo e Eurydice. Tra l'altro questo è un brano che è bonus track, bonus track dell'edizione giapponese di Secret behind, ma ci sta perfettamente dentro. Anche questo qui è firmato da tutto da Dave Silvian e Sakamoto. Io lo ritengo un gioiello. Infatti ora mi silenzio, lo lascio andare, e quindi vi saluto, vi saluto, vi saluto.
Alla prossima puntata!
Io sono Fabio Massimo Franceschelli, questa è Musica nel Traffico, la quinta puntata ed è dedicata a David Sylvian. Stiamo ascoltando l'album Secret of the Beehive, I Segreti dell'Alveare, e il brano che lascio andare ora è Promise, The Cult of Eurydice.
The silence of the park, the moonshine after dark came to keep her company. The tiny golden cross lay upon her throat, hands clutching Tied a rosary. The rain upon her lips, eyes opened with a kiss, just too late for us to see. She sits upon the ground. Face covered by a shroud of midnight canopy.
When the lightning starts, the secrets in her heart merge within the rain.
E quando calano le ombre, la promessa di tutto si perde dentro le lacrime che inducono Tutte le cose che speravamo ci avrebbero sempre tenuti vicini, mettiti tra noi adesso come recinti. Le lettere che abbiamo scritto sono andate tutte in fumo e ora sei semplicemente troppo lontano per ascoltarmi. La meravigliosa voce di David Sylvian.
When all but hope is lost, you believe at any cost in things that make the living lighter. And when the shadows fall, the promise of it Federico Levy is lying in the bed beside her.
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