Margherita Porete, a 14th-century mystic burned in Paris in 1310, wrote The Mirror of Simple Souls, a theological work blending courtly love language with radical mysticism. Her central claim: the soul becomes fire through love and reaches a state where it is what it knows and loves, where desire itself ceases.
Chapters
Colui che arde non ha freddo e colui che annega non ha sete.
Queste anime ardono talmente nella fornace del fuoco d'amore che sono divenute propriamente fuoco, e così non sentono affatto il fuoco, essendo fuoco in sé stesse per la virtù d'amore che le ha trasformate in fuoco d'amore.
Queste parole così ardite e paradossali sono state scritte da Margherita Porete, Beghina bruciata sul rogo nel 1310 a Parigi dopo un singolare processo inquisitoriale. Donna libera e fiera che ci ha consegnato il suo Specchio delle anime semplici, un testo di profonda spiritualità e di grande interesse filosofico, nel quale già echeggiano i grandi temi che saranno poi sviluppati dal più celebre Meister Eckhart e che caratterizzano la mistica renano-fiamminga.
Nel suo testo, arrivato a noi in forma anonima fino a che non è stata fatta l'attribuzione dalla storica Romana Guarnieri, la beghina fiamminga ci descrive la sua esperienza mistica, consegnandoci un testo di altissima spiritualità, di grandissima sapienza teologica e di indiscusso valore filosofico. Con espressioni riprese dall'amour cortèse e toccando i temi tipici della mistica renano-fiamminga, detta anche mistica speculativa tedesca, Margherita ci insegna che solo se riusciamo ad arrivare a quel punto estremo dove collassano tutte le determinazioni finite, potremo incontrare Dio. Qui però, all'apice del percorso, non si tratta più di volere qualcosa, ma di non volere più nulla. Non c'è più da avere qualcosa, ma non avere più niente.
Non si sa più perché tutto si sa. Nel punto culminante del cammino, tanto spirituale quanto filosofico, condotto con conoscenza e amore, si giunge a quel paradossale culmine in cui di cui molti mistici parlano, dove il niente e il tutto coincidono, e dove non si tratta più di sapere e amare, ma di essere ciò che si sa e ciò che si ama.
Qui, al culmine, non si tratta più di conoscere Dio come oggetto altro dall'uomo, ma si tratta di rendere così pulito e limpido il proprio specchio da permettere a Dio di fluire attraverso la nostra anima. Proposta ardita e magnifica, senza ombra di dubbio, quella di Margherita. Proposta che, se lo vogliamo, può parlare anche a noi ancora oggi.