Presentazione del seminario "Margherita Porete: peccato di santità " 📱

This content was created by Federico Levy. This content was uploaded by Federico Levy. This is a YouTube livestream (published 2026-01-22) titled "Presentazione del seminario 'Margherita Porete: peccato di santità '" produced by the Vivere e Filosofare community. The video is an Italian-language presentation/interview in which host Federico Levy introduces and discusses an upcoming four-session seminar with philosopher and philosophical counselor Lisa De Luca. They outline the seminar's philosophical and historical focus on Margherita Porete and her medieval work Lo specchio delle anime semplici (mystical, theological and dialectical themes), give background on the Beghine, note the seminar structure (four Wednesdays in February 2026, 18:00–19:30 on Zoom; 1 hour lecture + 30 min Q&A), materials and community resources (website, recordings, dispensa, Dasein Radio, WhatsApp group), and share some logistical and personal remarks (including Lisa's thesis work on Porete). The metadata indicates a YouTube content type with thumbnail available and creation timestamp 2026-01-22T06:42:52Z.
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Allora, eccoci qui. Sembra che questo streaming sia stato eliminato da Facebook di nuovo. Grazie Facebook, apprezziamo tantissimo il tentativo di Zuckerberg che ultimamente sta facendo di boicottare i seminari di Vivere Filosofare, ma no, sei un mio auto-boicott— avrò fatto confusione. Adesso vediamo di far partire la diretta anche su Facebook, ma intanto cominciamo. Lisa, ciao!
Ciao, buonasera a tutti!
Buonasera a tutti, è bello ritrovarsi qui in questo 2026, cominciare l'anno 2026 di Vivere e Filosofare con un bel seminario della nostra Lisa De Luca. Di nuovo, buonasera a tutti e grazie per essere qui. Questo seminario dal titolo Margherita Porete, Peccato di Santità , aspetti filosofici nello specchio delle anime Semplici. Il seminario sarà condotto da Lisa De Luca, che ho il piacere e l'onore di presentare anche in questo inizio del 2026, che ci ha già accompagnato nel 2025, il primo anno di attività della nostra comunità filosofica Vivere e Filosofare. E niente, ciao Lisa, benvenuta!
Ciao Federico, buonasera a tutti quelli che ci stanno guardando adesso in diretta e a chi ci guarderà poi in differita.
Allora, permettimi Lisa intanto di presentarti ai nostri ascoltatori. Intanto ci arrivano la buonasera insomma anche da chi ci sta ascoltando. Molto bello fare queste dirette insieme. Ricordo che in qualunque momento potete intervenire nell'area commenti per domande legate al seminario, non solo sulle varie cose che oggi diremo, ma intanto ecco, presento rapidamente Lisa che è filosofa, Ah, Andres, ciao. È filosofa e consulente filosofica e si è laureata a Padova con una tesi sulla mistica speculativa. Collabora con Vivere e Filosofare, ha lavorato con il Centro di Ricerche Noetiche. I suoi ambiti di elezione incrociano filosofia, spiritualità e scienza, e con una particolare attenzione alla mistica intesa in senso ampio. Dalle tradizioni ortodosse alle prospettive più eretiche. Giusto, Lisa?
Perfetto.
Nell'incontro di oggi avremo modo di approfondire i contenuti del seminario, le ragioni di natura filosofica ed esistenziale che ci hanno spinto a proporlo. Prima di procedere però, permettetemi di parlare brevemente del progetto Vivere Filosofare, per chi ancora non conosca questa nuova realtà , perché oltre all'interesse specifico per questo seminario può in ogni caso trovare elementi utili e può essere in generale interessante e utile capire il contesto anche di esperienza e di formazione entro il quale questo seminario, non solo, anche altri seminari condotti da Lisa e non solo si collocano. Vivere e Filosofare è uno spazio online raggiungibile andando sul sito www.viverefilosofare.it che unisce persone interessate alla filosofia a vari livelli e desiderose di esplorarne il valore esistenziale, di modo che Vivere e Filosofare si pensa a tutti gli effetti come una comunità online di esploratori esistenziali, apprendisti filosofi dell'esistenza, ci piace dirlo così, nel senso che non c'è da parte di nessuno, in primis anche gli ideatori di questo progetto, alcuna, come dire, pretesa di essere arrivati a un chissà quale particolare approdo di sapienza, saggezza, anzi Anzi, è il nostro gusto per dire forse nel mondo di oggi necessario creare spazi diversi, alternativi, e questa realtà prova a esserlo come tante altre realtà affini, provano a portare un contributo di pensiero critico forse in un'epoca in cui è particolarmente necessario. È nato da poco poi tra l'altro il gruppo WhatsApp dove è possibile interagire e confrontarsi con spirito di ricerca, quindi in un ambiente anche questo accogliente, cordiale, quindi in una certa misura un po' distante dalle risse verbali, mi sento di dirlo, che purtroppo stanno popolando i social network. E fare parte del gruppo Vivere e Filosofare è gratuito, senza impegno, basta andare appunto sul sito viverefilosofare.it e iscriversi inserendo una propria email, una password e rimanere così aggiornati sulle iniziative. Proponiamo varie attività , sia gratuite sia a pagamento, secondo diverse modalità , le elencherò adesso brevemente Intanto periodicamente organizziamo seminari filosofici come quello di cui parleremo questa sera e poi entrando in piattaforma è possibile esplorare tutto il catalogo dei seminari, anche quelli passati, perché è sempre possibile poi iscriversi e accedere alle registrazioni di quei seminari. Abbiamo una radio filosofica chiamata Dasein Radio, in ossequio un po' al pensiero esistenziale di Heidegger, però con questa flessione anglosassone che poi, non lo so, quando si fanno i podcast ci sta bene, pare che si debba Debba porre così. Chi è più ligio alla lingua dice: "Ma perché la chiami così?" Dasein Radio, Dasein Radio, che raccoglie diversi podcast che esplorano in maniera filosofica diversi ambiti della vita. Abbiamo un podcast, per esempio, che si occupa di temi di attualità sociale, politica e internazionale, e infatti questo lo conduco io e di questi tempi devo dire mi dà parecchio da fare, un podcast che approfondisce aspetti esistenziali introspettivi, un altro che esplora il mondo dell'arte, della poesia, della musica e così via. E anche qui ovviamente navigando sul sito è possibile approfondire questi aspetti. Un altro ambito di attività è la palestra filosofica che inizierà le sue attività a marzo con laboratori volti alla conoscenza di sé, alla meditazione filosofica e poi abbiamo anche lo spazio per consulenze, poi creiamo eventi di comunità dove ci confrontiamo, dialoghiamo insieme, insomma tante cose per crescere attraverso filosofia e contribuire in una certa misura a migliorare la nostra vita quotidiana. Intanto comunque grazie intanto per l'attenzione e mi auguro ovviamente di vedervi presto in piattaforma. Ma venendo adesso, Lisa, all'incontro di oggi, allora che cosa tratteremo in questo seminario?
Allora, in questo seminario tratteremo di un'opera che è Lo specchio delle anime semplici un'opera scritta da Margherita Porete, come si vede insomma dal titolo del seminario, che è una beghina. E questa è un'informazione importante: una beghina che nel 1310 è stata bruciata a rogo dopo un processo condotto dall'Inquisizione del tutto singolare e particolare, quindi con anche un grande interesse dal punto di vista strettamente storico. In questo seminario che cosa faremo? Affronteremo quest'opera, che è l'unica opera che ci è rimasta di Margherita Porete, che ha circolato in maniera stupefacente per tutto il Medioevo. Ma naturalmente, essendo stata la sua autrice bruciata a rogo, sappiamo che poi scattava tutta quell'operazione che viene chiamata di damnatio memoriae. Quindi quest'opera ha circolato tantissimo, ma in forma anonima. L'attribuzione dello Specchio delle anime semplici a Margherita Porete è stata fatta in tempi relativamente recenti da una storica molto importante in questo ambito, che era Romana Guarnieri, che ci ha lasciato qualche anno fa. E che tipo di opera è lo specchio? Perché lo trattiamo in un seminario di Vivere e Filosofare, quindi di un seminario filosofico, tra l'altro con taglio esistenziale. Beh, è sicuramente un'opera di altissima spiritualità in cui Margherita ci parla della sua esperienza mistica. È sicuramente un'opera di interesse storico e letterario, e poi eventualmente vedremo anche dei dettagli su questo. Ha delle caratteristiche che la rendono particolarmente pregiata anche dal punto di vista teologico, ma soprattutto, ed è questo quello che a noi interessa in maniera peculiare, ha una struttura dei contenuti fortemente, spiccatamente filosofici. Ed è proprio il percorso che intendiamo proporre noi, quindi un'analisi dello specchio delle anime semplici dal punto di vista strettamente filosofico. E veramente è un'opera che si presta benissimo per un'operazione, per un'operazione di questo genere, perché troviamo una ricchezza, e una ricchezza sia contenutistica che di impostazione, che veramente non ha niente da invidiare a opere filosofiche, insomma, più note. E quindi ci dà ci darà sicuramente una grandissima soddisfazione da, da sotto questo profilo.
Benissimo, benissimo. E voglio anche, da questo punto di vista, di specificare— hai fatto riferimento prima alle Beghine, di che realtà si tratta?
Sì, le Beghine sono una realtà particolarissima, forse poco nota, come d'altro canto anche Margherita Porete stessa non è ovviamente sconosciuta, però forse non è uno proprio dei personaggi più, più noti, no, né in ambito filosofico, ma forse neanche in ambito di spiritualità e di teologia. Insomma, è un argomento un po' di nicchia, se vogliamo. Chi erano le Beghine? Le Beghine, innanzitutto, ci collochiamo tra il 1202 e il 1303, quindi quel periodo in cui c'è stata un'enorme fioritura di movimenti spirituali sia all'interno che all'esterno della Chiesa, quindi un periodo ricchissimo e molto interessante anche dal punto di vista storico. Le Beghine sono delle comunità di pie donne che nascono inizialmente nelle Fiandre, nella zona del Belgio, e poi si estendono però anche ad altre parti d'Europa con delle realtà che non si chiameranno proprio beguinaggi, ma che ritroveremo molto simili anche in Italia, in alcune zone d'Italia. E sono queste piedonne che decidono, per una serie di motivi, ma soprattutto mosse da questa ricerca spirituale, di vivere in comunità , i beguinaggi appunto, che erano delle, delle vere e proprie comunità di vita. Quindi queste beghine vivevano insieme, conducevano questa vita che a tutti gli effetti può assomigliare alla vita delle monache, nel senso che si dedicavano alla preghiera, alle pratiche spirituali, si autosostentavano, quindi eseguivano dei lavori. Per esempio, sono famose per i famosi pizzi, no, delle Fiandre, per la costruzione di candele di cera. Insomma, facevano una serie di attività per autosostentarsi. Erano anche molto importanti nelle comunità nelle quali erano inserite, perché spesso si dedicavano alla cura dei malati. Quindi veramente a tutti gli effetti come una comunità monacale, ma con una differenza fondamentale: che facevano voto di castità e facevano voto di obbedienza, ma in maniera privata. Loro non hanno mai voluto essere riconosciute dalla— e l'hanno anche proprio fatto come scelta, no? Loro volevano mantenere la loro libertà . Il voto di povertà non era previsto. In che senso? Nel senso che per entrare in un beguinaggio, come per entrare in un monastero, era necessario portare una dote. Però in qualunque momento la beghina, lasciando la dote al beguinaggio, poteva però lasciare il beguinaggio stesso. Quindi non era una scelta di vita definitiva. Il fenomeno è molto più complesso di così, ma questo per inquadrare a grandi linee la realtà beghinale, che ha poi un'importanza non solo storica ma appunto anche spirituale, teologica e filosofica, perché proprio nei beguinaggi noi troveremo la produzione di opere particolarmente significative che dopo andranno ad influenzare tutto quel grande filone che sarà della più famosa, se vogliamo, mistica speculativa tedesca. Quando dico mistica speculativa tedesca, dico nomi come Meister Eckhart, che vedremo che rapporto ha avuto anche con l'opera di Margherita, di Margherita Porete.
Benissimo, molto molto bene. No, infatti anche questa attenzione alla dimensione filosofica laddove ci apre alla consapevolezza storica ed esistenziale. E quindi mettere, come dire, anche in risalto il fatto che poi il pensiero si è sviluppato, dipanato nel tempo, a partire creando anche movimenti che hanno fatto proprio della scelta di vita la matrice fondamentale poi di un modo di stare nel mondo, di pensare anche il mondo, di intuire, di avvicinarsi poi alle grandissime altezze non soltanto speculative ma anche naturalmente spirituali. Altra domanda da questo punto di vista che ti farei è legato proprio anche all'opera, perché forse ci sono delle particolarità peculiarità da questo punto di vista, che si potrebbero già in qualche modo, per chi è interessato all'argomento e potenzialmente a questo seminario, che tipo di opera è Lo specchio delle anime semplici?
Lo specchio delle anime semplici è, giustamente come hai detto tu, un'opera del tutto particolare, perché è un'opera che innanzitutto noi abbiamo ovviamente il testo, anzi ne abbiamo più versioni, ma era un'opera che era inizialmente stata pensata per la recitazione orale, come tra l'altro usavano nel Medioevo. È un'opera che si struttura in forma di dialogo, ci sono vari personaggi in questo dialogo. Stilisticamente molto interessante, viene anche studiata proprio dal punto di vista linguistico e stilistico, perché è di grande pregio anche da questo punto di vista, sia per lo studio del volgare francese, in realtà L'opera originaria è stata scritta molto probabilmente in piccardo, quindi una sorta, fra virgolette chiamiamolo, di dialetto francese. Ma ne abbiamo, come ripeto, varie versioni, anche in latino. Insomma, c'è tutta una storia anche dal punto di vista letterario dello Specchio. Segue i canoni stilistici dell'amour cortese, quindi ha una ha una struttura particolare anche da questo punto di vista. Ci siamo Federico? Sì? Ecco. Sono io che gioco con la regia, mi metto in parte a fare questi scherzi. E io dico: è saltata la connessione, non è vero, è Federico che gioca, va bene.
No, ma ormai sulla connessione, ormai il mio rapporto con Zuckerberg, che dobbiamo fare? Proprio una dialettica negativa, diciamola così.
Assolutamente. E poi della dialettica parleremo. Ecco, e quindi è un'opera molto densa dal punto di vista teologico, nel senso che vengono affrontate proprio delle tematiche, e anche queste pongono una serie di tematiche sia strettamente teologiche ma anche storiche, no? Perché E ci sarebbe anche da capire bene come Margherita Porete poteva essere a conoscenza di una serie di dettagli, di argomenti di un certo tipo. E questo è un altro mondo fantastico, naturalmente. A noi interessa più di tutto dal punto di vista filosofico, ovviamente. E come anticipato all'inizio, e beh, certo, non manca, non manca di interesse. Perché, ed è questo che noi faremo nella fattispecie nel seminario, noi andremo a sottolineare proprio quello che è l'elemento, a mio modo di vedere, dico nostro nel senso che naturalmente non è una teoria che ho inventato io, ma quello che più la caratterizza filosoficamente è la presenza di una fortissima dimensione dialettica che si dipana, se vogliamo, in 3 grandi filoni che vengono tradizionalmente insomma chiamati la dialettica volere/non volere, avere/non avere, sapere/non sapere, che sono non a caso anche i titoli dei 3 incontri poi del seminario, più il primo che sarà più un'introduzione storico-filosofica. Quindi dal punto di vista filosofico ci darà enormi soddisfazioni, ma come appunto ho cercato di dire adesso brevemente è un'opera che si presta a moltissime analisi da diversi, da diversi punti di vista. È una sorta, chiamiamola, di resoconto dell'esperienza mistica di Margherita stessa. E se vogliamo, un po' come tante opere dei mistici, anche un, fra virgolette, manuale per chi è in cammino, è nel cammino spirituale, e quindi ha delle analogie con altre opere mistiche, soprattutto di questo periodo e di un certo contesto, ma anche delle peculiarità assolutamente speciali e particolari.
Molto bene. Infatti questa anche articolazione dialettica su queste tematiche, in qualche modo, no, che segue poi la struttura di questo seminario. E hai fatto cenno già in maniera dettagliata all'importanza di questa opera da tanti punti di vista, ma riusciamo quindi a mettere a fuoco definitivamente, nell'ambito di questa introduzione naturalmente, perché quindi affrontare Margherita Porete dal punto di vista proprio prettamente filosofico.
Allora, io direi questo, direi una cosa che chi già ci ha seguito negli altri seminari sarà anche stufo di sentirsi ripetere, però insomma chi non ci ha ancora sentito è importante ribadirlo. Allora, io come approccio ai testi spirituali parto da una convinzione naturalmente maturata nel tempo e con lo studio, no, di questi testi. La convinzione è questa: che un genuino percorso spirituale ha delle caratteristiche strettamente collegate ad un genuino percorso filosofico. Cioè, sostanzialmente E quando dico spirituale, attenzione, che non intendo religioso. Noi non faremo nessuna trattazione di tipo confessionale, così come non andremo a rifare il processo a Margherita. Cioè, a noi non interessa decidere se la condanna è stata corretta o meno, non ci interessa dire se Margherita era stata giudicata eretica e invece noi decidiamo che era ortodossa. Non è questo. Questo, no? Il nostro obiettivo è però quello di rilevare all'interno di un'opera di questo genere quelle che sono, beh, innanzitutto le caratteristiche filosofiche, e ci sono, come detto e come vedremo nel dettaglio. Ma anche, giustamente, essendo il nostro un taglio esistenziale, sempre guidati dalla domanda Cosa interessa a me oggi, nel 2026, leggere Lo specchio delle anime semplici, no? Che è un'opera di una mistica, di una beghina, che pochi conoscono forse, no? Cosa dice a me? Ma mi parla quest'opera? Mi può ancora parlare? Evidentemente, se siamo qui a fare un seminario su di lei, almeno noi Pensiamo di sì, no? E poi vedremo ovviamente perché e in che termini ci può parlare e ci può anche oggi, no, stimolare delle riflessioni e mettere in moto dei percorsi anche per noi.
Ecco, assolutamente sì, Lisa. Intanto, mentre ci stiamo avvicinando verso la fine di questa diretta, nel frattempo diciamo anche chi ha avuto modo di incontrare, incrociare nel proprio percorso Vivere e Filosofare. Qua sono in tanti che ci hanno intanto salutato, che proprio ci sostengono, ci esprimono la loro amicizia anche in questa diretta, quindi veramente grazie, grazie di cuore a nome nostro. Non so, forse tu Lisa i commenti non li vedevi, quindi insomma ci sono.
No, non li vedo.
Federico, dopo te li andrai a vedere. Pure, guarda, non voglio esagerare perché vedo qua complimenti, cose, iniziative culturali, non dico niente perché sennò poi dopo qua ti monti la testa e finisce qui tutta la diretta. No, no, adesso diamoci da fare.
No, vabbè.
Chi ci segue lo sa che a noi piace anche un po' così, ecco, scherzare, prendere con ironia, autoironia, insomma, anche un po' tutto. Però invece anche in realtà con la serietà , invece, noi dal nostro punto di vista una ripresa esistenziale anche di questi temi significa in una certa misura desiderare fare una cosa, compiere un gesto con la storia della filosofia, toglierla dal rischio della museificazione, potremmo dire, cioè della pur conoscenza culturale approfondita che è importantissima, è fondamentale, è bellissimo farlo, ma uscire un po' da questo storicismo per cui l'unica cosa che si può fare con la cultura filosofica in qualche modo è conoscerla, tramandarla e fine. Diciamo il senso, un fine possibile dello studiare, di tornare a figure più o meno note della storia del pensiero invece è intanto, se sono poco note, tornare a conoscerle per interrogare la nostra vita effettivamente. Anche la mistica, il misticismo che abbiamo già anche un po' avuto modo di incontrare in percorsi con figure differenti, effettivamente interroga delle categorie del pensare, dell'essere, del sentire, del vedere la vita, le cose, il mondo, che effettivamente interrogano noi profondamente se naturalmente riusciamo, come dire, a porci in questo tipo di anche intuizione, risonanza, quindi da questo punto di vista magari avvicinandoci alla fine di questa diretta possiamo dare alcune indicazioni di natura più organizzativa. Intanto, questo seminario articolato in 4 incontri, i quali hanno un calendario, diciamo, magari ci auguriamo semplice da memorizzare. Sono i 4 mercoledì di febbraio, quindi 4, 11, 18 e 25 febbraio, dalle 6 alle 7:30, dalle 18:00, 19:30, su Zoom. E quindi è possibile partecipare in questo modo. Per farne parte poi, chi si iscrive al seminario o comunque unque, in qualunque momento, anche come percorso parallelo, si può iscrivere intanto alla comunità viverefilosofare.it e iscrivendosi poi si entra nello spazio dedicato al seminario. Una cosa importante è questa, perché dentro lo spazio uno ha accesso non soltanto ai link Zoom per partecipare in diretta, ma anche alle registrazioni successive, ai materiali e alla dispensa. Non so se su questo Lisa vuoi aggiungere qualcosa da un punto di vista organizzativo, di conduzione complessiva della, dell'esperienza.
Sì, come già sperimentato nei due seminari precedenti, verrà organizzato così: faremo un'ora di erogazione frontale e mezz'ora la lasceremo come spazio per le domande. E questo, come spieghiamo ogni volta, ma è giusto, è giusto ribadirlo, ha un po' la funzione poi di rendere il materiale fruibile anche a chi lo vedrà in registrazione. Quindi di rendere un'esposizione più lineare, diciamo, no? Oltre alle registrazioni che saranno sempre disponibili, oltre alle dispense, quindi per ogni incontro verrà fornita alla fine del seminario o in corso d'opera, a seconda delle necessità , verrà fornita l'adeguata dispensa. E poi c'è sempre la cosa bellissima che abbiamo visto ha un suo successo e a noi ci fa lavorare tanto, ma ci fa anche divertire tanto, che è l'ormai famosa dispensa interattiva, cioè laddove in corso d'opera sorgano delle questioni particolarmente interessanti o un po' più difficili, no, per cui non si può rispondere nella mezz'ora finale perché necessitano di un ulteriore approfondimento, Noi facciamo la dispensa interattiva, cioè facciamo degli ulteriori approfondimenti proprio prendendo spunto dai rilievi e dalle domande dei partecipanti. Poi, come sempre per tutti i seminari, chat sempre aperta, quindi possibilità di domande sempre, in qualsiasi momento. E che altro dire? Se mi permetti, velocissima Certo, perché Margherita è un personaggio particolare e forse un po' meno nota al grande pubblico. Ecco, sveliamo un piccolo arcano che tu non hai detto all'inizio. Allora, io su Margherita Porete ho fatto la mia tesi di laurea. Nel lontano 1998. Quindi adesso fanno anche due conti, capiscono quanti anni ho. Vabbè, ma non importa. Nel lontano '98, quando veramente Margherita era studiata da, credo, 4 persone, perché cominciava insomma aprirsi tutto, tutto questo filone di studi, con lei poi ho potuto conoscere insomma anche altre personalità di questo mondo della mistica cosiddetta speculativa tedesca, o Renan o Fiamminga. E vedremo le analogie, le differenze, e perché queste due espressioni sono interessanti da utilizzare, no? Scegliere una piuttosto, piuttosto che l'altra. E quello che io posso dire è che non mi ha mai abbandonato, nel senso che è stata una scoperta meravigliosa, una scoperta fatta a 20 anni, quindi con la sensibilità e l'esperienza dei 20 anni, ma che poi riletta nel tempo ha continuato, no, ad alimentare chiaramente in maniera diversa, perché diverso poi era il mio percorso. E per preparare questo seminario mi son dovuta reimmergere come allora e l'emozione è stata la stessa, se non più grande, se non più grande. Anche perché abbiamo la fortuna di avere moltissimi dettagli del processo a Margherita, quindi possiamo leggere— questo non è usuale per i processi inquisitoriali— possiamo leggere nel dettaglio proprio anche la sua vicenda. E pur che di lei sappiamo molto poco storicamente, veramente riusciamo a conoscerla. E un po' leggendo l'opera, un po' leggendo gli atti del processo, veramente alla fine ci sembrerà di conoscere Margherita, che io infatti faccio fatica a chiamare Margherita Porete perché per me è Margherita, Margherita è lei.
Bellissimo Lisa, grazie veramente per aver presentato questo seminario anche con questa bella con questa bella testimonianza esistenziale tua anche di percorso personale, quindi che dà appunto il senso anche proprio della filosofia come percorso esistenziale. Grazie di cuore e grazie a tutti per aver partecipato a questa diretta e rimaniamo a disposizione da qui all'inizio del seminario, quindi in questa fase di iscrizioni aperte per ulteriori eventuali anche domande e curiosità . Delucidazioni, insomma, del caso. Grazie a tutti e buona vita filosofica.
Grazie, grazie a tutti, grazie.
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